Bonus al centro dei prossimi passi della riforma fiscale: dal modello delle detrazioni si va verso il sistema dei contributi a fondo perduto, con obbligo di presentare domanda. L'obiettivo? Anche la riduzione della spesa. I dettagli nell'atto di indirizzo del MEF 2026-2028
Bonus fiscali, stop alle detrazioni e avvio di un modello simile a quello dei contributi a fondo perduto.
Nei prossimi passi per l’attuazione della legge delega sulla riforma fiscale, il Ministero dell’Economia punta l’attenzione sul sistema delle agevolazioni.
L’obiettivo è fare ordine, affrontando in maniera strutturale il tema delle tax expenditures.
Ma, anche, monitorare e ridurre la spesa, facendo buon uso dell’esperienza maturata nel periodo del superbonus.
Cosa può cambiare? I primi dettagli arrivano dall’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per il triennio 2026-2028, sottoscritto dal Ministro Giorgetti il 25 febbraio.
Bonus fiscali a domanda e con limiti di spesa: i prossimi passi della riforma dal 2026 al 2028
L’Atto di indirizzo firmato dal MEF il 25 febbraio è il documento che definisce le linee strategiche e di sviluppo della politica fiscale e dei servizi della giustizia tributaria, individuando priorità, obiettivi e indirizzi operativi per il prossimo triennio.
Tra i punti di interesse vi sono le linee guida in materia di attuazione della riforma fiscale, anche alla luce della scadenza della delega al Governo prevista il 29 agosto 2026.
Dopo il taglio dell’IRPEF introdotto in più fasi, e ad ultimo con la riduzione dal 35 al 33 per cento dell’aliquota intermedia dal 2026, si guarderà al riordino delle spese fiscali in ottica pluriennale.
Un intervento che il MEF definisce di particolare importanza per l’attuazione della delega fiscale, e che risponde a più obiettivi:
- definire un sistema di agevolazioni fiscali basato sui principi di programmazione, selettività e monitoraggio ex ante;
- intervenire in determinati ambiti di tassazione, tra l’altro, ai fini di un graduale riordino delle agevolazioni presenti in materia energetica.
Bonus con limite di spesa, verso la creazione di piattaforme dedicate per fare domanda
Il passaggio dai bonus fiscali fruibili in automatico come detrazioni al sistema dei contributi a fondo perduto, avrebbe un impatto importante sui contribuenti, ma anche sulle casse pubbliche.
Alla base del programma delineato dal MEF vi è infatti la necessità di poter programmare e monitorare le agevolazioni prima del loro utilizzo effettivo.
Il fine? Garantire il rispetto degli equilibri di bilancio, prevedendo che il plafond delle agevolazioni non sia più illimitato ma soggetto a specifici limiti.
Un passaggio che comporterebbe la necessità per il contribuente che intende accedervi di presentare domanda, e a tal fine il documento prevede anche la possibilità che vengano create specifiche piattaforme digitali dedicate.
Questo permetterà un controllo preventivo sull’impatto finanziario di ogni misura, superando la logica del monitoraggio a consuntivo che ha caratterizzato provvedimenti passati (come i bonus edilizi).
Un lavoro per fasi, ma cambiare i bonus fiscali ha un peso politico
Il passaggio a un sistema di agevolazioni fiscali basato su domande preventive, risorse certe e tetti di spesa rappresenta una rivoluzione nel rapporto tra contribuente e Stato.
Se ad oggi la maggior parte degli incentivi fiscali sono di fatto automatizzati (dopo la spesa, si inserisce in dichiarazione l’importo detraibile), il nuovo modello delineato nell’Atto di indirizzo 2026-2028 introduce un controllo centralizzato e digitale.
Il rispetto dei requisiti non sarà l’unico parametro per beneficiare delle agevolazioni: bisognerà fare i conti con i limiti di spesa e con la necessità di fare domanda. Un vero e proprio modello di bonus “a bando”, che porterà a una spending review fiscale.
Un lavoro che in ogni caso non sarà immediato ma che procederà per fasi.
Nel documento del Ministero dell’Economia si legge che si interverrà anche in determinati ambiti di tassazione, tra cui quello enegetico, per allineare il sistema alla strategia di transizione verde nazionale ed europea.
Sarà ora interessante monitorare il passaggio dalla teoria alla pratica, anche considerando che toccare le agevolazioni fiscali non comporta solo valutazioni tecniche ma anche di natura politica e sociale.
Un tema che ha in passato impedito un intervento complessivo sul sistema delle tax expenditures, ma l’inserimento del piano nell’Atto di indirizzo del MEF rappresenta un cambio di approccio e una prova della volontà di agire in tal senso.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Bonus fiscali: meno detrazioni, più domande. Così il MEF punta a ridurre la spesa