Proroga cartelle, per i lettori dovrebbe essere la priorità del Governo Draghi

Rosy D’Elia - Fisco

Proroga cartelle, dovrebbe essere la priorità per il 54 per cento dei lettori: ma la scadenza per la ripresa dell'attività di riscossione è vicinissima. A seguire, nella lista, una risposta sui ristori. In coda alle preoccupazioni gli interventi sul lavoro, nuove disposizioni su cassa integrazione e blocco dei licenziamenti. Queste le posizioni emerse dal sondaggio condotto sul tema dalla redazione di Informazione Fiscale.

Proroga cartelle, per i lettori dovrebbe essere la priorità del Governo Draghi

Proroga cartelle, in totale sono circa 50 milioni gli atti che restano congelati dall’8 marzo 2020 e che sono pronti a partire: trovare una soluzione duratura a questo problema dovrebbe essere la priorità per il governo Draghi. È questa la posizione che accomuna il 54 per cento di lettrici e lettori che hanno partecipato al sondaggio condotto dalla redazione di Informazione Fiscale per individuare il primo intervento su Fisco e Lavoro richiesto al nuovo Esecutivo.

In effetti il tempo stringe e nessuna novità ufficiale è ancora arrivata: la scadenza della sospensione dell’attività di riscossione attualmente è fissata al 28 febbraio 2021.

Con la ripresa, i pagamenti in scadenza dall’8 marzo 2020 al 28 febbraio 2021 dovranno essere effettuati entro il mese successivo e, dunque, entro il 31 marzo 2021.

A questo si aggiunge l’appuntamento con il pagamento delle rate della pace fiscale fissato per il 1° marzo.

A seguire, nella lista dei primissimi interventi da mettere in atto per i partecipanti all’indagine, c’è la la definizione di un pacchetto di ristori con bonus e misure di sostegno economico per lavoratori e imprese particolarmente colpiti dall’emergenza coronavirus.

In ultima posizione, invece, la definizione di una nuova strategia per arginare gli effetti della crisi epidemiologica sul mercato del lavoro.

Non manca, poi, chi non riconosce nessuna delle tre questioni come prioritaria: il 2 per cento dei lettori e delle lettrici.

Proroga cartelle, priorità del Governo Draghi per i lettori: la scadenza è vicina

Risposte su questi tre punti si attendevano già a fine gennaio con il Decreto Ristori 5.

L’ex ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri ha posato la prima pietra di quello che è stato annunciato come l’ultimo provvedimento emergenziale il 21 gennaio 2021.

Dopo l’approvazione alla Camera e al Senato di un ulteriore scostamento di bilancio per un valore di 32 miliardi di euro, ha indirizzato una lettera al Vice presidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, ed al Commissario all’Economia, Paolo Gentiloni per illustrare le modalità di utilizzo delle risorse.

Ma la crisi politica, ufficializzata dalle dimissioni di Giuseppe Conte il 26 gennaio 2021, ha bloccato i lavori e ha passato il testimone e la patata bollente al nuovo governo.

Anche se il vecchio Esecutivo è rimasto in carica per gli affari correnti, la definizione del Decreto Ristori 5 si è fermata.

Nel frattempo è stata messa una toppa sulle questioni che non potevano attendere, come la sospensione degli invii delle cartelle esattoriali.

Dopo una prima proroga ponte del 14 gennaio, il DL numero 7 del 2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio in extremis ha rimandato di un mese la ripresa dell’attività di riscossione.

La scelta di tenere ancora in stand by le cartelle o lasciare che arrivino ai destinatari è passata al nuovo Governo Draghi, insieme a una serie di altre questioni che richiedono una risposta immediata.

Ma il tempo, di nuovo, è quasi scaduto: mancano 3 giorni alla data del 28 febbraio e l’occasione di intervenire con il Decreto Milleproroghe è ormai persa. Il testo, che ha ottenuto l’approvazione definitiva in queste ore, sul tema delle cartelle esattoriali si limita a recepire le disposizioni del DL numero 7 del 2021:

  • sospensione di attività di notifica e pignoramenti fino al 28 febbraio 2021;
  • stop del termine di sospensione del versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione entro la stessa data, con necessità di provvedere entro il 31 marzo 2021.

Gli emendamenti al testo del DL milleproroghe per far slittare lo stop al 30 aprile o al 30 giugno per la pace fiscale non sono stati approvati.

Eppure il 54 per cento dei lettori di Informazione Fiscale che hanno partecipato al sondaggio condotto dalla redazione sulle priorità del nuovo governo Draghi che riguardano Fisco e Lavoro indicano proprio un nuovo intervento, di lunga durata, sul tema delle cartelle esattoriali come la priorità assoluta del nuovo Esecutivo.

