Concordato preventivo 2026/2027, sanatoria in sconto e premi extra per chi rinnova: le novità in campo

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazione dei redditi

Dalla riproposizione del ravvedimento speciale ai premi per chi rinnova: il concordato preventivo biennale 2026/2027 torna all'attenzione e si preannunciano interessanti novità in autunno

Concordato preventivo 2026/2027, sanatoria in sconto e premi extra per chi rinnova: le novità in campo

Da un lato il ritorno della sanatoria a prezzo scontato e, in parallelo, una rivisitazione dei premi per incentivare i rinnovi: si va verso un carico di novità per il concordato preventivo biennale 2026/2027.

Nei pareri delle Commissioni Finanze di Camera e Senato sul decreto correttivo Omnibus, trovano spazio nuovi interventi per rendere più favorevole l’adesione al patto tra Fisco e partite IVA.

In primis il ritorno in pista del ravvedimento speciale, lo strumento che permette di sanare il pregresso pagando un’imposta sostituiva ultra ridotta su una base imponibile forfettaria. Sul punto in Senato è in discussione un disegno di legge specifico, che potrebbe fare da sponda alle proposte di correttivo sullo schema di decreto correttivo.

Le Commissioni di ambedue i rami del Parlamento puntano però anche a rendere più favorevole il rinnovo del concordato per chi vi aveva aderito nella prima edizione. Tra le novità che entrano in discussione un meccanismo premiale extra così come la possibilità di pagare le imposte a rate senza interessi.

Concordato preventivo 2026/2027, doppia via per reintrodurre il ravvedimento speciale

Uno dei primi temi sui quali si tenta di arrivare a una soluzione favorevole alla nuova edizione del patto fiscale è il ravvedimento speciale.

Per incentivare le nuove adesioni per il biennio 2026/2027 non si punta su un’innovazione, ma sul ritorno in campo dello strumento “prediletto” per aumentare la convenienza del concordato preventivo biennale per le partite IVA.

Il parere “gemello” espresso dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato sullo schema di decreto correttivo Omnibus, chiede di valutare il ripristino della sanatoria per chi sceglierà di entrare nel percorso di compliance.

Un tema al centro della discussione parlamentare anche tenuto conto dell’avvio della discussione sul disegno di legge contenente “Disposizioni in materia economica, fiscale, nonché in materia di tutela dei consumatori”, presentato dal senatore leghista Massimo Garavaglia - Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

La misura permetterebbe di regolarizzare a costo ridotto le annualità dal 2020 al 2024, versando una flat tax sostitutiva delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’IRAP, calcolata in base al punteggio ISA conseguito in ciascun anno dal contribuente.

Lo strumento è già noto agli addetti ai lavori, così come ai titolari di partita IVA che hanno già aderito al concordato per il biennio 2024/2025 e per i periodi d’imposta 2025/2026, e le logiche alla base della novità in discussione non cambiano.

Il ravvedimento speciale si struttura su un beneficio a doppio binario.

In prima battuta, la base imponibile da regolarizzare (ossia il maggior reddito e valore della produzione netta da “tassare”), è determinata in maniera forfettaria, calcolando di fatto un importo fittizio per “rimettersi in riga” con il Fisco.

Il punteggio ISA ottenuto in ciascun anno determina i benefici concedibili, seguendo un meccanismo premiale per le partite IVA più affidabili agli occhi del Fisco.

Voto ISA ottenutoPercentuale di incremento
Pari a 10 5%
Pari o superiore a 8 e inferiore a 10 10%
Pari o superiore a 6 e inferiore a 8 20%
Pari o superiore a 4 e inferiore a 6 30%
Pari o superiore a 3 e inferiore a 4 40%
Inferiore a 3 50%

L’incremento è fissato al 25% per gli anni di esclusione causa Covid e per le attività non ordinarie e le multi attività.

Il secondo livello di benefici agisce sul calcolo dell’imposta dovuta per regolarizzare il pregresso, con l’applicazione di una flat tax dal 10% al 15%, anche in questo caso graduata in pase al punteggio ISA, con un minimo pari a 1.000 euro per ciascun anno da regolarizzare.

