Invalidità civile, INPS: sospensione e revoca in arrivo per chi non ha comunicato il reddito

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Invalidità civile, INPS: per coloro che non hanno comunicato i dati sul reddito è stato avviato l'iter di sospensione e revoca dei trattamenti. Con il messaggio n. 3350 del 12 settembre 2022, l'Istituto fornisce le istruzioni per la regolarizzazione.

Invalidità civile, INPS: sospensione e revoca in arrivo per chi non ha comunicato il reddito

Invalidità civile, l’INPS comunica di aver avviato l’iter di sospensione e revoca per i beneficiari che non hanno fornito i dati della propria situazione reddituale.

Tramite il messaggio n. 3350 del 12 settembre 2022, l’Istituto specifica che, per i soggetti che non hanno effettuato la dichiarazione dei redditi o inviato il Modello RED all’INPS per l’anno 2018, potrebbe scattare a breve la revoca dei trattamenti economici.

Ultima possibilità, dunque, per mettersi in regola e comunicare all’INPS quanto dovuto per evitare di perdere i benefici.

Entro 60 giorni dalla ricezione della raccomandata con l’invito a regolarizzare, i titolari di prestazioni di invalidità civile e di assegno sociale dovranno provvedere a comunicare la propria situazione reddituale, secondo le istruzioni fornite dall’Istituto.

Invalidità civile, INPS: sospensione e revoca in arrivo per chi non ha comunicato il reddito

L’INPS, tramite il messaggio n. 3350 del 12 settembre 2022, avverte che chi non ha comunicato la propria situazione reddituale dal 2018 in poi potrebbe a breve incorrere nella sospensione e revoca del trattamento.

Dato che le prestazioni assistenziali di invalidità civile e l’assegno sociale sono prestazioni collegate al reddito, i beneficiari devono dimostrare di non avere un reddito superiore alla soglia minima stabilita.

I beneficiari, inoltre, devono provvedere a comunicare all’INPS la propria situazione reddituale, utilizzando il Modello RED, nel caso in cui non siano tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o nel caso in cui non la comunichino integralmente.

Le prestazioni erogate dall’Istituto per cui è necessaria questa procedura sono:

  • pensione di inabilità;
  • assegno mensile di assistenza;
  • pensione ai ciechi civili;
  • pensione ai sordi;
  • assegno sociale.

Come sottolineato dall’INPS nel messaggio n. 3350, in seguito ad accertamenti i soggetti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi 2019 (relativa all’annualità 2018) o il modello RED, né tantomeno risposto al sollecito inviato sono 36.763.

Per queste persone scatterà prima la sospensione e poi la revoca delle prestazioni economiche.

Invalidità civile, le istruzioni INPS per mettersi in regola ed evitare la sospensione

Per quanto riguarda i trattamenti di invalidità civile a partire dal 2018, l’INPS procederà al recupero delle informazioni di cui ha bisogno secondo la procedura standard.

In primo luogo, vengono estratti i beneficiari di assegno mensile di assistenza, di pensioni di inabilità per invalidità civile, di pensioni per cecità assoluta o parziale, di pensioni per sordità che rientrano nella fascia di età da 18 a 65 anni e 7 mesi.

Successivamente, i soggetti interessati riceveranno un sollecito tramite raccomandata A/R, per ribadire la necessità di regolarizzare.

Questi avranno 60 giorni di tempo, dalla ricezione del sollecito, per comunicare i redditi posseduti utilizzando la domanda di “Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35 comma 10 bis DL n. 207/2008”.

Chi non rispetta i termini, si vedrà la propria prestazione sospesa dall’INPS, con azzeramento della prima rata utile, e riceverà la comunicazione di sospensione della prestazione sempre tramite raccomandata A/R.

Infine, trascorsi altri 120 giorni dalla data di sospensione, la prestazione sarà revocata definitivamente e sarà calcolato il debito relativo agli anni di reddito non dichiarati (dal 2018 al 2022).

Assegni sociali, le istruzioni INPS per mettersi in regola ed evitare la sospensione

Per quanto riguarda l’assegno sociale, la pensione sociale e l’assegno sociale sostitutivo, la procedura messa in atto dall’INPS è diversa.

Questa include i soggetti che non abbiano compiuto 80 anni di età al 31 dicembre 2018 e che siano beneficiari dei trattamenti in questione.

L’INPS provvederà ad inviare tramite raccomandata A/R un sollecito in cui si ribadisce la necessità di un riscontro reddituale. Anche in questo caso la scadenza prevista per presentare la dichiarazione è di 60 giorni.

In caso di mancato riscontro, l’INPS procede poi alla sospensione della prestazione relativamente all’anno di reddito 2018 (non dichiarato), e al recupero delle prestazioni pagate e non dovute.

Invalidità civile, come regolarizzare la propria situazione reddituale

Sia per le pensioni di invalidità che per gli assegni sociali, i cittadini che ricevono la raccomandata con il sollecito da parte dell’INPS, possono comunicare i dati mancanti entrando nell’area riservata MyINPS, a cui si accede con una delle credenziali di previste:

  • SPID;
  • CNS;
  • CIE.

Dalla home page del portale INPS, è possibile accedere al modulo in questione tramite il seguente percorso:

  • Prestazioni e Servizi;
  • Servizi;
  • Domanda di Prestazioni pensionistiche: Pensione, Ricostituzione, Ratei maturati e non riscossi, Certificazione del diritto a pensione;
  • Variazione prestazione pensionistica:
    • Ricostituzioni/Supplementi;
    • Ricostituzione pensione;
    • Reddituale;
    • Per sospensione art. 35 comma 10 bis DL n. 207/2008.

In alternativa coloro che devono comunicare le informazioni reddituali possono affidarsi anche ai servizi offerti dagli Istituti di Patronato e dagli altri soggetti abilitati.

INPS - Messaggio n. 3350 del 12 settembre 2022
Invalidità Civile. Verifiche reddituali anno 2018 e seguenti in materia di invalidità civile e assegno sociale. Obbligo di comunicazione dei redditi ai sensi dell’articolo 35, comma 10-bis, del D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14

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