Il pagamento dei contributi INPS alla gestione commercianti è sempre obbligatorio da parte del socio accomandatario della società in accomandita semplice? Ecco la guida sintetica e completa sul tema
L’obbligo di iscrizione, e quindi del versamento dei contributi INPS, alla gestione commercianti grava obbligatoriamente sul socio accomandatario della Sas (società in accomandita semplice) in quanto tale?
È quindi sempre obbligatoria sia l’iscrizione che il successivo pagamento oppure ci sono dei casi nei quali è possibile evitarlo?
Prima di rispondere a questo annoso quesito è obbligatorio fare una premessa.
Come abbiamo già avuto modo di chiarire in questa sede, le società di persone si caratterizzano per l’autonomia patrimoniale imperfetta: essa è prevista dall’articolo 2291 del codice civile per effetto del quale i soci sono responsabili illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali.
In altre parole, i soci di una società di persone devono:
- rispondere delle obbligazioni sociali anche con il proprio patrimonio personale, ovviamente solo nel caso in cui il patrimonio aziendale non fosse sufficiente al soddisfacimento delle legittime esigenze degli stakeholders (banche, fornitori, Fisco);
- partecipazione solidale con diritto di rivalsa rispetto alle obbligazioni sociali.
L’unica parziale eccezione è rappresentata dalla società in accomandita semplice (SAS) caratterizzata dalla presenza di due diverse tipologie di soci:
- il socio accomandante, ovvero colui che all’interno della Sas si limita ad apportare il capitale necessario allo svolgimento dell’attività. Il socio accomandante non può essere amministratore della Sas, dovendosi limitare al mero finanziamento della stessa. Al contempo è prevista la limitazione della responsabilità: per il socio accomandante, infatti, è prevista l’autonomia patrimoniale perfetta ovvero il rischio è limitato al solo capitale versato nella società;
- il socio accomandatario, invece, è il socio che - oltre ad apportare parte del capitale sociale - si occupa anche di gestire e amministrare la società. La sua responsabilità è quella tipica delle società di persone ovvero quella caratterizzata dall’autonomia patrimoniale imperfetta. Egli dunque rischia, oltre che con il capitale versato, anche con il proprio patrimonio personale.
Proprio questo particolare status giuridico ha fatto ritenere - in passato - che il socio accomandatario della Sas sia, in quanto tale, obbligato al versamento dei contributi INPS gestione commercianti.
Ma non è così.
Se vuoi approfondire il tema della contribuzione INPS obbligatoria di soci e amministratori di società con l’obiettivo di evitare l’iscrizione, il pagamento e, soprattutto, la doppia contribuzione quando ciò non costituisce un obbligo reale acquista il video corso di due ore e la guida pratica dell’avvocato Vito Tirrito, grande esperto di temi previdenziali e di contenzioso con l’INPS. Troverai tutte le indicazioni operative necessarie per muoversi con la massima consapevolezza e prendere decisioni corrette:
Il socio accomandatario della Sas non è sempre obbligato al versamento dei contributi INPS gestione artigiani e commercianti
Nella Sas (società in accomandita semplice) il socio accomandatario non è sempre obbligato al versamento dei contributi INPS gestione commercianti
Si pensi ai casi in cui si verificano possibili casi di esclusione ed esonero previsti tassativamente dalla legge.
Innanzitutto, il caso della doppia attività, raro ma possibile, nel quale il socio accomandatario lavora contemporaneamente come dipendente a tempo pieno presso un’altra azienda: quest’ultima rappresenta la sua attività prevalente. In tal caso è possibile richiedere l’esonero totale dal versamento dei contributi INPS Commercianti/Artigiani.
C’è poi il caso dei soci amministratori in pensione: i pensionati con più di 65 anni beneficiano di una riduzione del 50% dei contributi INPS dovuti.
Ma non solo.
La stessa Corte di Cassazione ha trattato il caso in diverse pronunce.
Una delle più significative è la numero 23439/2016.
Con questo sentenza la Sezione Lavoro della Cassazione ha, infatti, enunciato un principio innovativo in materia di obbligo contributivo del socio accomandatario della Sas:
“lo status giuridico di socio accomandatario non è di per se sufficiente a far sorgere l’obbligo di iscrizione nella gestione INPS commercianti e artigiani, essendo necessaria anche l’effettiva partecipazione personale al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza, la cui prova è a carico dell’INPS”
Questo principio, enunciato ormai dieci anni fa, è rivoluzionario per questa materia.
Perché il socio accomandatario della Sas non è obbligato - in quanto tale - al versamento dei contributi INPS gestione commercianti
I soci accomandatari della Sas non sono obbligati - in quanto tali - ad iscriversi alla gestione INPS commercianti.
Questa iscrizione presuppone l’esercizio dell’attività commerciale in modo abituale e prevalente, fattore che non sempre è possibile attribuire in capo al socio accomandatario della Sas.
In particolare, è necessario che l’apporto del soggetto all’attività della propria impresa sia prevalente rispetto all’attività prestata da altri soggetti al suo interno e che la partecipazione al lavoro aziendale, necessaria ai fini dell’iscrizione nella gestione commercianti, non può essere presunta nel socio che sia anche amministratore della società ma è un quid pluris che deve aggiungersi all’attività di amministratore.
Nella fattispecie analizzata nella sentenza sopra citata il soggetto è un imprenditore che svolge attività di gestione e intermediazione immobiliare. Questo imprenditore è riuscito a dimostrare che il suo lavoro all’interno della società era inesistente, giacché il suo oggetto era costituito dalla gestione di un unico immobile e dalla riscossione dei relativi canoni, senza una vera e propria attività commerciale.
Secondo la Cassazione egli non è iscrivibile alla gestione INPS commercianti per il solo fatto di essere l’unico soggetto abilitato a compiere atti in nome della società
Più recentemente, con la sentenza numero 8616/2020 la Cassazione è tornata sul tema, peraltro sempre con riferimento al settore immobiliare, affermando che “nel caso delle S.A.S. immobiliare di mera gestione, che si limitano ad incassare canoni di locazione di immobili propri, l’accomandatario non deve iscriversi all’INPS. L’amministrazione di beni propri non costituisce attività commerciale né lavoro operativo ai fini previdenziali”.
Onere della prova in capo all’INPS
La Corte di Cassazione, inoltre, ha ricordato che sussiste in capo alla stessa INPS l’onere di provare la partecipazione personale dell’accomandatario al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza.
Questo passaggio è di cruciale importanza perché restituisce tutela e certezza agli imprenditori ed è stato successivamente ribadito anche dalla sentenza numero 5210/2017.
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Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Socio accomandatario SAS e obbligo di iscrizione e versamento alla gestione INPS commercianti