Dopo il referendum sulla giustizia, il Governo dovrà accelerare sul Fisco. La primavera si preannuncia particolarmente calda tra Manovra da correggere e battute finali della riforma
In questa primavera anche il Governo si trova a fare i conti con le scadenze fiscali: il tempo stringe e serve correggere alcuni punti caldi della Manovra, come la tassa sui pacchi e l’iper ammortamento. E si avvicina sempre di più il termine del 29 agosto per la chiusura dei lavori di riforma, che dall’anno scorso procedono a rilento.
Dopo il referendum sulla giustizia, previsto per le giornate del 22 e del 23 marzo, sarà necessario accelerare con l’approvazione di nuovi decreti per mantenere le parole date.
Dopo il referendum, una calda primavera fiscale: tassa sui pacchi e iper ammortamento le priorità
Sulle correzioni da fare alla Manovra approvata a fine anno siamo già ben oltre il termine di tolleranza. Dopo mesi di discussioni, più fuori che dentro le aule parlamentari, la Legge di Bilancio è una fabbrica di San Pietro e va riscritta ancora una volta:
- bisogna sistemare i tempi della tassa sui pacchi delineata e messa in campo frettolosamente dal Governo: il biglietto di ingresso di due euro per i pacchi extra UE deve essere rimandato al 1° luglio e armonizzato con le novità europee;
- è necessario correggere il passaggio normativo dell’iper ammortamento che attualmente limita l’accesso ai benefici solo a coloro che acquistano beni made in Europe, un requisito stringente che ha bloccato l’attuazione della misura;
- serve chiarire l’applicazione delle nuove regole per la determinazione dell’imponibile IVA relativo alle permute, che scattano solo in relazione alle operazioni effettuate in esecuzione di contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026;
- deve essere prorogato fino al 30 aprile l’esonero dalla ritenuta sulle provvigioni per agenzie di viaggio e turismo, agenti, raccomandatari e mediatori marittimi e aerei e agenti e commissionari di imprese petrolifere.
Sono tutte intenzioni dichiarate dal Governo con due comunicati legge diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 27 febbraio e il 12 marzo scorso.
Ma gli avvisi non sono norme e gli annunci devono trovare una declinazione concreta quanto prima per dare stabilità al territorio di totale incertezza del diritto in cui si trovano i contribuenti interessati dalle diverse novità.
Dopo il referendum agenda fiscale ricca: la riforma verso la scadenza finale
È tempo di passare dalle parole ai fatti. E l’impegno fiscale del Governo per le prime settimane di primavera non si esaurisce con la formalizzazione delle correzioni sulla Manovra già annunciate, c’è da chiudere la partita della riforma avviata quasi esattamente tre anni fa.
Dopo lo sprint iniziale a partire dalla fine del 2023, dallo scorso anno il ritmo delle novità si è fatto più lento e frammentato, nonostante alcuni capitoli del progetto contenuto nella Legge delega n. 111 del 2023 siano ancora da scrivere.
| Le scadenze della riforma fiscale | Le date in calendario |
|---|---|
| Termine per l’approvazione dei decreti legislativi di modifica della normativa | Entro il 29 agosto 2026 (il termine passa da 24 a 36 mesi) |
| Termine di scadenza per la predisposizione di decreti legislativi integrativi e correttivi | Entro il 29 agosto 2028 (24 mesi dopo la fine dei lavori) |
| Termine per l’approvazione dei Testi Unici | 31 dicembre 2026 (Fissato in principio al 29 agosto 2024, poi al 31 dicembre 2025) |
| Termine per l’approvazione del Codice tributario | 12 mesi dall’ultimo decreto correttivo o integrativo approvato entro il 29 agosto 2028 |
Senza dubbio, anche per una questione di risorse, sarà impossibile dare concretezza a tutte le idee previste in principio, dagli sconti fiscali per i giovani alla razionalizzazione delle aliquote IVA per i beni di maggiore rilevanza sociale. Ma entro l’estate sarà necessario almeno portare a termine gli impegni già presi.
A inizio anno il viceministro all’Economia e alle Finanze e padre della riforma fiscale Maurizio Leo ha annunciato alcuni nuovi passi in avanti, che ancora non sono stati fatti.
| IN SINTESI: Come funziona l’attuazione della riforma fiscale? |
|---|
| Con la Legge delega, è stato affidato al Governo il compito di rivedere il sistema tributario, modificando la normativa fiscale con dei decreti legislativi di attuazione che vengono approvati in via preliminare dai Consigli dei Ministri. I testi poi passano al vaglio delle Commissioni parlamentari che devono fornire dei pareri sul loro contenuto, solo successivamente possono essere approvati definitivamente con un nuovo via libera del Governo. Dai decreti legislativi di attuazione derivano anche i decreti attuativi, di rango inferiore. Sono provvedimenti finalizzati a dettagliare le novità fiscali previste adottati da Ministeri o altri enti competenti per materia. |
È in programma la revisione della disciplina dei giochi fisici, un intervento sulla giustizia tributaria e un decreto omnibus, presentato come atto finale. Il provvedimento di chiusura della prima tornata di decreti legislativi servirà per integrare quanto già previsto.
L’obiettivo, secondo quanto annunciato, è quello di “recuperare tutta una serie di interventi che toccano i tributi, che toccano gli aspetti organizzativi, gli aspetti procedimentali”. Ma la portata del decreto omnibus dipenderà dalle “risorse a disposizione”. Una condizione che diventa sempre più pesante visti gli scenari internazionali e la necessità di fronteggiarli, anche con forme di sostegni per cittadinanza e mondo imprenditoriale.
In ogni caso, dopo il referendum la macchina della riforma fiscale dovrà ripartire e accelerare. Con una scadenza più lunga, ma comunque imminente, c’è anche l’approvazione degli ultimi testi unici, funzionale anche all’obiettivo finale della grande opera del Codice tributario: il pacchetto complessivo è passato da 9 a 8, ma manca all’appello l’ok definitivo sul nuovo TUIR e la raccolta delle norme sull’accertamento.
Secondo le previsioni iniziali, il lavoro di riordino della normativa tramite i Testi unici si sarebbe dovuto concludere entro la scadenza del 29 agosto 2024.
Ma le proroghe non si usano solo per andare incontro ai cittadini e alle cittadine, servono anche per guadagnare tempo utile a rispettare gli impegni presi. Con una doppia revisione della tabella di marcia, il Governo ha chiesto e ottenuto di spostare in avanti la chiusura dei lavori di riforma fiscale, chiusura che si avvicina sempre di più e che non si può più rimandare.
Quanti e quali decreti legislativi della riforma fiscale sono stati adottati?
Testi Unici della riforma fiscale: a che punto siamo?
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Primavera di “scadenze fiscali”: Manovra da correggere, riforma da finire