Quest'anno il processo di riforma fiscale si dovrà concludere. E nonostante i Testi Unici e il Codice tributario in lavorazione, mettere ordine nella normativa sembra una impresa impossibile
Neanche i lavori di riforma fiscale riusciranno a mettere ordine nella normativa: è questa la prospettiva che emerge dalle parole del viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo, pronunciate durante il IX Forum nazionale dei Commercialisti di ItaliaOggi il 26 gennaio.
Così come doveva essere già lo scorso anno, il 2026 sarà l’anno conclusivo per la revisione del sistema tributario: grazie alla proroga, c’è tempo fino a fine agosto e fine dicembre per approvare novità e Testi Unici.
Poi si dovrà redigere il Codice tributario, opera titanica mai realizzata, che si preannuncia come l’ennesimo tentativo per portare a termine una impresa impossibile: avere a disposizione norme chiare, certe, accessibili.
Nuovi Testi Unici in arrivo: le anticipazioni di Maurizio Leo
Ma andiamo per ordine. In questi ultimi tre anni il Governo ha modificato la normativa fiscale, dall’IRPEF alle procedure di riscossione, con 18 decreti legislativi.
Dopo il primo sprint alla fine del 2023 e un 2024 a un ritmo sostenuto e costante, nel 2025 il tempo delle novità si è fatto più lento e tanti buoni propositi messi nero su bianco con la legge delega (Legge n. 111 del 2023), che detta tempi e principi, restano ancora da realizzare. Le agevolazioni fiscali per gli under 30 o la revisione delle aliquote IVA sono solo due esempi.
Per le modifiche c’è tempo fino al 29 agosto 2026 e per le correzioni si avranno ancora 12 mesi a partire dall’ultimo provvedimento approvato.
La grande rivoluzione della riforma fiscale non riguarda solo la riscrittura della normativa fiscale ma anche la sua organizzazione e tra gli impegni che il Governo è chiamato a rispettare c’è anche la stesura dei cosiddetti Testi Unici.
Attualmente ne sono stati approvati 6: l’ultimo è quello sull’IVA che dovrebbe arrivare in Gazzetta Ufficiale proprio questa settimana, ha anticipato Maurizio Leo. Stando alle previsioni iniziali, ne mancano all’appello tre.
“Penso che in tempi abbastanza rapidi porteremo il Testo Unico delle imposte sui redditi. E anche questo, rispetto al 917 del 1986, dove a fronte di quel Testo Unico sono state introdotte tantissime altre norme modificative, si darà un assetto organico, sistematico della materia. Poi interverremo sul Testo Unico dell’Accertamento”.
Ha spiegato il viceministro alla platea di commercialisti.
| Testi Unici | Avanzamento dei lavori |
|---|---|
| Imposte sui redditi | Da approvare |
| IVA | Approvato in via definitiva il 22 dicembre 2025 |
| Imposta di registro e altri tributi indiretti | Approvato in via definitiva il 22 luglio 2025 |
| Tributi erariali minori | Approvato in via definitiva il 29 ottobre 2024 |
| Agevolazioni tributarie e regimi di particolari settori | Da approvare |
| Adempimenti e accertamento | Da approvare |
| Sanzioni tributarie amministrative e penali | Approvato in via definitiva il 29 ottobre 2024 |
| Giustizia tributaria | Approvato in via definitiva il 29 ottobre 2024 |
| Versamenti e riscossione | Approvato in via definitiva il 13 marzo 2025 |
Agevolazioni fiscali, raccolta organica senza Testo Unico: parola di Maurizio Leo
Non vedrà mai la luce, invece, quello sulle agevolazioni che pure è stato già elaborato in bozza dall’Agenzia delle Entrate insieme agli altri.
Al posto del TU il Governo punta a realizzare una “raccolta organica sistematica per le misure di agevolazione ed esenzione”.
“Qui non daremo vita a un Testo Unico, perché la materia è così copiosa, è così rilevante, per cui pensiamo di raccoglierli in una raccolta sistematica, proprio per far sì che gli operatori abbiano un quadro d’insieme di tutte le agevolazioni ed esenzioni, senza avviare un Testo Unico”.
E le motivazioni sembrano paradossali: proprio per la rilevanza e per la difficoltà di lettura, servirebbe procedere con quel “riordino organico delle disposizioni” previsto per la redazione di Testi Unici.
