Rientro dei cervelli: come sono cambiate le agevolazioni con il Decreto Crescita

Rosy D’Elia - Irpef

Rientro dei cervelli: il Decreto crescita 2019 ha rivisto il sistema delle agevolazioni. Con le novità previste dall'articolo 5, la durata del regime di favore per docenti e ricercatori è diventata più lunga e la riduzione dell'imponibile per i lavoratori che tornano in Italia è stata incrementata.

Rientro dei cervelli: come sono cambiate le agevolazioni con il Decreto Crescita

Rientro dei cervelli: con il Decreto crescita, il sistema di agevolazioni fiscali per chi torna in Italia si è modificato. L’articolo 5 del testo, convertito in legge il 27 giugno 2019, ha introdotto una serie di novità.

In prima battuta il debutto del regime agevolativo, nella sua versione rinnovata, era previsto per il 2020, ma il DL Fisco ha anticipato i tempi e ha stabilito che le nuove regole sono applicabili a tutti coloro che trasferiscono la residenza nella penisola a partire dal 30 aprile 2019.

Tra le principali modifiche, la durata del regime di favore fiscale per i docenti e i ricercatori che si trasferiscono in Italia a partire dal 2020 è arrivato a 6 anni e per i lavoratori impatriati la riduzione dell’imponibile è passata dal 50 al 70%.

L’insieme delle misure inserite nel Decreto nasceva con l’intento di favorire la crescita economica ma il testo si è arricchito sempre più di novità in ambito fiscale.

Rientro dei cervelli: il Decreto crescita ha cambiato le agevolazioni fiscali

L’articolo 5, dedicato agli strumenti per portare in Italia lavoratori che vivono all’estero, ha apportato modifiche importanti al regime degli impatriati, regolato dall’articolo 16 del decreto legislativo numero 147 del 2015, e a quello del rientro dei cervelli previsto dall’articolo 44 del DL numero 78 del 2010.

Che cosa prevedeva, fino al Decreto Crescita, il sistema di agevolazione?

BENEFICIARIAGEVOLAZIONIDURATAREQUISITI
Lavoratori impatriati esenzione del 50% del reddito di lavoro autonomo o dipendente prodotto 5 anni dall’anno di acquisizione della residenza fiscale in Italia - essere laureati; - aver svolto attività di lavoro dipendente, autonomo o di impresa all’estero per 24 mesi, oppure aver studiato all’estero per 24 mesi e aver conseguito un titolo accademico; -trasferire la residenza fiscale in Italia; - svolgere attività di lavoro autonomo o dipendente in Italia
Docenti e ricercatori esenzione del 90% del reddito di lavoro autonomo o dipendente prodotto 4 anni dall’anno di acquisizione della residenza fiscale in Italia - esser stati residenti all’estero non in maniera occasionale; - essere in possesso di un titolo di studio universitario o equiparato; - aver svolto attività di docenza o ricerca all’estero per 2 anni presso centri di ricerca pubblici o privati o presso università; - trasferire la residenza fiscale in Italia; - svolgere in Italia attività di docenza e ricerca

Rientro dei cervelli: le novità del Decreto Crescita per i lavoratori impatriati

Come sottolinea la nota di lettura, strumento di approfondimento per la lettura del decreto, per quanto riguarda gli impatriati e con riferimento ai soggetti che trasferiscono la residenza in Italia a partire da 30 aprile 2019, al regime agevolativo sono state apportate le seguenti modifiche:

  • la riduzione dell’imponibile è passata dal 50 al 70%;
  • è stata introdotta la possibilità di beneficiare di una riduzione ancora più ampia: se la residenza viene trasferita in una delle regioni del mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia) l’agevolazione arriva 90%;
  • le condizioni per accedere al regime fiscale di favore sono diventate più semplici;
  • sono state inserite maggiori agevolazioni fiscali per ulteriori 5 periodi d’imposta in presenza di specifiche condizioni (numero di figli minorenni, acquisto dell’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, trasferimento della residenza in regioni del Mezzogiorno);
  • è stato stabilito che anche gli italiani residenti all’estero non iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) possono accedere alle agevolazioni a condizione che abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi nei due periodi di imposta precedenti il trasferimento in Italia.
  • per i rapporti di cui alla legge numero 91 del 1981, norme in materia di società e sportivi professionisti, è stato previsto che i redditi concorrono alla formazione del reddito complessivo al 50% e il regime agevolato comporta il versamento di un contributo pari allo 0,5% della base imponibile.

Rientro dei cervelli: le novità del Decreto Crescita per docenti e ricercatori

Anche per quanto riguarda i docenti e i ricercatori che trasferiscono la residenza in Italia sono state introdotte delle novità:

  • è stato incrementata da 4 a 6 anni la durata del regime di favore fiscale;
  • è stata prolungata la durata dell’agevolazione fiscale a 8, 11 e 13 anni, in presenza di specifiche condizioni (numero di figli minorenni e acquisto dell’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia).
  • come per i lavoratori impatriati, non è stato stabilito che non è più necessario essere iscritti all’AIRE per accedere alle agevolazioni.

Rientro dei cervelli: gli effetti del nuovo sistema di agevolazioni fiscali

Incentivare il ritorno di lavoratori, docenti e ricercatori ha sicuramente delle conseguenze favorevoli.

Ma non è detto che gli effetti sociali e culturali positivi vadano di pari passo con quelli fiscali. Qual può essere la ricaduta delle nuove agevolazioni sul sistema?

Dalla relazione tecnica sulla prima stesura del testo del Decreto Crescita alla nota di lettura della versione approvata in Parlamento il 27 giugno 2019, la risposta è sempre la stessa: non si individuano effetti negativi sul gettito fiscale.

Nel testo si legge:

“Si stima che gli effetti positivi sul gettito, determinati dalla tassazione (ancorché agevolata) dei redditi dei soggetti che decidono il rientro in Italia in conseguenza della presente norma, appaiono più che adeguati a coprire gli eventuali modesti effetti negativi sul tendenziale”.

Secondo le previsioni, si creerebbe un bilanciamento: segno meno e segno più nelle stime si annullano, generando valore.

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Decreto Crescita - Nota di lettura
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi.

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