Nel dettaglio, per le annualità 2022, 2023 e 2024 l’imposta sostitutiva di IRPEF e IRES è pari al:

  • 10% in caso di punteggio ISA superiore a 8;
  • 12% in caso di ISA pari e superiore a 6 e inferiore a 8;
  • 15% in caso di ISA inferiore a 6.

Ai fini IRAP, la flat tax è invece pari al 3,9% fisso per tutti.

Per le annualità COVID (2020 e 2021), le imposte risultanti dai calcoli sopra sono scontate del 30%. Inoltre, nelle casistiche particolari già sopra evidenziati l’aliquota IRPEF/IRES è pari al 12,5%, mentre resta pari al 3,9% la flat tax dovuta ai fini IRAP.

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Il 16 settembre è in programma sull’Academy di Informazione Fiscale un webinar live in materia di adesione al Concordato Preventivo Biennale 2026-2027.

Relatrice d’eccezione sarà Sandra Pennacini, grande esperta sul tema, formatrice fiscale di altissimo livello e giornalista pubblicista, che spiegherà a livello operativo tutte le variabili da analizzare per decidere se aderire o non aderire alla terza edizione del CPB, valida per il biennio 2026-2027.

Con il ravvedimento CPB 2026/2027 uno scudo fiscale sul passato

Il disegno di legge in discussione fissa nella finestra compresa tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027 la scadenza per pagare, consentendo la rateizzazione in un massimo di 10 quote mensili di pari importo.

Oltre alla sanatoria, il ravvedimento consentirebbe di applicare un ulteriore beneficio, ossia lo scudo fiscale sulle annualità regolarizzate.

La norma all’esame del Senato prevede infatti che, una volta effettuato il versamento unico o avviato regolarmente il piano rateale, per gli anni dal 2020 al 2024 non possono più essere effettuati accertamenti analitico-induttivi o presuntivi (art. 39 DPR 600/73 e art. 54 DPR 633/72 per l’IVA).

Fanno eccezione (e fanno perdere lo scudo) le ipotesi di decadenza dal concordato preventivo per il biennio 2026/2027, procedimenti penali tributari gravi o reati finanziari/societari commessi nel quinquennio, il mancato pagamento delle rate successive del ravvedimento e la falsa dichiarazione sulle cause di esclusione ISA.

Sul fronte opposto, per chi aderisce al concordato e attiva il ravvedimento speciale, i termini di decadenza per l’accertamento relativi alle annualità oggetto di sanatoria sono prorogati al 31 dicembre 2029.

Inoltre, per chi aderisce al concordato, i termini in scadenza al 31 dicembre 2026 sono prorogati di un anno al 31 dicembre 2027.

Concordato più vantaggioso per chi rinnova: imposte a rate senza interessi

Se il ravvedimento non è una novità assoluta, sul fronte opposto si collocano le proposte che guardano alle partite IVA che hanno già scelto di concordare la propria posizione fiscale.

Per favorire i rinnovi per chi ha aderito al concordato per il biennio 2024/2025, le Commissioni propongono di rafforzare i benefici premiali, innalzando le soglie di esonero dal visto di conformità e dalla prestazione della garanzia e l’anticipazione dei termini di decadenza dell’attività di accertamento.

In aggiunta, al fine di consentire l’ampliamento della compagine sociale senza che ciò rappresenti causa di esclusione o di cessazione dal CPB, si chiede al Governo di valutare la possibilità di un salvagente per i nuovi ingressi di soci o associati titolari di redditi da lavoro autonomo o d’impresa non superiore a 35.000 euro.

Ad oggi, è bene evidenziarlo, la modifica della compagine sociale considerata un evento straordinario che comporta l’esclusione dal CPB o la cessazione anticipata.

Per rendere più favorevole i rinnovi, inoltre, tra le proposte figura la disapplicazione delle maggiorazioni degli acconti determinati con metodo storico, così come la possibilità per i titolari di partita IVA di pagare saldo e acconto delle imposte dovute a rate senza interessi.

La palla passa ora nelle mani del Governo, chiamato a dare l’ok definitivo al decreto correttivo Omnibus. Appare in ogni caso evidente già da ora che il concordato si appresta a un nuovo cambio di passo, per accompagnare le adesioni entro il prossimo 2 novembre.