Ma forse è vero che i tempi non sono maturi per mettere ordine. Durante tutti gli ultimi Governi si è parlato della necessità, teorica e pratica, di rivedere le tax expenditure, le spese fiscali legate alle agevolazioni concesse in diverse forme ai contribuenti, nessuno, però, è riuscito ancora a sbrogliare questa matassa fiscale.
Dai Testi Unici ai decreti legislativi: le date di scadenza della riforma fiscale
Al di là delle difficoltà sulle singole materie, la stessa stesura dei Testi Unici è partita con il piede sbagliato: nella prima impostazione della legge delega, il Governo prevedeva 12 mesi per metterli a punto, ma 24 per rivedere il sistema tributario.
| Le scadenze della riforma fiscale | Le date in calendario |
|---|---|
| Termine per l’approvazione dei decreti legislativi di modifica della normativa | Entro il 29 agosto 2026 (il termine passa da 24 a 36 mesi) |
| Termine di scadenza per la predisposizione di decreti legislativi integrativi e correttivi | Entro il 29 agosto 2028 (24 mesi dopo la fine dei lavori) |
| Termine per l’approvazione dei Testi Unici | 31 dicembre 2026 (Fissato in principio al 29 agosto 2024, poi al 31 dicembre 2025) |
| Termine per l’approvazione del Codice tributario | 12 mesi dall’ultimo decreto correttivo o integrativo approvato entro il 29 agosto 2028 |
In altre parole, il tempo per modificare le norme risultava più lungo di quello utile a riordinare la normativa, solo nelle seconde riscritture della tabella di marcia è stato scelto un termine per la scrittura dei Testi Unici successivo a quello da considerare per l’adozione dei decreti legislativi, prima nel 2025 e poi nel 2026.
E anche l’entrata in vigore delle disposizioni già arrivate in Gazzetta Ufficiale ha dovuto subire una battuta d’arresto, passando dal 1° gennaio 2026 al 1° gennaio 2027 con il Decreto Milleproroghe così da poter recepire le ultime norme approvate dopo la stesura e quelle da approvare.
Codice tributario, impresa titanica per la missione impossibile di mettere ordine
Sempre la stessa è rimasta, invece, la scadenza mobile per elaborare il Codice tributario: dodici mesi dall’ultimo decreto di revisione o correzione adottato.
L’impresa è colossale. “Puntiamo a chiudere nel 2025 tutti i Testi unici in materia tributaria, se riusciamo anche a fare il Codice tributario che ricordo era un obiettivo di Ezio Vanoni”, aveva affermato la premier Meloni all’inizio dello scorso anno.
Ma l’ipotesi avanzata si era rivelata subito irrealizzabile. E ora si punta alla chiusura entro la fine della Legislatura. L’intenzione è quella di arrivare a una summa di tutta la normativa fiscale organizzata in due parti:
- una generale, “recante la disciplina unitaria degli istituti comuni del sistema fiscale”;
- una speciale, “contenente la disciplina delle singole imposte”.
Obiettivo? “Semplificare il sistema tributario e accrescere la chiarezza e la conoscibilità delle norme fiscali, la certezza dei rapporti giuridici e l’efficienza dell’operato dell’Amministrazione finanziaria”.
Norma dixit. Ma, ascoltando le parole di Maurizio Leo, il progetto a cui il pool di esperti fiscali sta lavorando porterà più a una cornice che a una bussola.
Si va verso la definizione di un quadro generale del rapporto tra Fisco e contribuenti e nella raccolta dei diversi Testi Unici per la parte più specifica, ma resta ancora difficile mettere dei punti fermi.
“Ogni anno, attraverso la legge di bilancio, ci sono tanti e tali interventi in materia tributaria per cui non ha senso raccoglierli tutti in un Codice. Il Codice, per sua natura, deve avere una funzione, una visione strutturale, non modificabile continuamente. Purtroppo, invece, in materia di tributi gli interventi si susseguono con una rapidità enorme per effetto delle diverse leggi di bilancio. Quindi i Testi Unici sostanziali conterranno proprio la disciplina sostanziale dell’imposizione”.
La spiegazione del Viceministro non fa una piega, ma cozza con la promessa della premier Meloni di una riforma “epocale, strutturale e organica”.
A distanza di tre anni resta la prospettiva di un cantiere sempre aperto sulla normativa fiscale. D’altronde, lo dimostra anche l’IRPEF: il Governo sta lavorando alla sua revisione dall’autunno del 2023, le ultime novità sono arrivate proprio con la Manovra 2026 e sull’imposta si cerca ancora un centro di gravità permanente.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Fare ordine: l’impresa impossibile della riforma fiscale tra Testi Unici e Codice tributario