Le istruzioni per la compilazione del Modello Redditi 2026: il calcolo della Flat Tax, il nuovo limite di 85.000 euro e la gestione delle variabili non concordabili
Il passaggio dal reddito a suo tempo concordato - con la sottoscrizione del modello CPB - al reddito effettivamente tassabile per l’anno 2025 avviene attraverso la compilazione del quadro CP del Modello Redditi 2026.
Il primo elemento da valutare è la possibilità di assoggettare una quota di questo reddito a imposta sostitutiva (Flat Tax). L’aliquota applicabile è variabile, a seconda dell’esito ISA, ma in ogni caso particolarmente interessante in termini di risparmio di imposte dovute.
Quadro CP del modello Redditi 2026: il calcolo dell’imposta sostitutiva e la base di riferimento
La base imponibile agevolabile è costituita dalla differenza positiva tra il reddito concordato per il 2025 e il reddito dichiarato nel periodo d’imposta antecedente all’adesione al CPB.
Nello specifico:
- per i contribuenti al loro secondo anno di concordato (biennio 2024-2025), il reddito di riferimento e il relativo voto ISA sono quelli del 2023;
- per i nuovi aderenti (biennio 2025-2026), si guarda ai dati del 2024.
Le aliquote applicabili variano in base al livello di affidabilità fiscale (voto ISA) ottenuto nell’anno precedente al biennio di adesione al concordato:
- 10% per un voto pari o superiore a 8;
- 12% per un voto tra 6 e 7,99;
- 15% per un voto inferiore a 6.
Il nuovo tetto di 85.000 euro per la base imponibile della Flat Tax
Il legislatore, nell’introdurre la flat tax al fine di incentivare l’adesione al CPB (tassando in misura ridotta il maggior reddito che il contribuente si è impegnato a dichiarare) inizialmente non ha posto alcun limite.
Successivamente è intervenuta una modifica, i cui effetti si “toccano con mano” per la prima volta in sede di modello Redditi 2026 anno di imposta 2025 (comma 1-bis art. 20-bis del D.Lgs. 13/2024).
A seguito di quanto disposto, le aliquote agevolate del 10%, 12% o 15% si applicano ora entro un limite massimo di eccedenza pari a 85.000 euro.
Sulla quota che supera tale importo, l’imposta sostitutiva si applica:
- con l’aliquota ordinaria IRPEF del 43% per le persone fisiche
- oppure con l’aliquota ordinaria IRES (24%) per i soggetti IRES.
Questa limitazione si applica esclusivamente alle adesioni al concordato relative al biennio 2025-2026 esercitate a partire dal 13 giugno 2025 (concretamente, non è applicabile ai primi aderenti al CPB, mentre interessa pressoché la totalità degli aderenti al biennio 2025-2026, visto che è altamente improbabile che l’adesione a tale biennio sia stata formalizzata prima della citata data).
Sotto il profilo dichiarativo, le istruzioni del Quadro CP recepiscono questa novità istituendo una specifica casella denominata “Comma 1-bis” nei righi CP1 (Impresa) e CP2 (Lavoro autonomo).
Qualora l’eccedenza superi gli 85.000 euro, il contribuente deve:
- indicare il codice 1 se soggetto al nuovo limite (adesioni dal 13 giugno 2025)
- oppure il codice 2 se ha aderito antecedentemente per il 2025-2026 o per il biennio 2024-2025, potendo così applicare la Flat Tax sull’intero importo senza limitazioni.
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Le variabili che rettificano il reddito concordato per imprese e professionisti
La quota di reddito concordato non assoggettata a Flat Tax costituisce la base imponibile soggetta a tassazione ordinaria. Tuttavia, tale valore non è definitivo, ma deve essere obbligatoriamente rettificato se nell’anno oggetto di dichiarazione (2025) sono emerse poste che, ai sensi di quanto disposto dal decreto CPB, non rientrano nel patto con il fisco.
Tali rettifiche vengono effettuate nelle sezioni II (reddito di impresa) o III (reddito di lavoro autonomo) del quadro CP.
