POS e cassa: nessuna tolleranza sulle sanzioni per mancato collegamento

La soglia di tolleranza del 5 per cento introdotta dal decreto omnibus sul disallineamento tra scontrini e pagamenti elettronici non tocca l'obbligo di collegamento tra POS e cassa: la linea resta rigida per chi non si adegua

POS e cassa: nessuna tolleranza sulle sanzioni per mancato collegamento

Con le novità del decreto omnibus, le inesattezze degli scontrini elettronici costano meno care, mentre resta salato il conto per chi non mette in collegamento i POS e i registratori telematici utilizzati per la gestione della cassa.

Il provvedimento di chiusura della riforma fiscale interviene sugli errori formali ma lascia intatta la linea dura per chi non si adegua alle regole introdotte dal 2026, che prevedono una piena integrazione degli strumenti in uso nei tempi dettati dall’Agenzia delle Entrate.

Le sanzioni restano salate per il mancato collegamento tra POS e cassa

Lo scorso aprile c’è stato il primo appuntamento da rispettare per collegare tutti i POS operativi a inizio anno alle rispettive casse. Con le novità a pieno regime, la scadenza per mettere in connessione gli strumenti utilizzati per gli scontrini e i pagamenti digitali torna al termine di ogni mese.

Chi apre una attività, sostituisce un dispositivo o ne inserisce uno nuovo ha tempo fino all’ultimo giorno del secondo mese successivo all’attivazione del sistema utilizzato per incassare le somme.

Tutte e tutti coloro che non si adeguano vanno incontro a una sanzione che parte da 1.000 euro e può arrivare fino a un massimo di 4.000 euro: questi importi non sono stati toccati in alcun modo dalle novità del decreto omnibus.

D’altronde l’obbligo di connettere i sistemi utilizzati per scontrini e pagamenti elettronici è stato introdotto per dare all’Agenzia delle Entrate un quadro chiaro sulle somme incassate dalle diverse attività, agevolando i controlli. E nei primi mesi di vita ha già dato buoni frutti: si stimano circa 9 miliardi di incremento della base imponibile IVA.

Mancato collegamento POS-cassa senza tolleranza: come cambiano le sanzioni con il decreto omnibus

In questo contesto nessuno sconto è stato previsto per chi non si adegua alle novità, facendo viaggiare all’unisono verso l’Amministrazione finanziaria i dati di pagamenti e scontrini elettronici.

Dopo mesi di discussioni sulla necessità di tutelare gli esercenti in caso di errori, invece, le novità dell’articolo 33 del decreto legislativo n. 148 del 7 agosto 2026 ammorbidiscono il meccanismo sanzionatorio quando si verifica una omessa, errata o tardiva trasmissione dei dati sui corrispettivi giornalieri senza conseguenze sulla corretta liquidazione IVA.

In particolare, non ci saranno conseguenze se lo scostamento tra il numero di operazioni con pagamento elettronico, registrate e memorizzate per i corrispettivi, e il numero di pagamenti elettronici effettivamente accettati non supererà il 5 per cento.

Ma per essere al riparo da sanzioni sarà necessario sempre e comunque aver stabilito un collegamento tra il POS utilizzato per incassare i pagamenti elettronici e la cassa impiegata per emettere gli scontrini elettronici.

ViolazioniSanzioni previste
Mancato collegamento POS - cassa Da 1.000 a 4.000 euro - Sanzione accessoria con sospensione dell’attività da 15 giorni a 2 mesi (fino a 6 mesi in caso di recidiva)
Mancate o tardive trasmissioni o errori sui dati 100 euro per ogni singola violazione, fino a 1.000 euro per trimestre per violazioni formali, quando la discrepanza tra il numero delle operazioni regolate con pagamento elettronico, registrate e memorizzate ai fini della trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri, e il numero dei pagamenti elettronici accettati supera il 5 per cento - Sanzione accessoria con sospensione dell’attività fino a 6 mesi in caso di 4 violazioni in 5 anni