Rientro dei cervelli: le novità sulle agevolazioni dal Decreto Crescita in poi

Rosy D’Elia - Irpef

Rientro dei cervelli, negli ultimi anni sono state introdotte una serie di novità nel meccanismo di agevolazioni fiscali per i lavoratori che tornano in Italia. Una panoramica a partire dalla revisione del Decreto Crescita fino ad arrivare alla Legge di Bilancio 2021: durata del regime agevolato, requisiti e portata della riduzione del reddito imponibile.

Rientro dei cervelli: le novità sulle agevolazioni dal Decreto Crescita in poi

Rientro dei cervelli: come sono cambiate le agevolazioni fiscali per chi torna in Italia negli ultimi anni?

Una importante revisione dei vantaggi e dei requisiti per accedervi è stata effettuata con il Decreto crescita nel 2019.

A introdurre una serie di novità, modificando il riferimento normativo cardine ovvero l’articolo 16 del decreto legislativo n. 147 del 2015, è stato l’articolo 5 del testo convertito in legge il 27 giugno 2019.

L’opera di rinnovamento non si è conclusa: anche la Legge di Bilancio 2021, infatti, è intervenuta con delle modifiche.

L’allungamento temporale del regime fiscale agevolato è stato esteso anche ai soggetti che hanno trasferito la residenza in Italia prima dell’anno 2020 e che, alla data del 31 dicembre 2019, risultano beneficiari delle agevolazioni per i lavoratori impatriati.

In prima battuta il debutto del regime agevolativo, nella sua versione rinnovata, era previsto per il 2020, ma il DL Fisco 2020 aveva anticipato i tempi e aveva già dato la possibilità di applicare le nuove regole a tutti coloro che hanno trasferito la residenza nella penisola dal 30 aprile 2019 al 2 luglio 2019.

Tra le principali modifiche apportate con il DL Crescita, per i lavoratori impatriati la riduzione dell’imponibile è passata dal 50 al 70 per cento. Ma le novità hanno investito anche i docenti e i ricercatori che si trasferiscono in Italia, per cui la durata del regime di favore è arrivato a 6 anni.

Rientro dei cervelli: il Decreto crescita ha cambiato le agevolazioni fiscali

L’articolo 5, dedicato agli strumenti per portare in Italia lavoratori che vivono all’estero, ha apportato modifiche importanti al regime degli impatriati, regolato dall’articolo 16 del decreto legislativo numero 147 del 2015, e a quello del rientro dei cervelli previsto dall’articolo 44 del DL numero 78 del 2010.

Che cosa prevedeva, fino al Decreto Crescita, il sistema di agevolazione?

BENEFICIARIAGEVOLAZIONIDURATAREQUISITI
Lavoratori impatriati esenzione del 50 per cento del reddito di lavoro autonomo o dipendente prodotto 5 anni dall’anno di acquisizione della residenza fiscale in Italia - essere laureati; - aver svolto attività di lavoro dipendente, autonomo o di impresa all’estero per 24 mesi, oppure aver studiato all’estero per 24 mesi e aver conseguito un titolo accademico; -trasferire la residenza fiscale in Italia; - svolgere attività di lavoro autonomo o dipendente in Italia
Docenti e ricercatori esenzione del 90 per cento del reddito di lavoro autonomo o dipendente prodotto 4 anni dall’anno di acquisizione della residenza fiscale in Italia - esser stati residenti all’estero non in maniera occasionale; - essere in possesso di un titolo di studio universitario o equiparato; - aver svolto attività di docenza o ricerca all’estero per 2 anni presso centri di ricerca pubblici o privati o presso università; - trasferire la residenza fiscale in Italia; - svolgere in Italia attività di docenza e ricerca

Rientro dei cervelli: le novità del Decreto Crescita per i lavoratori impatriati

Per quanto riguarda gli impatriati, al regime agevolativo sono state apportate le seguenti modifiche con il Decreto Crescita:

  • la riduzione dell’imponibile è passata dal 50 al 70 per cento;
  • è stata introdotta la possibilità di beneficiare di una riduzione ancora più ampia: se la residenza viene trasferita in una delle regioni del mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia) l’agevolazione arriva 90 per cento;
  • le condizioni per accedere al regime fiscale di favore sono diventate più semplici;
  • sono state inserite maggiori agevolazioni fiscali per ulteriori 5 periodi d’imposta in presenza di specifiche condizioni (numero di figli minorenni, acquisto dell’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia);
  • è stato stabilito che anche gli italiani residenti all’estero non iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) possono accedere alle agevolazioni a condizione che abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi nei due periodi di imposta precedenti il trasferimento in Italia;
  • per i rapporti di lavoro sportivo è stato previsto che i redditi concorrono alla formazione del reddito complessivo al 50 per cento e il regime agevolato comporta il versamento di un contributo pari allo 0,5 per cento della base imponibile.

