Tempi lunghi per l'invio dei documenti richiesti in relazione ai controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi, si arriva fino a settembre: a chiarire la posizione dell'Agenzia delle Entrate sono i Commercialisti
Anche quest’anno professionisti, professioniste, contribuenti avranno più tempo per trasmettere la documentazione richiesta nell’ambito dei controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi relative al 2023.
L’invio potrà essere effettuato anche dopo la scadenza prevista e fino al rientro dalla pausa estiva: a comunicare la linea morbida dell’Agenzia delle Entrate è il Consiglio nazionale dei commercialisti, che aveva aperto un confronto con il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, proprio per evidenziare le criticità organizzative legate al calendario.
“Il Consiglio nazionale continuerà a rappresentare con determinazione le esigenze della categoria affinché gli adempimenti richiesti ai professionisti siano sempre compatibili con l’effettiva capacità organizzativa degli studi, soprattutto nei periodi di maggiore pressione operativa.”
Ha commentato il presidente del CNDCEC Elbano De Nuccio nel comunicato stampa del 10 luglio.
Controlli formali sulle dichiarazioni: invio dei documenti anche dopo la scadenza
La richiesta di una maggiore flessibilità in questo periodo nasce dalla concentrazione di scadenze fiscali e amministrative che caratterizzano questo periodo estivo.
Tra la fine di maggio e il mese di giugno sono arrivate dall’Agenzia delle Entrate diverse richieste di documentazione che nascono dai controlli sulle dichiarazioni dell’anno d’imposta 2023.
Per l’invio ci sono a disposizione 30 giorni di tempo per procedere a partire dalla data di ricezione della comunicazione.
Questa tempistica crea un ulteriore carico “in una delle fasi più complesse dell’anno per gli studi professionali, già fortemente impegnati nella stagione dichiarativa e dei versamenti”, sottolineano i Commercialisti.
Dall’esigenza di avere più tempo a disposizione nasce il dialogo tra il CDNCEC e l’Agenzia delle Entrate che ha portato ad alcuni chiarimenti importanti sulla data di scadenza da rispettare.
Il Fisco esaminerà la documentazione anche se trasmessa oltre il termine di trenta giorni indicato nelle comunicazioni e resta, inoltre, pienamente valida la sospensione dei termini dal 1° agosto al 4 settembre per l’invio dei documenti e delle informazioni richieste.
Controlli formali sulle dichiarazioni: documentazione rimandata a settembre
Dal punto di vista pratico, quindi, si potrà arrivare fino a metà settembre per inviare i documenti richiesti all’Agenzia delle Entrate e i chiarimenti hanno forza retroattiva: anche per i termini scaduti in questi giorni vale la flessibilità estiva garantita dal Fisco.
“Nel corso del confronto con le Entrate è stato inoltre precisato che agli Uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate sono già state fornite indicazioni affinché non si proceda alla comunicazione degli esiti del controllo formale nei casi in cui il termine per la risposta sia già scaduto in questi giorni o comunque sia in scadenza prima del periodo di sospensione estiva.”
Sottolinea il vicepresidente dei commercialisti e delegato alla fiscalità, Vincenzo Moretta.
“Considerando il periodo nel quale sono state recapitate le comunicazioni, è ragionevole ritenere che la documentazione potrà essere trasmessa senza effetti pregiudizievoli anche nei primi quindici giorni di settembre”.
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