Coronavirus, verso la fase 2: focus sulla sicurezza sul lavoro dall’Agenzia Europea all’INAIL

Alessio Mauro - Lavoro

Verso la fase 2 dell'emergenza coronavirus, l'agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro, Eu-Osha, diffonde una guida con le istruzioni per limitare al massimo i contagi. Lo strumento può essere utile per i datori di lavoro in vista della fase 2, quella di graduale riapertura delle attività. Allo studio del governo ci sono le misure indicate dall'INAIL.

Coronavirus, verso la fase 2: focus sulla sicurezza sul lavoro dall'Agenzia Europea all'INAIL

Coronavirus, verso la fase 2: sulla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro si esprime anche l’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro, Eu-Osha.

Nella notizia del 6 aprile viene presentata una guida utile per i datori di lavoro nell’adeguamento degli spazi lavorativi per limitare al massimo le possibilità di contagio da Covid-19.

All’interno della guida sono presenti istruzioni generali e specifiche che devono essere declinate con quanto disposto dal Governo e delle autorità locali.

In Italia, infatti, molte delle misure sono già state adottate con i provvedimenti governativi, delle Regioni e degli enti preposti.

Diversi spunti saranno utili soprattutto nella fase 2, quella che prevede alcune riaperture di luoghi di lavoro.

Per arrivare preparati alla ripresa graduale anche l’INAIL sta predisponendo delle istruzioni per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Diffusa da Corriere.it una bozza di documento tecnico che prende in esame diversi aspetti tra i quali la valutazione dei rischi per i lavoratori.

Coronavirus, verso la fase 2: dalle prime indicazioni INAIL alla guida sulla sicurezza sul posto di lavoro dell’agenzia europea Eu-Osha

Per assicurare la massima prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro e limitare le possibilità di contagi da coronavirus anche l’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro, Eu-Osha, ha messo a punto una guida utile per i datori di lavoro.

Molte delle istruzioni contenute nella guida sono già state applicate attraverso gli ultimi provvedimenti del Governo e le misure restrittive per arginare il contagio da Covid-19, tuttavia lo strumento può risultare utile perché passa in rassegna diversi aspetti.

La guida contiene informazioni sul virus, quali ad esempio gli studi sui fattori che influenzano la permanenza sulle superfici:

  • su quale superficie si trova il virus;
  • se è esposto alla luce solare;
  • le differenze di temperatura ed umidità;
  • la reazione a prodotti igienizzanti.

Viene sottolineato che, sebbene incidano i fattori dell’elenco, nella maggior parte dei casi la forza del virus decresce significativamente dopo 72 ore.

Nella guida Eu-Osha viene inoltre data molta importanza all’informazione e alla comunicazione chiara verso i lavoratori, per renderli consapevoli dei rischi ai quali possono essere esposti e per le corrette prassi da utilizzare sul luogo di lavoro al fine di limitare al massimo le possibilità di eventuali contagi.

Il documento sottolinea l’importanza della predisposizione di un piano di continuità nel caso di diffusione dell’epidemia.

Il piano deve prevedere risposte puntuali ai seguenti aspetti:

  • come continuare a portare avanti l’attività se un numero significativo di lavoratori non possono recarsi sul luogo di lavoro, per restrizioni locali o per malattia;
  • una chiara informazione per i lavoratori e spiegare come devono comportarsi, oltre a sottolineare l’importanza di rimanere a casa all’insorgere dei primi sintomi;
  • informazioni e supporto per le conseguenze a livello psicologico e sociale di un caso di Covid-19 nel luogo di lavoro.

Molte indicazioni hanno scopo preventivo e, fra queste, c’è il consiglio di utilizzare modalità di lavoro agile, qualora sia possibile rispetto al tipo di attività lavorativa.

Lo smart working può infatti essere una risposta per evitare l’utilizzo dei mezzi pubblici e limitare al massimo i luoghi affollati.

Tra i consigli contenuti nella guida ce ne sono alcuni anche sull’organizzazione degli eventi, che potrebbero essere applicati dopo la riapertura di molte attività lavorative e nel rispetto delle disposizioni per far fronte all’emergenza.

Coronavirus, verso la fase 2: le misure di prevenzione dell’INAIL allo studio del Governo

In vista della fase 2 dell’emergenza coronavirus, quella che prevede la graduale riapertura di alcune attività, l’INAIL predispone una bozza di documento tecnico, diffusa da Corriere.it, che è allo studio del Governo.

Con buona probabilità indicazioni più precise sulla data e sulle modalità di graduale riapertura saranno comunicate dall’esecutivo entro il termine della settimana.

I fattori per classificare il rischio di contagio da Covid-19 sono:

  • esposizione;
  • prossimità;
  • aggregazione.

Tali fattori possono essere utilizzati per stimare il rischio delle attività di cui si decide la riapertura.

Sulla base delle valutazioni dei rischi possono essere sviluppate le misure per la prevenzione e limitazione del rischio di contagio.

Tali misure saranno di tre tipi:

  • organizzative;
  • di prevenzione e protezione;
  • specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici.

Le misure organizzative riguardano principalmente la gestione degli spazi e degli orari di lavoro.

Le misure di prevenzione e protezione devono invece essere predisposte tenendo conto dei rischi sul luogo di lavoro.

Una parte consistente, anche in questo caso, è legata all’informazione e alla formazione sulle specifiche prassi da adottare:

  • sulle misure igieniche e di sanificazione degli ambienti di lavoro;
  • sull’utilizzo delle mascherine e dei dispositivi di protezione individuale;
  • sulla tutela della salute soprattutto dei lavoratori più fragili.

L’ultimo filone di misure intende invece prevenire e gestire un’eventuale riattivazione di focolai nei luoghi di lavoro.

Tra queste una prassi preventiva è la misurazione della temperatura corporea con l’isolamento temporaneo dei lavoratori che presentano sintomi.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo money.it