Se si supera la soglia di 85.000 euro con compensi ricevuti per errore e poi restituiti, non si fuoriesce dal regime forfettario: lo chiarisce l'Agenzia delle Entrate, tornando sui suoi passi
Non si fuoriesce dal regime forfettario in caso di compensi ricevuti per errore che determinano il superamento della soglia limite di 85.000 euro. Determinanti i comportamenti assunti dalla partita IVA per porre rimedio.
L’Agenzia delle Entrate ci ripensa. E, con la risposta all’interpello n. 68 del 6 marzo, rivede la posizione espressa con la risposta n. 26 del 2026.
Dal regime forfettario non si esce per errore: l’Agenzia delle Entrate ci ripensa
Protagonista del caso analizzato a più riprese è una dottoressa di medicina generale che è stata inquadrata come pediatra dall’Azienda Sanitaria Provinciale. Questo diverso inquadramento ha determinato l’erogazione di compensi di importo superiore a quello effettivamente spettante e il superamento del limite stabilito per l’accesso al regime forfettario.
L’errore, riportato anche nella Certificazione Unica relativa al 2024, è stato segnalato a più riprese tramite PEC all’Azienda e le somme in eccedenza sono state restituite dopo aver riscontrato l’anomalia.
Pareggiati i conti, è rimasto il nodo relativo al regime forfettario che la contribuente ha provato a sciogliere rivolgendosi all’Agenzia delle Entrate.
Dopo una prima chiusura sulla possibilità di restare nel perimetro di applicazione della flat tax del 15 per cento (5 per le nuove attività), l’Amministrazione finanziaria è tornata sui suoi passi con “una più approfondita analisi degli elementi probatori”.
L’errore subito non si paga con la fuoriuscita dal regime forfettario, a patto che si agisca per rimediare.
“Si ritiene che occorra tenere in considerazione, ai fini del rispetto della soglia di euro 85.000, i compensi effettivamente spettanti al soggetto che adotta il regime forfetario valorizzando, caso per caso, le circostanze che consentono di rilevare sia la sussistenza di errori (come, per esempio, nella fatturazione) che dei comportamenti assunti per porvi rimedio.”
Si legge nel documento pubblicato il 6 marzo.
In ogni caso, in presenza di errori resta fondamentale la restituzione delle somme percepite senza averne diritto per poter restare nel regime forfettario.
Fuoriuscita dal regime forfettario: l’Agenzia delle Entrate rivede la sua posizione in caso di errori
In prima battuta l’Amministrazione finanziaria aveva tenuto una linea rigida sull’interpretazione dell’articolo 1, comma 54, della Legge di Bilancio 2015, sottolineando che nel limite degli 85.000 euro debba rientrare ogni compenso percepito ovvero ricavo conseguito dal professionista o imprenditore.
Nessuna eccezione per i compensi successivamente restituiti “al committente o al cliente (perché, ad esempio, in tutto o in parte, in origine non spettanti per errore nella loro quantificazione)”.
A distanza di un mese, la posizione cambia. E con la rettifica l’Agenzia delle Entrate chiarisce anche le strade da seguire per recuperare le imposte versate in eccedenza: si può procedere tramite dichiarazione dei redditi integrativa o con una istanza di rimborso.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Dal regime forfettario non si esce per errore