Cosa cambia per il congedo parentale nel 2026? La Legge di Bilancio estende i termini entro cui è possibile richiedere i giorni di astensione dal lavoro
Da quest’anno cambiano i termini per la fruizione del congedo parentale.
La Legge di Bilancio 2026 estende il periodo di riferimento entro il quale i genitori possono richiedere i giorni di astensione dal lavoro.
Fino al 2025, il congedo poteva essere richiesto entro i primi 12 anni di vita del bambino o della bambina. Dal 2026 potrà essere richiesto fino ai 14 anni.
Novità anche per il congedo per malattia dei figli minori.
Congedo parentale: le novità nella Legge di Bilancio 2026
Il congedo parentale, a differenza del congedo obbligatorio di maternità o paternità, consiste in un periodo di astensione facoltativa dal lavoro.
Come previsto dal Testo unico per la maternità e la paternità, l’obiettivo è quello di fornire supporto nella cura del bambino o della bambina nei suoi primi anni di vita così da soddisfarne i bisogni affettivi e relazionali.
I genitori che lavorano possono ottenere un’indennità economica in seguito alla presentazione di un’apposita domanda all’INPS.
La Legge di Bilancio 2026, la n. 199/2025, sono prevede alcune importanti novità. Il comma 219 dispone, infatti, una modifica al citato testo unico per estendere il periodo entro il quale i genitori possono richiedere i giorni di astensione dal lavoro indennizzati.
Fino al 2025 la normativa ha riconosciuto il congedo parentale ai genitori che lo richiedevano entro i primi 12 anni di vita del figlio o della figlia. Da quest’anno il congedo potrà essere fruito fino ai 14 anni del bambino o della bambina (o 14 anni dall’adozione, fino alla maggiore età).
Si aggiungono, quindi, due anni al periodo massimo previsto per la fruizione del congedo.
La novità si applica a tutte le forme di congedo previste previste dalla normativa, quindi anche ai casi di disabilità o per quel che riguarda il congedo parentale indennizzato all’80 per cento della retribuzione.
La Legge di Bilancio 2026 non ha introdotto novità sui mesi di congedo con indennità maggiorata. Restano, quindi, i tre mesi indennizzati all’80 per cento nella forma già prevista per il 2025 e attualmente in vigore.
Nella tabella di seguito sono riepilogate le condizioni per poter ottenere i mesi di congedo con indennità maggiorata, secondo le istruzioni fornite dall’INPS.
| Anno di nascita/adozione | Fine del congedo obbligatorio (maternità/paternità) | Numero di mesi con maggiorazione dell’indennità all’80% spettanti |
|---|---|---|
| prima del 1° gennaio 2023 | dopo il 31 dicembre 2022 | 1 |
| 2023 | indifferente, purché il genitore sia dipendente | 1 |
| 2023 | dopo il 31 dicembre 2023 | 2 |
| 2024 | indifferente, purché il genitore sia dipendente | 2 |
| 2024 | dopo il 31 dicembre 2024 | 3 |
| 2025 | indifferente, purché il genitore sia dipendente | 3 |
Le novità sul congedo di malattia per i figli minori
Dal 2026 entrano in vigore alcune novità anche per quel che riguarda il congedo per la malattia dei figli minori.
Si tratta di un’altra delle previsioni del citato Testo unico (articolo 47), secondo la quale entrambi i genitori, in alternativa tra loro, hanno diritto di astenersi dal lavoro per i periodi di malattia di ciascun figlio di massimo 3 anni.
Ogni genitore, inoltre, ha diritto di astenersi dal lavoro per massimo 5 giorni lavorativi all’anno, in caso di malattia di ogni figlio di età compresa fra i 3 e gli 8 anni.
La Manovra è intervenuta proprio su questi ultimi limiti. Dal 2026, pertanto, i genitori possono beneficiare del congedo per malattia nel limite di 10 giornate lavorative all’anno, per ogni figlio di età compresa fra i 3 e i 14 anni d’età.
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Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Congedo parentale: cosa cambia dal 2026?