Una IRPEF più leggera per i giovani è tra le principali proposte candidate a entrare nella Manovra 2027: le soluzioni possibili sono diverse e già pronte all'uso, ma l'ostacolo da superare resta la copertura economica
Oggi, 2 ottobre, si inaugura ufficialmente il cantiere della Manovra 2027 con l’approvazione del Documento Programmatico di Finanza Pubblica che dovrà contenere in forma embrionale anche il pacchetto di novità da adottare entro fine anno.
Il lavoro di composizione per il Governo è tutt’altro che semplice tra inflazione, esigenza di far quadrare i conti e necessità di mantenere le promesse.
Si dovrà agire per priorità e nella rosa delle principali misure candidate a entrare nella prossima Legge di Bilancio c’è anche una detassazione per i giovani: dopo il nulla di fatto dello scorso anno, è questa l’ultima e la buona occasione per provare ad alleggerire il peso del Fisco ai ragazzi e alle ragazze.
IRPEF più leggera per i giovani? La soluzione proposta da Giorgetti per la Manovra
La soluzione per far convivere efficacia e sostenibilità economica arriva direttamente dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
Il numero uno di via XX Settembre si è impegnato pubblicamente a portare nel tavolo politico la proposta di trasferire la flat tax attualmente prevista sugli aumenti contrattuali sugli “eventuali aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani dalle aziende”.
Favorire l’aumento delle retribuzioni, ridurre la tassazione, premiare le imprese con delle agevolazioni: è questa l’ipotesi tracciata dall’inquilino di via XX Settembre per arginare le partenze di ragazzi e ragazze, che diventano sempre più numerose.
I giovani se ne vanno sempre di più e tornano sempre meno. Tra il 2011 e il 2024 l’Italia ha perso, al netto dei rientri, oltre 440.000 ragazzi e ragazze tra i 18 e i 34 anni. Sono questi gli ultimi dati arrivati dal CNEL.
Giorgetti, profondo conoscitore dei conti pubblici, punta a risolvere la difficoltà a reperire risorse con il coinvolgimento dei datori di lavoro, che dovrebbero garantire gli aumenti a lavoratrici e lavoratori sotto una certa soglia di età in cambio di incentivi.
IRPEF ridotta o azzerata: una nuova idea di progressività per i giovani
Questa collaborazione tra Stato e imprese sembra l’unica via percorribile per mettere in pratica nella prossima Manovra i buoni propositi inseriti anche nel progetto di riforma fiscale.
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Sulle modalità da seguire per riservare una tassazione più leggera ai giovani ci sarebbe l’imbarazzo della scelta. Ma la difficoltà di passare all’azione sta tutta nella necessità di prevedere ampie coperture, lo dimostrano le diverse proposte che la maggioranza dei partiti presenti in Parlamento ha formulato in occasione della scorsa Legge di Bilancio.
Italia Viva ha firmato l’emendamento più costoso prevedendo una tassazione alternativa con aliquote al 10 per cento per i contribuenti con meno di 30 anni di età e al 20 per cento tra i 30 e i 40 anni. Il risultato sarebbe ben più vantaggioso del calcolo IRPEF ordinario (con aliquote del 23, 33, 43 per cento) per un’ampia platea, di conseguenza la spesa sarebbe insostenibile: 15 miliardi di euro all’anno.
Ma l’idea di una start tax è condivisa anche dagli altri partiti di opposizione che insieme hanno formulato una proposta più contenuta, ma sempre basata sulla progressività anagrafica.
| Fascia d’età del contribuente | Percentuale di riduzione dell’aliquota |
|---|---|
| Meno di 25 anni | 50 per cento |
| Tra i 25 e i 30 anni | 33 per cento |
| Tra i 31 e i 40 anni | 15 per cento |
In questo caso il costo sarebbe importante, ma non impossibile: 4 miliardi di euro.
Ancora più drastica, invece, ma anche priva di stime economiche è l’ipotesi tracciata da Azione che prevede una IRPEF azzerata per i redditi pari o inferiori a 20.000 euro per gli under 35 e per una durata di 5 anni.
E un’idea simile è arrivata al Senato anche lo scorso agosto sotto forma di disegno di legge targato Forza Italia: una esenzione completa per le persone tra i 24 e i 30 anni assunte a tempo indeterminato con un reddito fino a 50.000 euro, che avrebbe un tetto massimo di spesa di 6 miliardi all’anno.
Una flat tax per spingere l’occupazione giovanile
Con alcune formule, si punta a creare una intersezione tra Fisco e Lavoro con la speranza di agevolare anche l’occupazione giovanile.
La Lega, facendo seguito a una proposta di legge presentata nella primavera 2025, ha ipotizzato una flat tax del 5 per cento fino a 40.000 euro di reddito per ragazzi e ragazze alla prima assunzione legata anche ad agevolazioni per i datori di lavoro. Nei lavori di costruzione della Manovra dello scorso anno questa soluzione ha assunto varie forme: in ogni caso si parte da un costo minimo di 200 milioni di euro che cresce in base alle diverse declinazioni.
E anche il PD ha messo nero su bianco l’idea di un’imposta sostitutiva del 5 per cento fino a 40.000 euro da legare all’attivazione di contratti a tempo indeterminato per gli under 35 con un costo pari a circa 4 miliardi nel corso di un triennio.
Tutte le opzioni emerse nell’ultimo anno denotano un interesse condiviso sull’opportunità di ridurre le tasse per i giovani. Ma danno anche una misura dei costi da sostenere per tagliare davvero l’IRPEF ai più giovani: un eventuale della prossima Legge di Bilancio dovrà essere necessariamente ben delimitato per contenere la spesa.
Dalla tipologia di agevolazione al periodo di copertura, passando per la fascia d’età, ci sono diversi elementi su cui calibrare il peso delle imposte per i più giovani e contenere la spesa. Ma in questa operazione chirurgica si dovrebbe sempre tenere ben presente un aspetto: con delle politiche giovanili efficaci si investe sul futuro perché si agisce indirettamente anche sulla natalità, e quindi sulla spesa previdenziale e sull’equilibrio dei conti pubblici. Tutti aspetti centrali per la stabilità dell’Italia.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Flat tax per giovani: la formula più sostenibile chiama in causa le imprese