Sicilia, rimborso IRPEF triennale ai neo residenti

Francesco Oliva - Irpef

Una sorta di “regime degli impatriati siciliani” è stato attuato con una delibera della regione Sicilia che prevede il rimborso del 50% dell'IRPEF per tre anni (fino al 2028) per chi trasferisce la residenza sull'isola: ecco a quali condizioni

Sicilia, rimborso IRPEF triennale ai neo residenti

La regione Sicilia introduce una sorta di regime degli impatriati regionale, un nuovo piccolo grande paradiso fiscale per chi, dall’estero, trasferisce la propria residenza sull’isola.

Come previsto dalla legge di Stabilità regionale per il 2026, attuata con la delibera dell’assessorato all’economia del 10 aprile, si potrà accedere al beneficio nel caso in cui:

  • i nuovi residenti producano un reddito, anche da lavoro autonomo o d’impresa, oppure siano titolari di una pensione;
  • e, oltre al trasferimento della residenza in Sicilia:
    • acquistino un immobile abitabile;
    • oppure dimostrino di realizzare interventi di ristrutturazione edilizia su una proprietà situata nel territorio regionale;
  • la residenza in Sicilia dovrà essere mantenuta almeno fino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello del trasferimento.

Nel caso di trasferimento in Comuni con meno di 5 mila abitanti, l’ammontare del contributo potrà salire fino al 60 per cento dell’Irpef versata, ma sempre entro i 100.000 euro l’anno per ciascuno dei tre anni di durata dell’intervento.

Il contributo sarà riconosciuto dalla Regione Sicilia a fronte dell’effettivo pagamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Quindi prima si paga l’IRPEF tramite il modello F24, poi si chiede e ottiene il rimborso, a titolo di credito d’imposta.

Secondo l’assessore della regione Sicilia all’Economia Alessandro Dagnino:

Questa forma di payback dell’Irpef, rivolto a lavoratori, nomadi digitali, professionisti e imprenditori, è una iniziativa pensata per l’attrazione di nuovi residenti ed è attualmente unica in Italia.

Rientra nel pacchetto di interventi del governo Schifani destinati a favorire la crescita del capitale umano in Sicilia.

Puntiamo a innescare un circuito virtuoso e si stima non solo che sia a costo zero per la Regione, ma che possa anzi generare nuove entrate fiscali: il contributo sarà infatti più che compensato dal maggiore gettito Irpef che i nuovi residenti verseranno nelle casse regionali”.

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