Il decreto PNRR approvato il 29 gennaio 2026 ridimensiona la semplificazione relativa alla conservazione delle ricevute POS. Si applicherà solo per i pagamenti alla Pubblica Amministrazione
Stop alla conservazione delle ricevute POS con perimetro ristretto.
La rivoluzione digitale prevista dalle prime bozze del decreto PNRR subisce una battuta d’arresto, e l’addio all’obbligo di archiviare le ricevute dei pagamenti tracciabili è delimitato a un numero ben preciso di pagamenti.
Nella versione approvata in Consiglio dei Ministri il 29 gennaio 2026, la semplificazione sugli obblighi di archiviazione dei documenti relativi alle transazioni tramite strumenti tracciabili è circoscritta alle sole ricevute dei pagamenti con mezzi elettronici verso la Pubblica Amministrazione, che non potrà più richiedele anche ai fini fiscali e per le detrazioni.
Ricevute POS: stop alla conservazione solo per i pagamenti alla PA
Pensata in prima battuta come una semplificazione di più ampio respiro per tutti i pagamenti tramite POS, la novità in materia di conservazione delle ricevute si restringe alle transazioni tra cittadini e Pubblica Amministrazione.
Il decreto PNRR approvato il 29 gennaio 2026 prevede, stando a quanto diffuso dal comunicato stampa diramato a margine del Consiglio dei Ministri, l’abolizione dell’obbligo di conservazione cartacea delle ricevute per i pagamenti elettronici verso la Pubblica Amministrazione.
Il comunicato cita ad esempio i pagamenti effettuati tramite il sistema PagoPA e, in sostanza, ai fini della verifica dell’avvenuto pagamento sarà la PA a dover verificare e consultare i propri flussi informativi o quelli della piattaforma nazionale, senza poter richiedere oneri extra al cittadino.
Per le verifiche, anche fiscali e relative alle detrazioni, il controllo sarà quindi interno: il cittadino non potrà essere chiamato a fornire prova della transazione effettuata tramite mezzi di pagamento elettronici e tracciabili mediante l’esibizione della ricevuta.
A titolo di esempio quindi sarà possibile evitare l’archiviazione dei bollettini PagoPA pagati in modalità elettronica, così come le ricevute di multe e tributi versati alla PA tramite POS.
Dalla bozza alla realtà: ricevute POS da conservare per tutti gli altri pagamenti
La semplificazione imbarca solo un numero delimitato di transazioni, a differenza di quanto previsto dalle bozze del decreto PNRR trapelate fino a qualche ora prima l’avvio del Consiglio dei Ministri del 29 gennaio.
In prima battuta era infatti prevista una rivisitazione ad ampio raggio degli obblighi di conservazione per tutti i pagamenti tracciabili, con la possibilità di archiviare in luogo delle ricevute emesse dai POS i tracciati digitali dei pagamenti elettronici.
Un’equiparazione ad ampio raggio dei documenti cartacei o digitali tradizionali ai fini della conservazione decennale prevista dal Codice Civile, con il fine di ampliare i mezzi di prova e dare al flusso dei dati digitali lo stesso valore legale della “carta”.
Da quanto si evince dal comunicato diramato dopo il Consiglio dei Ministri c’è stato però un passo indietro. Resta l’obbligo di conservare secondo le regole ordinarie le ricevute dei pagamenti tramite POS verso privati, come quelle relative alle spese mediche e sanitarie ai fini delle detrazioni.
Si evidenzia in ogni caso la necessità di attendere il testo definitivo del decreto PNRR per comprendere il reale perimetro della semplificazione.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Ricevute POS, dietrofront nel decreto PNRR: stop alla conservazione per pochi