Riapertura fase 2, sicurezza sul lavoro: indicazioni INAIL e protocollo aggiornato

Alessio Mauro - Lavoro

Riapertura fase 2, sicurezza sul lavoro: il documento tecnico INAIL del 23 aprile e il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro aggiornato sono i due riferimenti chiave per essere in regola con gli obblighi. Entrambi disponibili in versione pdf integrale.

Riapertura fase 2, sicurezza sul lavoro: indicazioni INAIL e protocollo aggiornato

Riapertura fase 2 e sicurezza sul lavoro, quali sono gli obblighi da rispettare? Sono due i punti di riferimento per le aziende: il documento tecnico INAIL redatto in vista della graduale riapertura delle attività nell’emergenza coronavirus e il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro aggiornato il 24 aprile in vista della ripresa.

Il documento INAIL pubblicato il 23 aprile 2020 è suddiviso in due parti:

  • la prima parte riguarda una metodologia innovativa di valutazione integrata del rischio;
  • la seconda si concentra invece sulle misure organizzative, di prevenzione e di protezione per permettere la riapertura delle attività lavorative limitando al massimo i rischi di contagio e per affrontare un’eventuale riattivazione di focolai nei luoghi di lavoro.

Nel documento sono inoltre presenti delle tabelle che associano una valutazione del rischio legata all’attività lavorativa, tenendo conto anche di altri fattori quali l’area geografica.

Mentre il protocollo, siglato il 14 marzo dal Presidente Consiglio Giuseppe Conte, dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da quello dello Sviluppo Economico e quello della Salute, dai sindacati e dalle associazioni di categoria, è stato aggiornato con nuove indicazioni ad hoc per la riapertura prevista nella fase 2 dell’emergenza coronavirus.

Riapertura fase 2, sicurezza sul lavoro: il documento tecnico INAIL

A supporto della riapertura della fase 2, l’INAIL fornisce al Governo un documento tecnico con le misure di prevenzione e sicurezza nel luogo di lavoro per ridurre il più possibile i rischi legati al contagio da Covid-19.

Il documento pubblicato dall’Istituto il 23 aprile 2020 mette a disposizione una metodologia innovativa per la valutazione integrata del rischio delle attività lavorative e riporta gli obblighi per tali attività al fine di limitare al massimo l’emergenza epidemiologica.

Nella prima parte del documento vengono forniti dei parametri per stimare il rischio delle attività lavorative.

I principali fattori presi in considerazione sono i seguenti:

  • esposizione, ovvero la probabilità di venire in contatto con fonti di contagio nello svolgimento delle specifiche attività lavorative (es. settore sanitario, gestione dei rifiuti speciali, laboratori di ricerca, ecc.);
  • prossimità, le caratteristiche intrinseche di svolgimento del lavoro che non permettono un sufficiente distanziamento sociale (es. specifici compiti in catene di montaggio) per parte del tempo di lavoro o per la quasi totalità;
  • aggregazione, ossia la tipologia di lavoro che prevede il contatto con altri soggetti oltre ai lavoratori dell’azienda (es. ristorazione, commercio al dettaglio, spettacolo, alberghiero, istruzione, ecc.).

La metodologia integrata è basata sul modello sviluppato sulla base dati O’NET del Bureau of Labor of Statistics statunitense adattato al contesto italiano grazie ai dati INAIL ed ISTAT ed agli aspetti legati all’impatto sull’aggregazione sociale.

Il calcolo del rischio assegna valori da 1 a 4 per i primi due fattori, esposizione e prossimità, mentre punteggi da 1 a 1,5 per l’indicatore relativo all’aggregazione.

Il risultato, mostrato a titolo esemplificativo nel documento, è presentato a livello grafico all’interno del documento.

La classe di rischio legata all’attività lavorativa è indicata nelle tabelle della parte finale del documento, in particolare nelle seguenti:

  • tabella 1: riepilogo delle classi di rischio e aggregazione sociale;
  • tabella 2: analisi di terzo livello delle classi di aggregazione e rischio per il settore ATECO “G – Commercio”.

Riapertura fase 2, gli obblighi INAIL di sicurezza sul lavoro: le misure organizzative di prevenzione e protezione

La seconda parte del documento dell’INAIL fornito al Governo, in vista della riapertura delle attività lavorative prevista nella fase 2, si concentra sulle misure organizzative di prevenzione e di protezione per limitare al massimo le occasioni di contagio da coronavirus.

