Partite IVA, verso l’addio ai ristori a pioggia: le linee guida del Governo Draghi

Anna Maria D’Andrea - Incentivi alle imprese

Partite IVA, ristori a pioggia sostituiti da incentivi in linea con il progetto del Green New Deal. Il Premier Draghi, nel discorso al Senato del 17 febbraio 2021, delinea i cardini del programma del nuovo Governo.

Partite IVA, verso l'addio ai ristori a pioggia: le linee guida del Governo Draghi

Partite IVA, si va verso l’addio alla logica dei ristori a pioggia, in favore di incentivi che agevolino le imprese ad adottare sistemi di produzione green.

Se da un lato evidenzia la necessità di “supportare tutti i lavoratori”, dall’altro il Premier Mario Draghi, nel corso del discorso per la fiducia pronunciato in Senato il 17 febbraio 2021, fissa un punto chiaro: non tutte le imprese saranno protette indifferentemente.

La riconversione dei processi industriali entra nel programma del Governo. Sostenibilità ambientale e politiche economiche espansive andranno di pari passo, con l’intento di facilitare l’innovazione delle imprese.

Si avvia una nuova stagione di aiuti per le partite IVA, chiamate a mettersi alla prova e a modellare la propria attività tenendo conto della necessità di tutelare l’ambiente.

Partite IVA, verso l’addio ai ristori a pioggia: le linee guida del Governo Draghi

“Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta”: è questa una delle frasi che riassume gli obiettivi del Governo Draghi, pronunciata dal neo Premier durante il discorso al Senato per la fiducia.

Se gli “interventi senza precedenti” adottati nel corso del 2020 hanno permesso di preservare la forza lavoro nell’anno dello scoppio dell’emergenza pandemica, la strategia di sostegno alle imprese e ai lavoratori che verrà strutturata nell’anno del Recovery Plan non sarà più strutturata sulla logica dei ristori “a pioggia”.

Mentre il mondo delle partite IVA attende l’emanazione del quinto decreto Ristori, quello che dovrebbe essere l’ultimo tassello di una serie di provvedimento economici emergenziali, si guarda con attenzione e curiosità al futuro.

Il Governo Draghi punta a sostenere l’espansione di settori produttivi improntati all’innovazione, con interventi sul lavoro, sul credito e sul capitale.

“La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, di politiche finanziarie che facilitino l’accesso delle imprese capaci di crescere al capitale e al credito e di politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attività sostenibili che sono state create.”

Si guarda quindi a nuovi modelli di crescita. Il Premier Draghi cita quello del turismo, attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle attività economiche del Paese.

Se da un lato il Governo aiuterà le partite IVA del settore turismo, così come i lavoratori, ad uscire dal “disastro creato dalla pandemia”, dall’altro bisognerà tenere a mente la necessità di preservare città d’arte, luoghi e tradizioni.

Doppio binario per le politiche economiche del post-Covid: imprese da proteggere e imprese da accompagnare nel cambiamento

Il Governo dovrà “proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori”, ma - evidenzia il Premier Draghi - sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche.

Uscire dalla crisi pandemica “non sarà come riaccendere la luce”. Cambiamento e transizione green saranno due delle linee guida delle azioni del nuovo Esecutivo.

I mesi della ripartenza chiedono scelte difficili, anche per quel che riguarda le misure di sostegno e gli aiuti economici per le imprese:

“Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi.”

Politiche strutturali per l’innovazione e politiche finanziarie per l’accesso al credito e al capitale per le imprese capaci di crescere sono le due linee direttrici della politica economica disegnata dall’ex guida della BCE, Mario Draghi.

Progresso e benessere sociale si conciliano con la necessità e la volontà di proteggere il futuro dell’ambiente, con un approccio nuovo:

“digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane.”

La sfida del Green New Deal chiede un cambio di passo nelle scelte economiche, ma chiama in campo direttamente le imprese, che dovranno adattarsi ad un mondo che, sconfitto il Covid, non può più tornare come prima.

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