Si va verso la prima scadenza per il collegamento tra POS e cassa e arriva una nuova richiesta di riduzione delle sanzioni previste su scontrini e pagamenti elettronici
Il nuovo impianto di regole sul collegamento tra POS e cassa diventa pienamente concreto dopo il 20 aprile, prima scadenza in calendario per connettere i dispositivi già in uso al 31 gennaio 2026.
Superato il termine stabilito dall’Agenzia delle Entrate, infatti, sono applicabili anche tutte le sanzioni che accompagnano il nuovo obbligo. Ma da Confartigianato, CNA e Casartigiani arriva una nuova richiesta di riduzione delle sanzioni definite “estremamente pesanti e totalmente sproporzionate”.
POS, cassa e scontrini: verso sanzioni più rigide
Circa due milioni di registratori di cassa dovranno risultare connessi ai POS utilizzati per incassare i pagamenti elettronici quando si concluderà la fase transitoria di introduzione del nuovo adempimento, inaugurata con la disponibilità del servizio online per stabilire la connessione sul sito delle Entrate.
A regime si dovrà creare la connessione tra i due flussi di dati tra il sesto e l’ultimo giorno del secondo mese successivo all’attivazione dei nuovi dispositivi o delle variazioni apportate ai sistemi in uso.
Come sottolineato anche dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, l’unione di dati tra pagamenti e scontrini elettronici ha una rilevanza strategica nella lotta all’evasione.
Secondo le stime, la novità prevista dalla Manovra 2025 (articolo 1, comma 74-77, legge n 207 del 2024) frutterà 50 milioni di euro all’anno a partire dal 2026.
I risultati attesi sono strettamente legati alla rigidità dell’obbligo. A fronte di un adempimento di semplice gestione, la norma ha delineato un meccanismo sanzionatorio che punisce in maniera netta chi non si adegua alle nuove regole.
Durante le audizioni sui testi del DL carburanti e del DL fiscale, che si sono tenute il 7 aprile al Senato, Confartigianato, CNA e Casartigiani hanno colto l’occasione per invitare il Governo a rivedere le penalità previste per gli esercenti che non si uniformano pienamente alle novità in un’ottica di maggiore “proporzionalità rispetto alla gravità dell’illecito”.
Su POS, cassa e scontrini sanzioni rigide: la richiesta di ammorbidirle con il Decreto Fiscale
In particolare, chi non stabilisce il collegamento tra POS e registratori rischia una multa che va da 1.000 a 4.000 euro. La stessa già in vigore per chi non si dota di una cassa.
Anche eventuali violazioni degli obblighi di memorizzazione o trasmissione dei pagamenti elettronici comportano una sanzione amministrativa di 100 euro per ciascuna operazione, comunque entro il limite massimo di euro 1.000 per ciascun trimestre. Un prezzo che l’esercente rischia di dover pagare anche quando indica per errore nello scontrino una modalità di pagamento diversa da quella effettiva.
La multa, infatti, scatta in caso di omessa o tardiva trasmissione dei dati, ma anche quando si riportano informazioni incomplete o non veritiere.
Inoltre, la norma estende al nuovo obbligo di collegamento tra POS e cassa anche le sanzioni accessorie che possono portare alla sospensione dell’attività.
Per le organizzazioni che sono intervenute al Senato, i lavori di conversione in legge del DL Fiscale dovrebbero trasformarsi nell’occasione per rivedere il meccanismo sanzionatorio.
Attualmente per chi non si adegua alle novità è previsto lo stesso trattamento che viene riservato quando non viene memorizzato il corrispettivo e non viene installato il registratore telematico. Per Confartigianato, CNA e Casartigiani una linea da ammorbidire, considerando che le inadempienze legate al flusso coordinato di dati su pagamenti e scontrini elettronici non toccano direttamente l’imposta dovuta.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: POS, cassa e scontrini: nuove sanzioni rigide da ammorbidire