Rientro dei cervelli: con il Decreto Crescita 2019 aumentano le agevolazioni

Rosy D’Elia - Irpef

Rientro dei cervelli: con il Decreto crescita 2019 aumentano le agevolazioni. Cresce la durata del regime di favore per docenti e ricercatori e si incrementa la riduzione dell'imponibile per i lavoratori che tornano in Italia. Le novità nell'articolo 5 del testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile.

Rientro dei cervelli: con il Decreto Crescita 2019 aumentano le agevolazioni

Rientro dei cervelli: l’articolo 5 del Decreto crescita 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile, rivede il sistema di agevolazioni fiscali per chi torna in Italia.

La durata del regime di favore fiscale per i docenti e i ricercatori che si trasferiscono in Italia a partire dal 2020 viene spostato a 6 anni e per i lavoratori impatriati la riduzione dell’imponibile passa dal 50 al 70 per cento, tra le principali novità.

L’insieme delle “misure urgenti”, approvato dal Consiglio dei Ministri “salvo intese”, ha l’ambizione di rappresentare una ricetta per favorire la crescita economica.

I 51 articoli del Decreto Crescita abrogano norme neonate, come la mini ires, mettono a punto sistemi in rodaggio, come la fattura elettronica estesa anche ai rapporti di scambio con San Marino, e rivedono meccanismi già in essere, come il sistema delle agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli.

Rientro dei cervelli: come cambiano le agevolazioni fiscali con il Decreto crescita 2019

L’articolo 5 è dedicato agli strumenti per portare in Italia lavoratori che vivono all’estero. In particolare vengono apportate modifiche al regime degli impatriati, regolato dall’articolo 16 del decreto legislativo numero 147 del 2015, e a quello del rientro dei cervelli previsto dall’articolo 44 del DL numero 78 del 2010.

Che cosa prevedeva, fino al Decreto Crescita, il sistema di agevolazione?

BENEFICIARIAGEVOLAZIONIDURATAREQUISITI
Lavoratori impatriati esenzione del 50% del reddito di lavoro autonomo o dipendente prodotto 5 anni dall’anno di acquisizione della residenza fiscale in Italia - essere laureati; - aver svolto attività di lavoro dipendente, autonomo o di impresa all’estero per 24 mesi, oppure aver studiato all’estero per 24 mesi e aver conseguito un titolo accademico; -trasferire la residenza fiscale in Italia; - svolgere attività di lavoro autonomo o dipendente in Italia
Docenti e ricercatori esenzione del 90% del reddito di lavoro autonomo o dipendente prodotto 4 anni dall’anno di acquisizione della residenza fiscale in Italia - esser stati residenti all’estero non in maniera occasionale; - essere in possesso di un titolo di studio universitario o equiparato; - aver svolto attività di docenza o ricerca all’estero per 2 anni presso centri di ricerca pubblici o privati o presso università; - trasferire la residenza fiscale in Italia; - svolgere in Italia attività di docenza e ricerca

Nel sistema vengono introdotte una serie di novità. Come si legge nella relazione illustrativa, che ha accompagnato la prima versione del decreto, per quanto riguarda gli impatriati e con riferimento ai soggetti che trasferiscono la residenza in Italia a partire dall’anno 2020, le principali modifiche sono le seguenti:

  • passa dal 50 al 70% la riduzione dell’imponibile;
  • le condizioni per accedere al regime fiscale di favore diventano più semplici;
  • si estende il regime anche ai lavoratori che avviano un’attività di impresa a partire dal periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2020;
  • si introducono maggiori agevolazioni fiscali per ulteriori 5 periodi d’imposta in presenza di specifiche condizioni (numero di figli minorenni, acquisto dell’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, trasferimento della residenza in regioni del Mezzogiorno).

E anche, per quanto riguarda i docenti e i ricercatori che trasferiscono la residenza in Italia a partire dall’anno 2020, si introducono delle novità:

  • si incrementa da 4 a 6 anni la durata del regime di favore fiscale;
  • si prolunga la durata dell’agevolazione fiscale a 8, 11 e 13 anni, in presenza di specifiche condizioni (numero di figli minorenni e acquisto dell’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia).

Rientro dei cervelli: gli effetti del nuovo sistema di agevolazioni fiscali

Incentivare il ritorno di lavoratori, docenti e ricercatori ha sicuramente delle conseguenze favorevoli.

Ma non sempre gli effetti sociali e culturali positivi vanno di pari passo con quelli fiscali. Qual può essere la ricaduta delle nuove agevolazioni sul sistema?

Nella relazione tecnica sulla prima stesura del testo del Decreto, il Consiglio dei Ministri tranquillizzava:

“Si ritiene che l’agevolazione in oggetto non produca sostanziali effetti negativi sul gettito fiscale.

Infatti si stima che gli effetti positivi sul gettito, determinati dalla tassazione (ancorché agevolata) dei redditi dei soggetti che decidono il rientro in Italia in conseguenza della presente norma, appaiono più che adeguati a coprire gli eventuali modesti effetti negativi sul tendenziale”.

Secondo le previsioni, si creerebbe un bilanciamento: segno meno e segno più nelle stime si annullano, generando valore.

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