Coronavirus, operatori sanitari: le nuove istruzioni INAIL per la protezione

Alessio Mauro - Lavoro

Coronavirus, nuove istruzioni per limitare i contagi e per proteggere gli operatori sanitari: pubblicata la seconda edizione della fact sheet dell'INAIL. Il documento contiene aggiornamenti su come adeguare i comportamenti ai nuovi studi sul virus e un approfondimento sulla definizione dei casi e contatti.

Coronavirus, operatori sanitari: le nuove istruzioni INAIL per la protezione

Coronavirus: con il nuovo fact sheet dell’INAIL per la protezione degli operatori sanitari, l’Istituto aggiorna le istruzioni da seguire per limitare al massimo il contagio da Covid-19.

Il documento aggiornato al 25 marzo 2020 dà conto delle specifiche indicazioni che il personale deve seguire in linea con i più recenti studi del fenomeno virale.

Tra le informazioni per limitare al minimo i contagi da coronavirus uno spazio è dedicato ai termini di “caso” e “contatto”, definizioni che aiutano gli operatori sanitari a mettere in pratica con maggiore efficacia le specifiche prassi di contenimento.

Il supporto informativo dell’INAIL, tuttavia, contiene anche indicazioni igienico-sanitarie rivolte a tutti. Il contributo dell’intera popolazione è infatti estremamente importante per uscire dall’emergenza nel minor tempo possibile.

Coronavirus, le nuove istruzioni INAIL per la protezione degli operatori sanitari: le definizioni di caso e contatto

Per affrontare l’emergenza coronavirus nel modo più efficace possibile l’INAIL dedica un supporto informativo al personale che è più esposto ad i rischi da Covid-19: gli operatori sanitari.

Il nuovo fact sheet del 25 marzo 2020 segue ed aggiorna la prima pubblicazione, fornendo nuove istruzioni legate agli studi più recenti del virus.

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INAIL - Istruzioni per la protezione degli operatori sanitari del 25 marzo 2020
Covid-19 e protezione degli operatori sanitari seconda edizione.

Il documento contiene una parte informativa generale sul coronavirus, una più specifica dedicata alle misure per la protezione e la sicurezza sul lavoro degli operatori sanitari, quali l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, ed infine una parte destinata a tutti i cittadini, con misure igienico-sanitarie per limitare al massimo i contagi.

Nella parte relativa alle istruzioni per il personale sanitario vengono riportate le definizioni aggiornate dei termini “caso” e “contatto”.

Il “caso” si differenzia in tre specifiche tipologie:

  • caso sospetto di Covid-19, che richiede esecuzione di test diagnostico;
  • caso probabile;
  • caso confermato.

Si parla di caso sospetto di Covid-19 quando ricorrono le seguenti circostanze:

  • una persona con infezione respiratoria acuta (insorgenza improvvisa di almeno uno tra i seguenti segni e sintomi: febbre, tosse e difficoltà respiratoria) e senza un’altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica e storia di viaggi o residenza in un Paese/area in cui è segnalata trasmissione locale durante i 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;
  • una persona con una qualsiasi infezione respiratoria acuta e che è stata a stretto contatto con un caso probabile o confermato di COVID-19 nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;
  • una persona con infezione respiratoria acuta grave (febbre e almeno un segno/sintomo di malattia respiratoria – es. tosse, difficoltà respiratoria), che richieda il ricovero ospedaliero (SARI) e senza un’altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica.

Nell’ambito dell’assistenza primaria o nel pronto soccorso ospedaliero, tutti i pazienti con sintomatologia di infezione respiratoria acuta devono essere considerati casi sospetti se in quell’area o nel Paese è stata segnalata trasmissione locale.

Un caso è definito probabile è un caso sospetto il cui risultato del test per SARS-CoV-2 è dubbio o inconcludente utilizzando protocolli specifici di Real Time PCR per SARS-CoV-2 presso i laboratori di riferimento regionali individuati o è positivo utilizzando un test pan-coronavirus.

Un caso confermato è, infine, un caso con una conferma di laboratorio per infezione da SARS-CoV-2, effettuata presso il laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) o da laboratori regionali di riferimento che rispondono ai criteri indicati in allegato 3 (Circolare 9 marzo 2020), indipendentemente dai segni e dai sintomi clinici.

Con il termine “contatto stretto” ci si riferisce invece alle seguenti situazioni:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;
  • un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;
  • una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice abbia una sintomatologia grave o abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).

Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima dell’insorgenza della malattia nel caso in esame.

Coronavirus, le nuove istruzioni INAIL per la protezione degli operatori sanitari: le misure igienico-sanitarie per tutta la popolazione

Il documento INAIL, che riporta le specifiche istruzioni per la protezione e la sicurezza sul luogo di lavoro del personale sanitario, fornisce tuttavia anche indicazioni generali e misure igienico-sanitarie rivolte a tutta la popolazione.

Se è vero che chi lavora a stretto contatto con casi affetti da Covid-19 è maggiormente esposto al rischio, è altrettanto vero che per superare l’emergenza da coronavirus è necessario che tutta la popolazione applichi delle semplici misure in grado di limitare al massimo le possibilità di contagio.

Tali misure generali, molte delle quali possono sembrare superate date le nuove misure restrittive previste dagli ultimi decreti, sono ancora una volta riassunte nel foglio informativo dell’INAIL e sono le seguenti:

  • lavarsi spesso le mani facendo uso di soluzioni idroalcoliche;
  • evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  • evitare abbracci e strette di mano;
  • mantenere, nei contatti sociali, una distanza interpersonale di almeno un metro;
  • igiene respiratoria, starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie;
  • evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;
  • non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  • coprirsi bocca e naso se si starnutisce o si tossisce;
  • non prendere farmaci antivirali né antibiotici a meno che siano prescritti dal medico;
  • pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o di alcol;
  • usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

Sul lavaggio delle mani e sull’igiene degli ambienti sono riportate alcune indicazioni ben precise.

Per garantire l’igiene delle mani è sufficiente il lavaggio con acqua e sapone comune per almeno 60 secondi. In assenza di acqua si può ricorrere ai cosiddetti igienizzanti per le mani, a base alcolica con concentrazione di alcool di almeno il 60%.

L’igiene degli ambienti è inoltre fondamentale perché il virus è disattivato da procedure di igienizzazione.

Come specifica il foglio informativo INAIL:

“i coronavirus possono persistere sulle superfici inanimate in condizioni ottimali di umidità e temperatura fino a 9 giorni

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