Concordato preventivo 2026/2027: come funziona la sanatoria fiscale

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazione dei redditi

Il concordato preventivo biennale 2026/2027 conferma la sanatoria fiscale: per chi e in quali casi? Le novità arrivano dal Decreto correttivo Omnibus n. 148/2026

Concordato preventivo 2026/2027: come funziona la sanatoria fiscale

Anche la stagione del concordato preventivo biennale 2026/2027 potrà contare sul meccanismo del ravvedimento speciale.

Introdotta dal Decreto correttivo Omnibus n. 148/2026, la sanatoria fiscale si presenta però a perimetro stretto: interesserà solo le partite IVA che, dopo aver già detto sì al patto per il biennio 2024/2025 sceglieranno di rinnovare l’adesione per i prossimi due anni.

Nel perimetro del ravvedimento agevolato le annualità dal 2020 al 2023, con un meccanismo già noto: uno sconto sulla base di calcolo e sull’imposta dovuta calibrato in base al voto ISA.

Il nuovo ravvedimento speciale per chi rinnova il CPB 2026-2027: come funziona la sanatoria fiscale

L’articolo 29 del Decreto Legislativo n. 148/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, disciplina le regole per l’applicazione del ravvedimento speciale in relazione alla nuova campagna di adesioni al concordato preventivo biennale.

L’imposta sostitutiva, applicabile sugli anni dal 2020 al 2023, non avrà però portata estesa a tutti i titolari di partita IVA che sceglieranno di dire sì al patto con il Fisco, ma sarà limitata ai soggetti che rinnoveranno l’adesione per il prossimo biennio.

Le partite IVA che hanno quindi già aderito al concordato per il biennio 2024/2025 e sceglieranno di rinnovare l’opzione anche per il biennio 2026/2027 potranno accedere a un regime di ravvedimento straordinario, denominato ravvedimento speciale, pagando un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, relative addizionali e IRAP per le annualità dal 2020 al 2023.

La misura consente di scudare il passato: il Fisco chiude un occhio e permette al contribuente di mettersi in pari versando un’imposta ridotta su una base imponibile determinata in maniera forfettaria.

Il calcolo dipende dal grado di affidabilità fiscale conseguito nei diversi anni interessati dal meccanismo di sanatoria.

Rinnovo del CPB 2026/2027: come si calcola l’imposta sostitutiva per il ravvedimento speciale

La base imponibile dell’imposta sostitutiva è determinata dalla differenza tra il reddito (o valore della produzione netta) già dichiarato per gli anni dal 2020 al 2023 e lo stesso valore incrementato di una percentuale variabile (dal 5% al 50%) in ragione del punteggio ISA ottenuto nel singolo periodo d’imposta (es. +5% per punteggio ISA 10, fino a +50% per punteggio ISA inferiore a 3).

Nel dettaglio, la base imponibile dell’imposta sostitutiva verrà calcolata applicando le seguenti maggiorazioni:

a) 5 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari a 10;
b) 10 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 8 e inferiore a 10;
c) 20 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 6 e inferiore a 8;
d) 30 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 4 e inferiore a 6;
e) 40 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 3 e inferiore a 4;
f) 50 per cento per i soggetti con punteggio ISA inferiore a 3.

Il valore dell’imposta dovuta sulla base così calcolata è anche in questo caso in percentuale in base al punteggio ISA:

  • 10 per cento, se nel singolo periodo d’imposta il livello di affidabilità fiscale è pari o superiore a 8;
  • 12 per cento, se nel singolo periodo d’imposta il livello di affidabilità fiscale è pari o superiore a 6 ma inferiore a 8;
  • 15 per cento, se nel singolo periodo d’imposta il livello di affidabilità fiscale è inferiore a 6.

Per le sole annualità 2020 e 2021, caratterizzate dall’emergenza sanitaria da COVID-19, le imposte sostitutive cosi calcolate sono ridotte del 30%.

Per ciascuna annualità l’importo minimo da versare non può essere inferiore a 1.000 euro.

Il pagamento deve essere effettuato in un’unica soluzione tra il 1° gennaio 2027 e il 15 marzo 2027, oppure rateizzato in un massimo di 10 rate mensili di pari importo (con interessi legali a decorrere dal 16 marzo 2027).

Il perfezionamento del ravvedimento (versamento dell’unica rata o della prima rata):

“preclude l’effettuazione di rettifiche ed accertamenti del reddito d’impresa/lavoro autonomo per gli anni 2020-2023, tranne nei casi di decadenza dal CPB, reati tributari/penali o decadenza dalla rateizzazione”

Per chi aderisce a questo ravvedimento speciale ed effettua il rinnovo del concordato, i termini di decadenza per l’accertamento relativi alle annualità ravvedute vengono prorogati al 31 dicembre 2029.

Con il ravvedimento CPB 2026/2027 uno scudo fiscale sul passato

Oltre alla sanatoria, il ravvedimento consentirebbe di applicare un ulteriore beneficio, ossia lo scudo fiscale sulle annualità regolarizzate.

La norma all’esame del Senato prevede infatti che, una volta effettuato il versamento unico o avviato regolarmente il piano rateale, per gli anni dal 2020 al 2024 non possono più essere effettuati accertamenti analitico-induttivi o presuntivi (art. 39 DPR 600/73 e art. 54 DPR 633/72 per l’IVA).

Fanno eccezione (e fanno perdere lo scudo) le ipotesi di decadenza dal concordato preventivo per il biennio 2026/2027, procedimenti penali tributari gravi o reati finanziari/societari commessi nel quinquennio, il mancato pagamento delle rate successive del ravvedimento e la falsa dichiarazione sulle cause di esclusione ISA.

Sul fronte opposto, per chi aderisce al concordato e attiva il ravvedimento speciale, i termini di decadenza per l’accertamento relativi alle annualità oggetto di sanatoria sono prorogati al 31 dicembre 2029.

Inoltre, per chi aderisce al concordato, i termini in scadenza al 31 dicembre 2026 sono prorogati di un anno al 31 dicembre 2027.

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