Una rottamazione per pochi: l'avvio della fase di presentazione della domanda di accesso evidenzia il perimetro stretto. La pace fiscale prevista dalla Legge di Bilancio 2026 è per pochi e lo confermano i numeri degli incassi attesi
La rottamazione quinquies non sarà la soluzione definitiva per sbloccare i 1.300 miliardi che affollano il magazzino della Riscossione.
A certificarlo sono i numeri che accompagnano la misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e che porterà ad un gettito stimato pari a circa 9 miliardi di euro dal 2026 al 2036, anno in cui si chiuderanno i conti con la definizione agevolata delle cartelle.
La nuova pace fiscale ha un perimetro stretto, e con l’avvio della fase di presentazione della domanda di adesione i limiti introdotti dalla Manovra diventano palesi. Fuori dalla rottamazione quinquies le cartelle da accertamento, ma anche i debiti vantati dalle casse private di previdenza così come tutte le imposte locali, dall’IMU al bollo auto.
Torna a far discutere inoltre l’esclusione dei contribuenti in regola con la rottamazione quater alla data del 30 settembre 2025.
Rottamazione quinquies, domanda di adesione per pochi: chi è escluso
Dal 20 gennaio l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha aperto la possibilità di presentare domanda per la rottamazione quinquies. Un passaggio atteso e che ha svelato le carte sul reale perimetro della pace fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.
La possibilità di richiedere il Prospetto informativo delle cartelle ammissibili alla definizione agevolata funge da filtro, ma anche da “cartina al tornasole” dei diversi limiti introdotti.
Se sul fronte temporale la rottamazione quinquies copre gli anni dal 2000 al 2023, dal punto di vista della natura del debito vi rientrano solo le cartelle relative a debiti per omesso versamento di:
- imposte, a seguito dei controlli automatici e formali effettuati dall’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni annuali (artt. 36-bis e 36-ter DPR n. 600/1973; artt. 54-bis e 54-ter DPR n. 633/1972);
- contributi previdenziali dovuti all’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento;
- sanzioni amministrative irrogate, per violazioni del Codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dalle competenti amministrazioni dello Stato (Prefetture).
Escluse le cartelle contenenti carichi derivanti da attività di accertamento, ma anche quelle relative ai contributi dovuti alle casse private di previdenza così come le tasse locali, per le quali saranno i singoli Enti a scegliere se prevedere o meno forme di rottamazione.
I limiti d’accesso erano chiari sin dalle prime battute: già nella forma prevista dal DdL di Bilancio 2026 presentato dal Governo a ottobre la rottamazione quinquies era limitata a chi, pur avendo regolarmente presentato dichiarazioni e comunicazioni, non è riuscito a pagare secondo le scadenze ordinarie.
Sul fronte numerico, si stima che porterà a un gettito pari a 9 miliardi in tutto, a fronte dei 1.300 miliardi che affollano il magazzino della Riscossione.
I tecnicismi legislativi diventano però palesi nel concreto solo ora, con lo sbarramento automatico dell’AdER in relazione ai debiti esclusi dal perimetro della rottamazione. In mancanza di carichi ammissibili, la procedura di domanda impedisce di procedere così come il Prospetto informativo richiedibile online lascia in bianco la sezione dedicata alle cartelle rottamabili.
Rottamazione quinquies per chi è in regola con la quater, la discussione sullo stop si riaccende
La strada sbarrata della rottamazione quinquies torna al centro dell’attenzione anche in relazione all’esclusione dei contribuenti in regola con l’edizione quater della definizione agevolata alla data del 30 settembre 2025.
Il 22 gennaio l’Unione dei Tributaristi Italiani (Uni.T.I.) e il Codacons hanno diramato un comunicato stampa che evidenzia le criticità del divieto di transitare nella nuova e più agevole forma di rottamazione.
Le due associazioni esprimono “ferma condanna” rispetto alle regole d’accesso alla rottamazione quinquies, evidenziando come la norma rappresenti un “pericoloso precedente che mina le basi del patto fiscale tra Stato e cittadini.”
L’esclusione dalla nuova definizione agevolata dei contribuenti in regola con la rottamazione quater è stata sin da subito oggetto di critiche, e viene oltra definita una “beffa” per i contribuenti virtuosi.
Secondo quanto evidenziato nel comunicato, si crea una “discriminazione senza precedenti”:
- porte aperte agli inadempienti: chi è decaduto dalla Rottamazione-quater entro il 30 settembre 2025, pur non avendo versato nulla, può accedere ai nuovi benefici;
- esclusione per chi ha pagato: chi ha fatto sacrifici per restare in regola fino a settembre, ma decade successivamente (anche per una sola rata), viene escluso da ogni beneficio e perde tutto.
Una gerarchia rovesciata dei comportamenti, per la quale Uni.T.I. e Codacons chiedono un intervento legislativo d’urgenza, per eliminare la data del 30 settembre come spartiacque e per premiare la lealtà.
In caso contrario, le associazioni annunciano che “valuteranno ogni iniziativa legale, inclusa la denuncia di illegittimità costituzionale, per tutelare migliaia di contribuenti traditi dallo Stato”. La pace fiscale parte nella discordia.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Rottamazione, il via alla domanda svela le carte: la pace fiscale è per pochi