Un commento alla risposta n. 137/2026 dell'Agenzia delle Entrate che rappresenta un passaggio cruciale per il Venture Capital in Italia poiché sancisce l'estensione ufficiale delle tutele fiscali per le startup innovative ai moderni strumenti di investimento flessibili
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 137 dell’8 luglio 2026, ha attestato l’equiparazione dei contratti SAFE, Simple Agreement for Future Equity, agli investimenti in “convertendo” consentendo una detrazione IRPEF del 65 per cento per le startup innovative.
Il beneficio si consolida al momento del versamento e non decade nemmeno se le somme vengono utilizzate per coprire perdite societarie, purché la detenzione dell’investimento sia di almeno tre anni.
Di seguito una spiegazione articolata del documento in analisi con uno schema di analisi e un focus sui punti salienti, con una breve illustrazione strutturata per macro-temi.
| Elemento chiave | Disciplina fissata dalla risposta n. 137/2026 | |
|---|---|---|
| Strumento ammesso | Contratto SAFE equiparato a strumento in convertendo. | |
| Aliquota agevolazione | Detrazione IRPEF del 65 per cento per l’investitore persona fisica | |
| Decorrenza Fiscale | Fruibile dall’anno di effettivo versamento della somma | |
| Copertura Perdite | Ammessa. | Non pregiudica l’agevolazione se usata per ripianare il bilancio |
| Durata Minima | Obbligo di detenzione di almeno 3 anni senza rimborsi monetari |
Il contesto: i contratti SAFE e le startup innovative
Il contratto SAFE, Simple Agreement for Future Equity, è uno strumento finanziario nato nella Silicon Valley, molto diffuso per finanziare le società nelle fasi iniziali.
Attraverso il SAFE un investitore versa immediatamente del denaro a una startup innovativa a fronte del quale non riceve in cambio da subito quote societarie bensì il diritto di ottenere tali quote in futuro al verificarsi di un determinato evento quali ad esempio un successivo round di investimento strutturato o la vendita della società.
Il dubbio normativo riguardava l’ammissibilità di questi contratti alla detrazione IRPEF originariamente pensata per i conferimenti diretti e immediati nel capitale sociale delle startup innovative e resa più appetibile già dallo scorso anno grazie alla modifica introdotta con il comma 1 bis art. 29-bis del D.L. 179/2012, che ha modificato l’aliquota inizialmente prevista del 50 per cento.: “1-bis. la percentuale di cui al comma 1 è incrementata al 65 per cento a decorrere dal 1° gennaio 2025”.
Contratti SAFE e accesso alla detrazione: l’equiparazione agli investimenti “in convertendo”
L’Agenzia delle Entrate ha sciolto i dubbi interpretativi equiparando i contratti SAFE agli investimenti effettuati tramite strumenti finanziari “in convertendo”. Viene così stabilito che detto contratto non determina un mero finanziamento fruttifero o infruttifero, un debito verso il soggetto investitore per intenderci, ma un suo investimento patrimoniale finalizzato fin dal principio alla capitalizzazione.
Di conseguenza lo stesso investitore ha diritto all’agevolazione fiscale del 65 per cento prevista per il supporto alle imprese innovative.
Un punto cardine della risposta riguarda la tempistica di fruizione del bonus. L’agenzia infatti scrive che la detrazione del 65 per cento matura al momento dell’effettivo versamento del denaro da parte dell’investitore.
Non è quindi necessario attendere la reale conversione del SAFE in azioni o quote societarie per far sì che l’investitore possa iniziare a usufruire del credito di imposta detraendo l’importo dalla propria dichiarazione dei redditi fin dall’anno fiscale del versamento e riducendo così drasticamente i tempi di recupero del capitale.
Start up innovative, contratti SAFE e detrazione: i punti evidenziati dal Fisco
L’Agenzia affronta un caso molto frequente nelle startup quali l’utilizzo immediato della liquidità per coprire i costi di gestione o eventuali perdite di bilancio prima ancora che avvenga la conversione formale in capitale.
Il documento chiarisce che se le somme versate tramite SAFE vengono appostate in un’apposita riserva di patrimonio e poi utilizzate dalla startup per ripianare le perdite il diritto alla detrazione non cessa. L’investimento mantiene la sua natura di apporto di rischio a supporto dell’attività d’impresa.
Per consolidare definitivamente il beneficio fiscale ed evitare la revoca della detrazione, l’Agenzia delle Entrate ricorda il rispetto del vincolo temporale ovvero che l’investitore deve mantenere l’investimento sotto forma di SAFE prima e di quote societarie poi per un tempo, il cosiddetto Holding Period, della durata minima di 3 anni. E se entro questo triennio le somme vengono restituite all’investitore, nel caso il contratto preveda clausole di rimborso in assenza di conversione, l’agevolazione decade e il contribuente investitore è tenuto a restituire la detrazione fruita con l’aggiunta degli interessi legali.
Start up innovative e contratti SAFE: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
In conclusione, questo importante documento di prassi dell’Agenzia delle Entrate segna una svolta fondamentale per il Venture Capital italiano, abbattendo una delle barriere burocratiche più penalizzanti per chi investe in fasi iniziali.
Riconoscendo la detrazione IRPEF del 65 per cento fin dal momento del versamento sul SAFE, il Fisco non solo accelera i tempi di recupero del capitale per un business angel o un fondo ma dimostra anche una profonda comprensione delle dinamiche di rischio tipiche delle startup.
La tutela del bonus anche di fronte all’utilizzo delle somme per la copertura delle perdite rappresenta un’iniezione di fiducia cruciale che permette alle imprese di focalizzarsi sulla crescita, senza il timore di far perdere l’agevolazione ai propri sostenitori. Resta fermo l’obbligo di monitorare con estrema attenzione il rispetto del vincolo triennale di permanenza e i dettagli contrattuali legati ai rimborsi per evitare una revoca retroattiva del beneficio.
Nel complesso questo chiarimento normativo dota l’Italia di uno strumento flessibile sicuro e finalmente allineato alle migliori prassi dei mercati internazionali.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Start up innovative e contratti SAFE: via libera del Fisco alla detrazione