L’operatività delle agevolazioni fiscali riservate agli sportivi professionisti è arrivata solo dopo circa un anno e mezzo, a inizio 2021, con il DPCM che ha regolato l’accesso ai benefici per questa particolare categoria di contribuenti.

Ma il quadro di novità per il regime fiscale degli impatriati non si è concluso con le importanti modifiche apportate con il Decreto Crescita, c’è stato un nuovo passaggio.

L’ultima Legge di Bilancio è intervenuta ancora per ridefinire la platea di soggetti che possono accedere all’allungamento temporale del regime fiscale agevolato.

Rientro dei cervelli: le novità della Legge di Bilancio 2021 per i lavoratori impatriati

Con il comma 50 dell’articolo 1, il Legge numero 178 del 2020 modifica l’articolo 5 del Decreto Crescita che a sua volta interveniva sull’articolo 16 del Decreto legislativo numero 147 del 2015.

La possibilità di accedere al prolungamento di 5 anni del regime fiscale agevolato con l’abbattimento del 50 per cento dei redditi di lavoro dipendente e autonomo prodotti viene estesa anche a chi ha trasferito la residenza in Italia prima del 2020 e, al 31 dicembre 2019, rientrava nel regime per i lavoratori impatriati.

Come si legge nel dossier redatto dal senato sulla Legge di Bilancio 2021, la novità interessa i soggetti che si sono trasferiti in Italia dopo il 2 luglio 2019 e prima del 1° gennaio 2020.

In presenza dei requisiti richiesti, i contribuenti possono beneficiare di questa agevolazione effettuando un versamento:

  • pari al 10 per cento dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia, oggetto della detassazione per i lavoratori impatriati, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, se il soggetto al momento dell’esercizio dell’opzione ha almeno un figlio minorenne o è diventato proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, ovvero ne diviene proprietario entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione, pena la restituzione del beneficio addizionale fruito senza l’applicazione di sanzioni. L’unità immobiliare può essere acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà;
  • pari al 5 per cento dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia e detassati, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, se il soggetto al momento dell’esercizio dell’opzione ha almeno tre figli minorenni e diventa o è diventato proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, ovvero ne diviene proprietario entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione, pena la restituzione del beneficio addizionale fruito senza l’applicazione di sanzioni.

Stando al testo della norma, gli sportivi professionisti risultano esclusi da questa possibilità.

Le modalità per poter effettivamente beneficiare del prolungamento del regime agevolato sono state messe nero su bianco con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 3 marzo 2021.

La stessa Agenzia ha dedicato al tema dei lavoratori impatriati una delle ultime circolari del 2020, la numero 33 del 28 dicembre, facendo il punto sulle regole generali d’accesso.

Agenzia delle Entrate - Circolare numero 33 del 28 dicembre 2020
Regime speciale per lavoratori impatriati - Articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, come modificato dall’articolo 5 del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34 e successive modificazioni. Chiarimenti interpretativi.

Rientro dei cervelli: le novità del Decreto Crescita per docenti e ricercatori

Infine, è necessario ricordare che anche per quanto riguarda i docenti e i ricercatori che trasferiscono la residenza in Italia sono state introdotte delle novità dal Decreto Crescita:

  • è stato incrementata da 4 a 6 anni la durata del regime di favore fiscale;
  • è stata prolungata la durata dell’agevolazione fiscale a 8, 11 e 13 anni, in presenza di specifiche condizioni (numero di figli minorenni e acquisto dell’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia);
  • come per i lavoratori impatriati, è stato stabilito che non è più necessario essere iscritti all’AIRE per accedere alle agevolazioni.
Decreto Crescita - Nota di lettura
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi.

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