Non resta che sperare in un intervento tardivo che, anche alla luce dei rallentamenti politici dell’ultimo mese, non stupirebbe.

I ristori tra le priorità del Governo Draghi, dopo la proroga delle cartelle

La seconda voce nella lista di interventi immediati da mettere in atto riguarda l’approvazione di un nuovo pacchetto di ristori: bonus ai lavoratori in difficoltà e contributi a fondo perduto per le imprese che più stanno risentendo delle restrizioni imposte per arginare l’emergenza coronavirus.

Il 37 per cento dei partecipanti all’indagine sottolinea la necessità immediata di prevedere degli aiuti.

Anche in questo caso tutto ancora tace, dopo le indiscrezioni emerse all’inizio dei lavori del Decreto Ristori 5 resta l’attesa.

Lasciando la guida del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in un lungo post pubblicato su Facebook il 14 febbraio Nunzia Catalfo stilava una lunga lista di misure a cui si stava lavorando prima di passare il testimone ad Andrea Orlando. Tra le altre, anche nuove indennità per i lavoratori dello spettacolo, stagionali, stagionali del turismo, intermittenti, autonomi privi di partita IVA, ex percettori di NASpI e DIS-COLL.

Ma non ci sono certezze al momento. C’è da aggiungere, poi, che sul Decreto Ristori 5 hanno i riflettori puntati anche i professionisti che attendono ormai da mesi di essere inclusi nel meccanismo dei contributi a fondo perduto.

Fino a questo momento, infatti, le promesse sono sempre sfumate. Emblematico è il caso del Decreto Ristori quater.

Pochi giorni prima dell’approvazione il ministro dell’Economia e delle Finanze in carica, con il comunicato stampa numero 267 del 25 novembre 2020 apriva uno spiraglio su una nuova tornata di aiuti per i professionisti, dopo i bonus ricevuti in primavera.

“Condividiamo la necessità di ristorare, sulla base dei dati del 2020, anche i liberi professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatori o alla Gestione separata”.

Si leggeva nel testo, ma alle parole non sono mai seguiti i fatti.

Cartelle, ristori e cassa integrazione: la lista di priorità secondo i lettori

Ultimo nella lista di priorità stilata dalle lettrici e dai lettori per il nuovo Governo Draghi è una strategia per arginare gli effetti di un anno di pandemia sul mercato del lavoro.

Solo il 7 per cento indica la necessità di intervenire su cassa integrazione e blocco dei licenziamenti come azione prioritaria in assoluto.

Forse anche perché, rispetto alle due questioni precedenti, i tempi sono meno stretti. Ma solo in apparenza.

Le nuove settimane di CIG con causale Covid 19 previste dall’ultima legge di Bilancio sono accessibili fino al 31 marzo 2021 (30 giugno per assegno ordinario e CIG in deroga).

Nella stessa data di fine marzo termina anche il blocco dei licenziamenti.

I due temi viaggiano di pari passo e le scelte interesseranno in prima persona un’ampia platea di lavoratori.

Gli oltre 4 miliardi di ore di CIG approvate dal 1° aprile al 31 dicembre 2020 danno un’idea della portata delle scelte che verranno effettuate.

In questi casi, più che per i ristori e per le cartelle, non basta una decisione netta: approvare un nuovo pacchetto di aiuti o no, prolungare o meno una sospensione.

Per la cassa integrazione e la fine o la conferma del blocco dei licenziamenti serve la definizione di una strategia che possa consentire un ritorno alle regole ordinarie graduale, e quanto più possibile indolore, sia per i lavoratori che per i datori di lavoro.

Una sfida su cui il neo ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando sta lavorando dal primo giorno di incarico, concentrandosi prima di tutto su una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali:

“Al riguardo, credo che si possa iniziare ad affrontare subito il tema della semplificazione delle procedure. Quest’ultimo può rappresentare un primo step, ovviamente non definitivo, sul quale fare un passo avanti, iniziando anche dal lavoro che è già stato fatto. Il secondo passo riguarderà il tema dei destinatari, del perimetro dei soggetti coinvolti, il terzo sarà quello della distribuzione dei costi degli strumenti e l’ultimo, la questione delle modalità di gestione”.

Ha annunciato tramite i social il 23 febbraio.

Per ora, però, il rompicapo sul lavoro esattamente come gli altri due, su cartelle e ristori, resta in attesa di soluzioni. E sulla scala di priorità restano ancora tutti allo stesso gradino: massima urgenza, lunga attesa.

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