Decreto Coesione: le novità nella legge di conversione

Francesco Oliva - Fisco

Il Decreto Coesione è convertito in legge, il testo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Si è concluso l’iter di conversione che ha portato diverse novità in materia di lavoro

Decreto Coesione: le novità nella legge di conversione

Dopo il via libera da parte della Camera e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge n. 95/2024, si è concluso l’iter di conversione del nuovo decreto Coesione.

La principale novità è l’introduzione di una serie di agevolazioni contributive per incentivare l’occupazione di diverse categorie di lavoratori e lavoratrici.

Dal bonus giovani under 35 e donne in condizioni svantaggiate alle agevolazioni per la ZES unica del mezzogiorno, fino alle misure per favorire l’autoimprenditoria: le novità in arrivo.

Conferenza stampa del Consiglio dei Ministri con la presentazione del Decreto Coesione o Decreto Primo Maggio:

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Decreto coesione: le principali novità in arrivo

Il Decreto Coesione (DL n. 60/2024), anche denominato giornalisticamente “Decreto Primo Maggio”, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 7 maggio.

Dopo l’approvazione da parte della Camera, l’iter di conversione si è concluso con la pubblicazione della legge n. 95/2024 sulla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 6 luglio.

Il Decreto Coesione contiene una serie di misure:

  • Bonus per l’autoimprenditorialità, ovvero una serie di incentivi e contributi a fondo perduto distinti per area geografica, in particolare:
    • Autoimpiego Centro Nord Italia: voucher da 30.000 euro destinato ad imprese, lavoratori autonomi e professionisti del Centro Nord Italia under 35 per l’avvio di attività in forma individuale o collettiva (40.000 per acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici, sostenibili). Ai voucher si affiancano i contributi a fondo perduto pari al 65% di una spesa fino a 120.000 euro; contributo che scende al 60% per spese oltre i 120.000 euro e fino ad un massimo di 200.000 euro;
    • Resto al Sud 2.0 destinato ad imprese, lavoratori autonomi e professionisti del Sud Italia under 35 per l’avvio di attività in forma individuale e collettiva. In questo caso gli incentivi sono garantiti da voucher dal valore di 40.000 euro, che salgono a 50.000 euro nel caso di beni digitali o destinati al risparmio energetico. Anche per gli aspiranti imprenditori e professionisti del Sud sono previsti contributi a fondo perduto pari al 75% per spese fino a 120.000 euro e pari al 70% per spese comprese tra 120.000 e 200.000 euro.
    • esonero contributivo per gli under 35 che avviano un’attività imprenditoriale nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica. Potranno beneficare di uno sgravio contributivo totale fino a 800 euro mensili per 3 anni per i dipendenti con meno di 35 anni assunti.
  • Bonus da 500 euro mensili per le assunzioni stabili di giovani - Nel Decreto Coesione viene introdotta una decontribuzione da 6.000 euro all’anno (500 euro mensili) per le assunzioni stabili di giovani a tempo indeterminato, tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025, e il con esonero totale dal versamento dei contributi INPS nel limite degli importi di cui sopra. Non rientrano nell’agevolazione i premi INAIL. Il contributo sale a 650 euro per le assunzioni nella ZES Unica.
  • Bonus da 650 euro mensili per le assunzioni stabili di donne - Per le lavoratrici assunte tra il 1° settembre 2024 ed il 31 dicembre 2025 si introduce un bonus pari a 650 euro mensili per massimo 2 anni e che vede l’esonero dei contributi previdenziali (ma non dei premi INAIL).
  • Bonus ZES del Mezzogiorno - Si introduce anche un bonus sulle assunzioni nel Sud Italia. Il bonus è pari a 650 euro mensili per massimo 2 anni.

Tra le novità in materia di lavoro anche quella che prevede il potenziamento della piattaforma del sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) così da per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Nello specifico, si prevede l’iscrizione d’ufficio alla piattaforma anche dei lavoratori e delle lavoratrici che perdono l’impiego e ricevono la NASpI, l’indennità di disoccupazione, o la DIS-COLL. L’obiettivo è semplificare la procedura di ricerca di un nuovo impiego.

In fase di conversione in legge, poi, è stata prevista l’iscrizione al SIISL anche da parte dei professionisti che percepiscono l’ISCRO.

Decreto coesione: e novità inserite in fase di conversione in legge

Non sono molte le novità inserite nel corso dell’iter di conversione in legge del decreto coesione per quanto riguarda il pacchetto di misure dedicate al lavoro.

Oltre alla già citata misura che prevede l’iscrizione al SIISL da parte dei beneficiai dell’ISCRO, le principali novità riguardano le tempistiche per l’adozione dei vai decreti attuativi.

Si allungano, infatti, i tempi per l’attuazione dei nuovi bonus, in particolare per le misure Resto al Sud 2.0. e Autoimpiego Centro Nord Italia.

Secondo quanto previsto dalla legge di conversione, infatti, Il decreto di attuazione di Resto al Sud 2.0. dovrà essere adottato entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale e non più a partire dall’8 maggio (entrata in vigore del DL Coesione).

L’approvazione del decreto per l’altra misura, invece, slitta da 30 a 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto coesione.

Inoltre, con riferimento ad entrambe le misure, una modifica introdotta in questa fase, precisa che le attività devono essere avviate, oltre che tramite apertura di partita IVA, anche mediante l’iscrizione all’Albo professionale, ove richiesta, per l’esercizio di attività ordinistica.

La legge di conversione definisce, poi, anche la scadenza per l’adozione dei decreti attuativi per il l’esonero contributivo giovani, lavoratrici svantaggiate, ZES e per l’autoimpiego nei settori strategici.

In questo caso, i provvedimenti attuativi dovranno essere emanati entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Coesione, il 7 luglio.

Un’ultima novità interessa il bonus ZES. Si tratta dell’intervento che va a modificare la platea di possibili destinatari della misura: sono ora esclusi anche gli apprendisti e i lavoratori e le lavoratrici domestiche.

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