Dal 20 maggio si aprono le porte della dichiarazione precompilata 2026 per le partite IVA. Per i forfettari entrano anche i dati dei contributi previdenziali. Pesa però il rischio di mancato “incrocio” con le CU
La dichiarazione precompilata 2026 è in rampa di lancio anche per le partite IVA.
Da oggi, 20 maggio, l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione online il modello Redditi PF in versione “pronto all’uso”.
Si parte con la possibilità di visualizzazione, mentre la fase di invio prenderà il via dal 27 maggio.
Dal 2024 la dichiarazione precompilata è stata estesa alle persone fisiche titolari di redditi diversi da quello da lavoro dipendente e pensione. Le partite IVA, e in particolare professionisti e lavoratori autonomi, ma anche imprenditori e titolari di redditi d’impresa, possono usarla come “base di partenza” per adempiere agli obblighi dichiarativi.
Al suo interno saranno indicati i dati trasmessi da soggetti terzi in relazione alle spese detraibili e deducibili, così come le informazioni estrapolate dalle CU, se inviate entro il 15 aprile.
Dal 2026 nella dichiarazione precompilata per i forfettari iscritti alla gestione artigiani e commercianti trovano spazio anche i contributi INPS.
Partite IVA, dichiarazione precompilata 2026 online dal 20 maggio. Invio dal 27 maggio al 2 novembre
Dopo il debutto dal 30 aprile del 730 precompilato, con la pubblicazione del modello Redditi PF si chiude il primo atto relativo alla stagione della dichiarazione dei redditi predisposta dall’Agenzia delle Entrate.
Oggi, 20 maggio, è il giorno in cui si aprono le danze anche per i titolari di partita IVA che intendono avvalersi del modello precompilato dal Fisco. Bisognerà attendere il 27 maggio per procedere con l’invio.
Non cambia la scadenza ultima: il modello Redditi può essere presentato fino al 2 novembre, considerando che il termine natuale fissato al 31 ottobre cade di sabato ed è automaticamente differito.
| Dichiarazione precompilata 2026 | Il cronoprogramma per le partite IVA |
|---|---|
| Accesso modello Redditi PF | 20 maggio |
| Apertura canale per l’invio | 27 maggio |
| Scadenza | 2 novembre (il 31 ottobre cade di sabato) |
Nella dichiarazione precompilata troverà spazio lo stesso set di dati previsto anche per dipendenti e pensionati, dai dati delle CU 2026 fino alle spese ammesse in detrazione o deduzione comunicate da soggetti terzi.
Il dettaglio delle informazioni utilizzate in fase di elaborazione sarà riportato in un prospetto visualizzabile sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Partite IVA, dichiarazione precompilata senza CU 2026 inviate dopo il 15 aprile
Vale la pena ricordare che, per quel che riguarda la precompilata rivolta ai titolari di redditi da lavoro autonomo, sarà fondamentale prestare particolare attenzione ai dati reddituali trasmessi dai sostituti d’imposta.
Come evidenziato dall’Agenzia delle Entrate nel provvedimento del 28 aprile, per le CU trasmesse dopo il 15 aprile ed entro il 5 maggio i dati non confluiranno direttamente nel modello Redditi. Saranno messi a disposizione all’interno del Cassetto Fiscale e bisognerà integrarli manualmente.
La proroga al 30 aprile della scadenza delle CU degli autonomi - rispetto alla data del 16 marzo per dipendenti e pensionati - mal si concilia con i tempi che impegnano l’Agenzia per l’elaborazione delle precompilate.
Il lavoro si chiude il 15 aprile, ed è questo quindi il confine che determinerà di conseguenza quali certificazioni saranno incluse nel modello Redditi precompilato e quali ne resteranno fuori.
Forfettari, nella dichiarazione precompilata entrano i contributi INPS
All’alert sulle CU, che porta alla necessità di un doppio check obbligatorio anche per gli intermediari, si affianca la nota positiva che interessa i titolari di partita IVA in regime forfettario.
Per questi, già lo scorso anno l’Agenzia delle Entrate ha puntato a rendere la dichiarazione precompilata più accurata, attingendo ai dati di fatture elettroniche e corrispettivi telematici per la ricostruzione del reddito.
Nella dichiarazione precompilata 2026 entrano inoltre i contributi INPS. In particolare, nel quadro RR confluiranno le informazioni sui contributi previdenziali di artigiani e commercianti comunicati dall’Istituto.
Si tratta di un passaggio che ha un impatto evidente sulle precompilate dei forfettari: per questi i contributi INPS rappresentano l’unica voce di costo deducibile dal reddito.
È quindi evidente che l’inserimento di questo dato in dichiarazione punta a semplificare e snellire la fase di modifica e successivo invio del modello Redditi. Resta fermo l’obbligo di verificare, in ogni caso, la correttezza e completezza dei dati precompilati.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA, dichiarazione precompilata 2026 al via. Più dati per i forfettari