Rottamazione quinquies per le cartelle notificate nel 2024: le verifiche prima della domanda

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

La rottamazione quinquies include anche le cartelle notificate nel 2024? Sì, se l'affidamento è avvenuto entro il 2023. Le verifiche da fare prima di presentare domanda

Rottamazione quinquies per le cartelle notificate nel 2024: le verifiche prima della domanda

Non tutte le cartelle ricevute nel 2024 sono escluse dalla definizione agevolata.

La rottamazione quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, porta alla necessità di distinguere bene la data di affidamento del carico all’Agenzia delle Entrate Riscossione e quella di notifica al contribuente.

C’è tempo fino al 30 aprile 2026 per presentare la domanda, ed è bene verificare per tempo se è possibile o meno accedere alla sanatoria dei debiti pregressi, tenuto conto da un lato della data di affidamento e non da meno della natura del carico.

Rottamazione quinquies per le cartelle notificate nel 2024: come capire chi può fare domanda

La rottamazione quinquies interessa i singoli carichi risultanti dalle cartelle affidate dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

Questi i confini temporali della definizione agevolata, partita il 20 gennaio e per la quale la domanda potrà essere presentata entro il 30 aprile.

Il monitoraggio delle date è centrale: la norma fa riferimento ai carichi affidati entro il 31 dicembre 2023, e non a quelli notificati entro tale data.

Sebbene quindi la rottamazione quinquies lasci fuori le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate Riscossione nell’ultimo biennio, non bisogna confondere la data di affidamento con quella di notifica.

Si tratta infatti di tempistiche che non sempre si allineano, soprattutto tenuto conto dei carichi affidati nell’ultima parte dell’anno. Può quindi capitare che una cartella affidata nell’ultima parte del 2023 sia stata notificata al contribuente solo nei primi mesi del 2024.

In questo caso, la possibilità di accedere alla rottamazione quinquies non è del tutto esclusa.

Rottamazione quinquies, come controllare la data di affidamento delle cartella

Per capire se il debito contenuto nella cartella esattoriale inviata dall’Agenzia delle Entrate Riscossione è o meno ammesso alla rottamazione quinquies, è necessario soffermarsi sui dati contenuti nei documenti trasmessi.

Nella prima parte della cartella è riportato l’anno di emissione, che come detto potrebbe divergere rispetto alla data di affidamento.

Per individuare se la cartella è o meno inclusa nel perimetro della rottamazione quinquies, sarà fondamentale guardare alle informazioni contenute nella seconda parte della cartella di pagamento, a partire dalla quinta pagina.

La prima pagina di questa seconda parte della cartella contiene uno schema che riporta, tra le altre informazioni, i riferimenti del ruolo e in particolare il numero, l’anno, la tipologia e la data di consegna all’Agenzia delle Entrate Riscossione.

È quindi questa la sezione da monitorare per individuare se il ruolo è o meno ricompreso nel perimetro della rottamazione quinquies che, dal punto di vista temporale, include i carichi affidati fino al 31 dicembre 2023.

Conta non solo la data ma anche la natura del debito

La data di affidamento non è però l’unico elemento che determina la possibilità o meno di adesione alla rottamazione quinquies.

Come noto infatti la procedura di definizione agevolata delle cartelle introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 è aperta solo a debiti di specifica natura.

Vi rientrano:

  • i carichi relativi ai controlli automatici (articolo 36-bis del DPR n. 600/1973 e articolo 54-bis e 54-ter del DPR n. 633/1972), che consentono di correggere errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti che incidono sul reddito o sull’imposta, ridurre i crediti d’imposta indicati in dichiarazione o ancora controllare la corrispondenza con la dichiarazione e i versamenti effettuati;
  • le cartelle emesse a seguito di controllo formale sulle dichiarazioni (articolo 36-ter del DPR n. 600/1973), e quindi agli avvisi relativi alla verifica effettuata all’Agenzia su quanto indicato in dichiarazione, sui documenti conservati dal contribuente e sui dati trasmessi da terzi;
  • le cartelle derivanti dall’omesso versamento di contributi previdenziali dovuti all’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Una rottamazione rivolta quindi a chi ha dichiarato ma non è riuscito a versare, o a chi ha commesso errori successivamente riscontrati dal Fisco. Stop invece alle cartelle relative a dichiarazioni omesse, e quindi ai debiti affidati all’AdER a seguito di accertamento, così come alle multe e tasse locali.

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