Diverse istruzioni erano già state fornite dall’istituto stesso per particolari categorie di lavoratori e in relazione a specifici aspetti.

Anche a livello europeo sono stati diffusi documenti utili soprattutto per i datori di lavoro per predisporre le opportune misure di sicurezza nei luoghi di lavoro.

A livello di prevenzione l’INAIL prevede tre linee di intervento:

  • misure organizzative;
  • misure di prevenzione e protezione;
  • misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici.

Le misure organizzative si riferiscono nello specifico all’adeguamento degli spazi di lavoro ed alla modifica degli orari e dei turni, per garantire la sicurezza.

Tra gli interventi relativi agli spazi di lavoro ci sono l’introduzione di postazioni di lavoro adeguatamente distanziate tra loro ed eventuali barriere separatorie, la predisposizione di un ingresso ed un uscita separata e diverse altre misure.

A livello di orario e turnazione viene suggerita un’articolazione che permetta di avere un numero ridotto di lavoratori nei luoghi di lavoro ed evitare assembramenti grazie alla flessibilità.

Viene inoltre incentivata la pratica del lavoro agile ed a distanza per le attività che permettono tale possibilità.

Tra le misure di prevenzione e protezione rientrano invece i seguenti interventi:

  • informazione e formazione;
  • misure igieniche e sanificazione degli ambienti;
  • utilizzo dei disposizioni di protezione individuale;
  • sorveglianza sanitaria a tutela delle categorie di lavoratori più fragili.

Le misure legate alla prima linea di intervento prevedono la predisposizione di un’adeguata informazione, ma soprattutto un’efficace comunicazione del rischio.

Devono essere diffuse le indicazioni delle principali istituzioni competenti:

  • Ministero della Salute;
  • Istituto Superiore di Sanità (ISS);
  • Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL);
  • Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS);
  • Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

Per la sanificazione degli ambienti vanno invece predisposti poster illustrativi sulle prassi da adottare e devono essere messi a disposizione idonei mezzi detergenti per una raccomandata frequente pulizia delle mani.

Quando si condivide l’ambiente di lavoro deve essere utilizzata una mascherina chirurgica.

In tema di sicurezza sanitaria, nelle aziende dove non è già presente il medico competente, in via straordinaria, va pensata la nomina di un medico competente ad hoc per il periodo emergenziale o soluzioni alternative.

Deve essere garantita una sorveglianza speciale per le categorie di lavoratori più a rischio:

  • delle fasce di età più elevate della popolazione;
  • con presenza di alcune tipologie di malattie cronico degenerative.

Il documento prevede inoltre specifiche linee di intervento localizzato nei casi di nuova attivazione di focolai nei luoghi di lavoro.

Tutti i dettagli sugli obblighi di sicurezza sul lavoro al momento della riapertura nella fase 2 dell’emergenza nel documento INAIL del 23 aprile 2020.

PDF - 9.2 Mb
INAIL - Documento tecnico pubblicato il 23 aprile 2020
Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione.

Riapertura fase 2, sicurezza sul lavoro: il protocollo aggiornato

Altro punto di riferimento per le aziende che si preparano alla riapertura prevista nella fase 2 è il protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro.

Il documento, siglato il 14 marzo, è stato aggiornato il 24 aprile proprio in vista della graduale ripresa delle attività prevista a partire dal 4 maggio.

In particolare sono state integrate e riviste le regole da rispettare su vari fronti:

  • modalità di ingresso in azienda;
  • modalità di accesso dei fornitori esterni;
  • pulizia e sanificazione;
  • precauzioni igieniche personali;
  • dispositivi di protezione individuale;
  • gestione degli spazi comuni;
  • turnazione aziendale;
  • entrata e uscita dei dipendenti;
  • eventi interni e riunioni;
  • gestione di una persona sintomatica;
  • sorveglianza sanitaria in azienda e la costituzione di un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione.

La nuova versione sottolinea che “la mancata attuazione del Protocollo che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”.

Tra le altre novità, il protocollo introduce l’obbligo, per i lavoratori risultati positivi al Covid 19, di presentare la certificazione medica per dimostrare l’avvenuta negativizzazione provata dal tampone e prevede per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni l’utilizzo di una mascherina chirurgica.

Tutti i dettagli nel testo integrale del protocollo nella versione aggiornata al 24 aprile 2020.

PDF - 4.6 Mb
Protocollo condiviso per la sicurezza nei luoghi di lavoro
Scarica il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro aggiornato ad aprile 2020.

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