I dati di pagamenti e scontrini elettronici dalla prossima primavera viaggeranno insieme grazie al collegamento POS - RT: ennesimo adempimento o efficace contrasto all'evasione? La parola a lettrici e lettori
Nelle prossime settimane gli esercenti dovranno collegare i POS utilizzati per i pagamenti elettronici con i registratori di cassa per emettere gli scontrini: si partirà dai primi di marzo e si avrà tempo fino alla metà di aprile.
Obiettivo? Fare in modo che i dati che riguardano transazioni e documenti commerciali possano viaggiare insieme verso l’Agenzia delle Entrate.
Il nuovo obbligo riguarda sia gli apparecchi in uso che le future installazioni: entra in gioco un nuovo, ennesimo, adempimento per chi deve gestire le attività o è una misura efficace per contrastare l’evasione e limitare il rischio di anomalie per tutelare le stesse partite IVA?
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Pagamenti e scontrini elettronici viaggeranno insieme: ennesimo adempimento o misura antievasione?
La novità arriva dalla Legge di Bilancio 2025 (articolo 1, comma 74-77, legge n 207 del 2024) e punta a recuperare 50 milioni di euro a partire da quest’anno.
La Manovra, infatti, ha fissato al 1° gennaio 2026 l’obbligo di collegamento tra POS e registratori di cassa prevedendo sanzioni fino a 4.000 euro e sospensione dell’attività per chi non si adegua.
Si passerà dalla teoria alla pratica con il debutto online del servizio dell’Agenzia delle Entrate da utilizzare per mettere in connessione i sistemi utilizzati per i pagamenti elettronici e gli scontrini.
Il collegamento, infatti, non sarà fisico ma esclusivamente virtuale e si concretizzerà nella comunicazione dei dati che identificano i POS e i registratori all’Agenzia delle Entrate grazie alla funzionalità web attesa per i primi di marzo.
Come stabilito dal provvedimento del 31 ottobre scorso, dall’avvio del servizio online si avranno 45 giorni di tempo per adeguarsi per i sistemi già in uso, a partire dagli strumenti messi in funzione da febbraio la scadenza per il collegamento è fissata all’ultimo giorno del secondo mese successivo all’attivazione.
| Periodo di attivazione di POS e RT | Scadenza per il collegamento |
|---|---|
| Fase transitoria: strumenti già in uso al 1° gennaio 2026 o utilizzati tra l’1 e il 31 gennaio 2026 | Entro 45 giorni dalla data di messa a disposizione del servizio online |
| A regime: prima associazione di nuovi strumenti o eventuali variazioni successive | A partire dal 6° giorno del 2° mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento ed entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese |
Con la piena integrazione dei sistemi, l’Agenzia delle Entrate avrà una panoramica coordinata di pagamenti e scontrini elettronici che arrivano da una determinata attività. E se da un lato questo flusso condiviso nasce per dare all’Amministrazione finanziaria una via più agevole per contrastare l’evasione, dall’altro dovrebbe limitare anche i falsi positivi e quindi trasformarsi in una tutela per le stesse attività.
Negli anni scorsi, infatti, alcune partite IVA si sono viste recapitare lettere di compliance con richieste di somme importanti per mettersi in regola nate proprio da comunicazioni errate arrivate all’Amministrazione finanziaria.
Secondo il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone, l’operazione interesserà 2,1 milioni di registratori di cassa e sarà a costo zero: l’esercente può gestire il collegamento POS-RT in autonomia o anche affidarlo al professionista di riferimento.
In questo contesto di vantaggi, però, c’è da considerare che l’operazione semplice e veloce nei casi più lineari può non essere così agevole in presenza di una maggiore complessità, è il caso di utilizzo di più POS o di attività miste, trasformandosi in una nuova pratica da gestire in un panorama già fitto di adempimenti.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Pagamenti e scontrini elettronici all’unisono: ennesimo adempimento o efficace antievasione?