Scontrino elettronico obbligatorio anche per minimi e forfettari

Scontrino elettronico anche per minimi e forfettari: nessun esonero dal nuovo obbligo in avvio dal 1° gennaio 2020 per le partite IVA minori.

Scontrino elettronico obbligatorio anche per minimi e forfettari

Scontrino elettronico obbligatorio anche per partite IVA in regime dei minimi e forfettari: a partire dal 1° gennaio 2020 i corrispettivi telematici coinvolgeranno tutti.

A differenza di quanto previsto per la fattura elettronica, il passaggio dal cartaceo al digitale per scontrini e ricevute non prevede un esonero specifico per minimi e forfettari.

Il nuovo obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi giornalieri, che ha coinvolto circa 261 mila esercenti dal 1° luglio 2019, si applicherà a circa 2.000.000 di operatori a partire dal 1° gennaio 2020.

L’elenco dei soggetti esonerati è contenuto nel decreto MEF del 16 maggio 2019, che non ha fornito indicazioni particolari o ha previsto eccezioni per chi opera con un regime diverso dall’ordinario.

Il perimetro di applicazione dell’obbligo di documentare le operazioni con uno scontrino, nel passaggio dall’analogico al digitale, resta pressoché lo stesso.

Se il 2019 è stato l’anno della fattura elettronica, il 2020 sarà quello memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi. E i primi passi si sono compiuti già a partire da questa estate.

Il debutto viaggia a due velocità:

  • lo scontrino elettronico è obbligatorio dal 1° luglio 2019 per gli operatori IVA con volume d’affari complessivo superiore a 400.000 euro (nell’anno d’imposta 2018);
  • dal 1° gennaio 2020 sarà obbligatorio per tutti gli altri soggetti di cui all’articolo 22 del DPR n. 633/1972.

In ogni caso, dunque, per minimi e forfettari l’obbligo partirà dal 1° gennaio 2020. Bisognerà pertanto adeguarsi acquistando i nuovi registratori telematici, adeguare quelli in uso, ovvero avvalersi dell’invio tramite i servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate.

Si ricorda infine che in materia di sanzioni, per i primi sei mesi dall’avvio dell’obbligo di trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri è prevista una fase di moratoria: l’invio tardivo (oltre il termine ordinario di 12 giorni) non sarà punito qualora l’adempimento venga effettuato entro il mese successivo a quello in cui è effettuata l’operazione.

Scontrino elettronico 2020, tra i soggetti obbligati anche minimi e forfettari

Lo scontrino elettronico, introdotto con il Decreto Legislativo numero 127 del 5 agosto 2015, porta su un piano digitale l’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi giornalieri, previsto per i titolari di partita IVA che esercitano attività di commercio al minuto.

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I dati delle operazioni effettuate devono essere inviati ogni giorno all’Agenzia delle Entrate: le informazioni viaggiano su un canale telematico che consente al Fisco di avere immediatamente a disposizione i dati delle vendite e, quindi, delle operazioni rilevanti ai fini IVA.

Con l’introduzione della trasmissione telematica dei corrispettivi, la rivoluzione digitale del Fisco vive una nuova fase. Come per la fattura elettronica, nei mesi che anticipano il debutto si concentrano i dubbi su come mettere in pratica quanto stabilito dalla legge.

Chi è obbligato ad adeguarsi? Questo è il primo interrogativo che sorge e la risposta è nell’articolo 2 del Decreto Legislativo numero 127 del 2015:

“i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri”.

Stando a quanto stabilito dalla norma, i soggetti obbligati sono quelli già tenuti a certificare le operazioni con lo scontrino. Non cambiano le regole, ma solo le procedure.

Dunque, anche chi applica il regime dei minimi e forfettari deve adottare lo scontrino elettronico nelle sue attività.

Scontrino elettronico: nel decreto MEF i soggetti esonerati ma nessun cenno a minimi e forfettari

Con il decreto del 16 maggio 2019, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito quali sono i soggetti esonerati.

E nel testo i soggetti che applicano il regime dei minimi o quello forfettario non vengono menzionati. Nessuna novità ad hoc o deroga è prevista sui tempi e sulle modalità di adeguamento all’emissione dello scontrino elettronico.

Il decreto esonera tutti i soggetti che, in base alla legislazione vigente, risultano già fuori dal perimetro di certificazione dei corrispettivi, confermando quindi gli esoneri dalla certificazione fiscale già esistenti.

In questa prima fase sono escluse dall’obbligo le seguenti operazioni:

  • quelle effettuate a bordo di navi, aerei o treni nel caso di trasporti internazionali, come le navi da crociera;
  • quelle effettuate da tabaccai, giornalai, venditori di prodotti agricoli;
  • i servizi di telecomunicazione, radiodiffusione e di trasporto pubblico di persone e veicoli;
  • le operazioni marginali, ovvero che non superano più dell’1% del volume complessivo d’affari, ma solo fino al 1° gennaio del 2020.

Inoltre il testo specifica che, fino al 31 dicembre 2019, gli esercenti impianti di distribuzione di carburante per “le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, diverse dalle cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori, i cui ricavi o compensi non sono superiori all’uno per cento del volume d’affari dell’anno 2018, che continuano ad essere documentate mediante il rilascio della ricevuta fiscale […], ovvero dello scontrino fiscale […] con l’osservanza delle relative discipline”.

Come evidenziato, quindi, minimi e forfettari restano fuori dal perimetro dei soggetti esonerati: lo scontrino elettronico partirà per tutti dal 1° gennaio 2020.

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