Più produci, meno paghi: per i titolari di partita IVA torna in campo la proposta di una flat tax incrementale. Ad annunciare le novità in cantiere il Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani
La riduzione delle tasse torna al centro dell’attenzione, con un set articolato di proposte che sembra anticipare la discussione che prenderà il via a settembre ai fini della messa a punto della Legge di Bilancio 2027.
Le ultime novità arrivano da un’intervista rilasciata sulle pagine di Libero dal Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Al centro della “lista” dei buoni propositi in campo c’è l’ipotesi di una tassazione più favorevole per le partite IVA, con un meccanismo premiale basato sulla crescita del reddito.
Torna quindi alla mente la flat tax incrementale, introdotta per una sola annualità nel corso del 2023 e che ha consentito di applicare un’imposta ridotta sugli aumenti di reddito. L’obiettivo? Tassare meno chi più produce.
Partite IVA, meno tasse per chi produce di più: la flat tax incrementale torna in pista
Meno tasse su ciò che si guadagna in più rispetto all’anno precedente: è questa la filosofia alla base della proposta annunciata dal Vicepremier Antonio Tajani, Segretario di Forza Italia, tracciando le linee guida dei lavori che superata la pausa estiva inaugureranno la sessione di bilancio 2027.
Nel pacchetto di interventi allo studio prende corpo un’idea chiara per il popolo delle partite IVA e dei lavoratori autonomi: un meccanismo premiale basato sulla crescita del reddito.
La logica dell’intervento è stata sinteticamente riassunta dallo stesso Tajani con una formula diretta: “Più produci, meno paghi”.
Ma come si traduce in pratica questo concetto?
Se di base gli incrementi di reddito registrati di anno in anno scontano le aliquote IRPEF ordinarie, che arrivano al 43 per cento per i redditi superiori a 50.000 euro, l’idea è di prevedere una tassazione agevolata (una flat tax) sulla quota di reddito che eccede la dichiarazione dell’anno precedente.
Vale la pena evidenziare che non si tratta di una novità assoluta, ma di una misura che è già stata applicata nel 2023 in via sperimentale: si tratta della flat tax incrementale, proposta targata Lega e che ha permesso di applicare una tassazione fissa del 15 per cento fino a un massimo di 40.000 euro.
I criteri di calcolo dell’incremento di reddito, così come le esclusione di un numero importante di partite IVA - dai forfettari già beneficiari di un regime fiscale agevolato così come le società e le nuove attività - hanno reso complessa l’applicazione della tassazione di favore.
Il raggio d’azione limitato a un solo anno ha contribuito a chiudere il cerchio delle note stonate della misura, che non è stata riproposta negli anni successivi per lasciare il posto al concordato preventivo biennale.
Flat tax incrementale al posto del concordato preventivo biennale, un tema che resta in discussione
Sul “binomio” tra flat tax incrementale e patto con il Fisco è bene evidenziare che nel Governo resta aperta una frattura.
In più occasioni, la Lega ha chiesto di riproporre la tassazione agevolata sugli incrementi di reddito chiudendo l’esperienza poco propizia del concordato preventivo biennale.
Come evidenziato ai microfoni di Informazione Fiscale dal Deputato della Lega Alberto Gusmeroli, la flat tax incrementale consentirebbe di superare le criticità del concordato, strumento di difficile attuazione e che “spinge a far crescere il reddito in modo artificiale”.
Un’idea che è stata portata in Parlamento nel corso dei lavori per l’approvazione della Legge di Bilancio 2026, con un ordine del giorno accolto dal Governo volto proprio a valutare la possibilità di ripristinare la flat tax incrementale per l’anno d’imposta 2026, sulle dichiarazioni 2027, al posto del più macchinoso e complicato concordato preventivo biennale.
L’idea avanzata da Tajani, seppur senza dettagli particolari, potrebbe quindi far riaccendere una discussione non nuova, con Forza Italia e la Lega che si troverebbero accomunate dalla volontà di introdurre un sistema fiscale premiale in favore di chi aumenta il proprio fatturato.
Flat tax incrementale come spinta anti-evasione, ma resta il problema dell’erosione della base imponibile IRPEF
Al netto della contestualizzazione politica, l’idea di richiamare in campo la flat tax incrementale punta a consolidare due obiettivi.
In primis, premiare il merito e la produttività, incentivando con una tassazione di favore chi decide di investire di più nella propria attività.
In secondo luogo, offrendo un’aliquota particolarmente ridotta sul reddito incrementale si creerebbe un forte disincentivo alla sotto-fatturazione o al rinvio degli incassi alla fine dell’anno, riducendo di conseguenza i fenomeni di evasione o elusione fiscale.
Alle note potenzialmente positive si affiancano però i punti critici, già posti all’attenzione dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio e dalla Corte dei Conti nel 2023.
In prima battuta, prevedere una nuova forma di tassazione flat e una nuova deroga al regime ordinario IRPEF andrebbe a ledere i principi di equità orizzontale e progressività. Due lavoratori autonomi che guadagnano esattamente la stessa cifra si troverebbero a pagare imposte diverse solo sulla base del proprio storico.
L’UPB ha inoltre evidenziato come l’estensione di regimi sostitutivi a specifiche categorie di contribuenti accentui la frattura tra i lavoratori dipendenti (soggetti all’IRPEF progressiva e alle addizionali) e le partite IVA, violando il principio di uguaglianza contributiva sancito dall’Articolo 53 della Costituzione.
Non da meno, per la Corte dei Conti il moltiplicarsi di imposte sostitutive e regimi speciali, derogando al principio di unicità e progressività dell’IRPEF, finisce con l’impoverire il gettito da destinare alla fiscalità generale (servizi pubblici, sanità), rendendo il sistema fiscale italiano sempre più frammentato e complesso da gestire.
Si tratta del tema dell’erosione della base imponibile IRPEF, per via del proliferare di sistemi flat di tassazione. Una questione che resta aperta e sulla quale a poco è servita la riforma fiscale.
Non da meno, resta aperto il cantiere delle risorse da mettere in campo e a disposizione. Ed è questo, prima di tutto, il principale scoglio da superare per qualsiasi misura in ambito economico e fiscale.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA, meno tasse per chi produce di più: la flat tax incrementale torna in pista