Per quanto riguarda le imprese, il reddito concordato deve essere aumentato delle plusvalenze realizzate (compresa l’eventuale rata imputata al 2025 con riferimento a plusvalenze rateizzate in anni precedenti), delle sopravvenienze attive e degli utili da partecipazione. Deve invece essere diminuito delle minusvalenze, sopravvenienze passive, perdite su crediti e perdite da partecipazione.
Per il reddito di lavoro autonomo il valore concordato subisce variazioni in aumento per plusvalenze, redditi da partecipazione e corrispettivi per cessione della clientela o elementi immateriali e in diminuzione per le minusvalenze.
Sia per le imprese che per i professionisti, tra le variazioni in diminuzione rientra anche la maggiorazione del costo del lavoro per le nuove assunzioni (D.Lgs. 216/2023); tuttavia, tale posta può essere ammessa in diminuzione o meno a seconda della data di sottoscrizione del concordato.
Nello specifico, la norma è stata modificata nel tempo, e la conseguenza dei “ritocchi” operati è che la maxi-deduzione del costo del lavoro per incremento occupazionale a tempo indeterminato può essere scomputata esclusivamente dai contribuenti che hanno esercitato l’opzione per l’adesione al CPB per il biennio 2025-2026.
I soggetti che hanno aderito per il biennio 2024-2025 non possono beneficiare di questa specifica deduzione nel calcolo del reddito concordato.
Dal reddito concordato al reddito tassabile - Esempio
L’interazione tra la Flat Tax e le rettifiche delle variabili non concordabili richiede un’esatta scomposizione degli importi.
Si ipotizzi un contribuente che ha concordato per il 2025 un reddito di 50.000 euro (adesione biennio 24-25). Il suo reddito di riferimento (anno 2023, indicato a suo tempo nel modello CPB) ammontava a 30.000 euro.
Nel corso del 2025, il contribuente ha realizzato una plusvalenza di 10.000 euro e una perdita su crediti di 2.000 euro.
La differenza di 20.000 euro viene assoggettata alla Flat Tax (al 10%, 12% o 15% in base all’ISA 2023). I restanti 30.000 euro costituiscono il reddito da assoggettare a tassazione ordinaria.
Nel Quadro CP, la quota di reddito concordato non assoggettata a flat tax (30.000 euro) viene incrementata della plusvalenza (+10.000 euro) e diminuita della perdita su crediti (-2.000 euro). L’imponibile fiscale assoggettato a tassazione ordinaria è pertanto pari a 38.000 euro.
Si presti attenzione ai riflessi previdenziali: il reddito rilevante ai fini INPS è pari al reddito concordato assoggettato a flat tax sommato al reddito concordato rettificato.
Tornando al caso di cui sopra, quindi, il valore da considerare nella compilazione del quadro RR (INPS artigiani / commercianti – Gestione Separata) è pari a euro 58.000, ovvero 38.000 soggetti a tassazione ordinaria + 20.000 soggetti a flat tax.
Le cause di cessazione e decadenza
L’applicazione del CPB Modello Redditi 2026 anno di imposta 2025 è ovviamente subordinata alla permanenza della validità del patto con l’amministrazione finanziaria.
La Sezione V del Quadro CP è dedicata alla segnalazione delle casistiche disciplinate dall’articolo 21 (Cessazione del concordato) e dall’articolo 22 (Decadenza del concordato) del D.Lgs. 13/2024.
Tali circostanze, dalle quali discendono conseguenze estremamente diverse a seconda che sia intervenuta cessazione o decadenza, meritano un’attenta disamina che sarà oggetto di successivi approfondimenti.
Il prossimo 22 giugno alle 15.00 Sandra Pennacini e Francesco Oliva terranno un webinar live da non perdere in materia di Concordato Preventivo Biennale per le Partite IVA. Si parlerà di come gestire il CPB nella dichiarazione dei redditi 2026, di rinnovo, di questioni contabili, delle flat tax previste, delle ultime novità e di tanto altro. L’appuntamento è in corso di accreditamento per commercialisti ed esperti contabili (per la sola live) e già accreditato per tributaristi. Con l’acquisto del webinar si riceveranno la registrazione del video corso visibile in differita, una guida operativa con schede e schemi di sintesi e una raccolta ragionata di articoli di approfondimento sul tema
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