Assegno unico e revisione dell'IRPEF hanno compensato gli effetti dell'inflazione sulla tassazione, il cosiddetto fiscal drag. Ma non tutti i redditi sono salvi
L’assegno unico e le riforme dell’IRPEF degli ultimi cinque anni hanno salvato i redditi dall’aumento automatico di tassazione legato a una forte inflazione: il cosiddetto drenaggio fiscale. La conferma arriva dall’ISTAT.
“Si tratta di una conferma autorevole, che si aggiunge a quella già espressa dalla Banca Centrale Europea”. Grande entusiasmo da parte del viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo che coglie l’occasione per annunciare le battute finali della riforma.
Ma la nota sull’andamento dell’economia italiana marzo-aprile 2026 non porta solo buone notizie. La protezione non è stata uguale per tutti e per tutte. E poi l’occupazione diminuisce e anche il potere d’acquisto delle famiglie, mentre l’inflazione torna a crescere in maniera importante.
In estrema sintesi, molto è stato fatto, molto è ancora da fare.
Assegno unico e IRPEF salvano dal fiscal drag, ma il lavoro non è finito
Secondo i calcoli dell’ISTAT, la ricetta degli ultimi due Governi contro il fiscal drag ha funzionato.
Gli ingredienti sono una serie di ritocchi al calcolo dell’IRPEF, dalla revisione delle aliquote alle modifiche sulle detrazioni, ma anche la grande novità dell’assegno unico e universale per tutte le famiglie con figli o figlie che si adatta anno per anno all’inflazione.
“Le riforme fiscali attuate tra il 2021 e il 2026 hanno più che compensato il drenaggio osservato nello stesso periodo, comportando un beneficio medio pari a 40 euro per contribuente”, si legge nella nota.
Ma, come ci insegna la matematica, nella media si nascondono tutti i valori, dal più basso al più alto. E non tutti e tutte sono stati protetti allo stesso modo dal fiscal drag.
| Che cos’è il fiscal drag? |
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| Risponde l’ISTAT: Si tratta di una forma di “tassazione invisibile”, che si verifica nei sistemi fiscali progressivi non indicizzati in presenza di inflazione. L’aumento dei redditi derivante da un loro aggiustamento nominale può spingere alcuni contribuenti verso scaglioni più elevati. La crescita dell’aliquota media che ne deriva risulta impropria, in quanto non riconducibile a un aumento della capacità contributiva |
Lavoratrici e lavoratori dipendenti sono i più colpiti dalla tassazione invisibile legata all’inflazione, ma sono stati i più protetti, arrivando a registrare anche lievissimi guadagni. Segno positivo anche per chi svolge lavoro autonomo, mentre pensionati e pensionate non sono stati difesi abbastanza: “le variazioni normative non risultano sufficienti a neutralizzare l’effetto del drenaggio”, spiega l’ISTAT.
Ma non è solo la natura del reddito a determinare l’intensità della protezione che è derivata dalle novità introdotte. Visto il ruolo fondamentale dell’assegno unico, le famiglie senza figli o figlie risultano penalizzate dal drenaggio fiscale.
Fiscal drag, la partita non è finita: l’inflazione torna a salire
Senza dubbio, i dati che arrivano dall’ISTAT confermano che le misure messe in campo hanno agito da cuscinetto, soprattutto nelle fasce della società che richiedono maggiore attenzione come cittadini e cittadine con redditi bassi e famiglie numerose.
Allargando lo sguardo, però, non c’è molto da gioire. Tra il primo trimestre 2021 e il quarto trimestre del 2025, si è registrata una riduzione dei salari reali del 7,8 per cento. L’inflazione non tocca solo la tassazione, ha effetti pervasivi. E chi non è stato compensato ha subito danni esponenziali.
E negli ultimi dati c’è un altro aspetto ancora più rilevante. Secondo le stime preliminari, ad aprile l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è cresciuto in Italia del 2,9 per cento annuo, con un’accelerata importante rispetto all’1,6 per cento di marzo. “Analogamente, la dinamica tendenziale dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) passa dall’1,7% di marzo al 2,8% di aprile, raggiungendo il livello più elevato da ottobre 2023”, sottolinea l’Istituto.
La necessità di trovare soluzioni per contrastare il drenaggio fiscale non è un capitolo chiuso. Anzi, torna a guadagnare attualità.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Assegno unico e IRPEF salvano dal fiscal drag, ma c’è ancora molto da fare