Scontrino elettronico obbligatorio anche per minimi e forfettari?

Scontrino elettronico obbligatorio anche per minimi e forfettari? Nel Decreto MEF del 16 maggio che stabilisce quali sono i soggetti esonerati dall'obbligo non è prevista nessuna eccezione per chi applica un regime diverso dall'ordinario. Il debutto dell'innovazione è previsto in maniera parziale dal 1° luglio e totale dal 2020.

Scontrino elettronico obbligatorio anche per minimi e forfettari?

Scontrino elettronico obbligatorio anche per minimi e forfettari? In vigore in maniera parziale dal 1° luglio e totale dal 2020, coinvolgerà circa 261 mila esercenti nella prima tornata e circa 2.000.000 di operatori nella seconda stando alle stime Confersercenti.

Nel Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 16 maggio 2019 che ha stabilito quali sono i soggetti esonerati dall’obbligo non ha fornito indicazioni particolari o ha previsto eccezioni per chi opera con un regime diverso dall’ordinario.

Il perimetro di applicazione dell’obbligo di documentare le operazioni con uno scontrino, nel passaggio dall’analogico al digitale, resta pressoché lo stesso.

Il 2019 è l’anno della fattura elettronica, mentre il 2020 sarà quello memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi. E i primi passi si compiono già a partire da questa estate.

Il debutto viaggia a due velocità:

  • lo scontrino elettronico sarà obbligatorio dal 1° luglio 2019 per gli operatori IVA con volume d’affari complessivo superiore a 400.000 euro (nell’anno d’imposta 2018);
  • dal 1° gennaio 2020 per tutti gli altri soggetti di cui all’articolo 22 del DPR n. 633/1972.

In ogni caso, dunque, per minimi e forfettari l’obbligo partirà dal 1° gennaio 2020.

“Sarà un’innovazione importante che permetterà un colloquio telematico” e costante con l’amministrazione, afferma Fabrizio Lupone, consulente esperto e formatore in materia di Digitalizzazione dei processi e Fatturazione Elettronica, durante il convegno “I corrispettivi telematici: nuovi obblighi e opportunità per imprese e professionisti”, organizzato da Euroconference a Roma il 27 maggio 2019.

Scontrino elettronico, tra i soggetti obbligati anche minimi e forfettari?

Lo scontrino elettronico, introdotto con il Decreto Legislativo numero 127 del 5 agosto 2015, porta su un piano digitale l’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi giornalieri, previsto per i titolari di partita IVA che esercitano attività di commercio al minuto.

I dati delle operazioni effettuate devono essere inviati ogni giorno all’Agenzia delle Entrate: le informazioni viaggiano su un canale telematico che consente al Fisco di avere immediatamente a disposizione i dati delle vendite e, quindi, delle operazioni rilevanti ai fini IVA.

Con l’introduzione della trasmissione telematica dei corrispettivi, la rivoluzione digitale del Fisco vive una nuova fase. Come per la fattura elettronica, nei mesi che anticipano il debutto si concentrano i dubbi su come mettere in pratica quanto stabilito dalla legge.

Chi è obbligato ad adeguarsi? Questo è il primo interrogativo che sorge e la risposta è nell’articolo 2 del Decreto Legislativo numero 127 del 2015:

“i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri”.

Stando a quanto stabilito dalla norma, i soggetti obbligati sono quelli già tenuti a certificare le operazioni con lo scontrino. Non cambiano le regole, ma solo le procedure.

Dunque, anche chi applica il regime dei minimi e forfettari deve adottare lo scontrino elettronico nelle sue attività.

Scontrino elettronico: nel decreto MEF i soggetti esonerati ma nessun cenno a minimi e forfettari

Con il decreto del 16 maggio 2019, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito quali sono i soggetti esonerati.

E nel testo i soggetti che applicano il regime dei minimi o quello forfettario non vengono menzionati. Nessuna novità ad hoc o deroga è prevista sui tempi e sulle modalità di adeguamento all’emissione dello scontrino elettronico.

Il decreto esonera tutti i soggetti che, in base alla legislazione vigente, risultano già fuori dal perimetro di certificazione dei corrispettivi, confermando quindi gli esoneri dalla certificazione fiscale già esistenti.

In questa prima fase sono escluse dall’obbligo le seguenti operazioni:

  • quelle effettuate a bordo di navi, aerei o treni nel caso di trasporti internazionali, come le navi da crociera;
  • quelle effettuate da tabaccai, giornalai, venditori di prodotti agricoli;
  • i servizi di telecomunicazione, radiodiffusione e di trasporto pubblico di persone e veicoli;
  • le operazioni marginali, ovvero che non superano più dell’1% del volume complessivo d’affari, ma solo fino al 1° gennaio del 2020.

Inoltre il testo specifica che, fino al 31 dicembre 2019, gli esercenti impianti di distribuzione di carburante per “le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, diverse dalle cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori, i cui ricavi o compensi non sono superiori all’uno per cento del volume d’affari dell’anno 2018, che continuano ad essere documentate mediante il rilascio della ricevuta fiscale […], ovvero dello scontrino fiscale […] con l’osservanza delle relative discipline”.

Come sottolinea Fabrizio Lupone durante il convegno organizzato da Euroconference, si tratta di esoneri provvisori, altri decreti potrebbero cambiare le carte in tavola e coinvolgere in futuro anche alcuni soggetti inseriti nel decreto MEF del 16 maggio 2019.

Più probabile, dunque, che il terreno dell’esonero si restringa, meno che si estenda a nuovi soggetti, come gli operatori che applicano il regime dei minimi o quello forfettario.

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