Un bonus fino all'80 per cento a fondo perduto per il fotovoltaico: fino al 9 aprile 2026 gli imprenditori agricoli potranno presentare domanda e accedere ai fondi previsti dal bando Parco Agrisolare. Le istruzioni del GSE
Un bonus fino all’80 per cento a fondo perduto per il fotovoltaico: ha preso il via la nuova edizione del Parco Agrisolare, incentivo previsto dal PNRR e destinato agli imprenditori agricoli.
Dal 10 marzo e fino alla scadenza del 9 aprile 2026 sarà possibile presentare domanda tramite il portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e accedere ai 789 milioni di euro stanziati per finanziare l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici strumentali agricoli e agroindustriali.
Secondo le stime, le risorse consentiranno di finanziare tra 4.000 e 6.000 nuove imprese.
Il bando pubblicato il 24 febbraio 2026 consente di agganciare agli investimenti in materia di energia green anche lavori di miglioramento dell’isolamento termico e di smaltimento dell’amianto, secondo specifici massimali di spesa.
Bonus fotovoltaico 2026, al via la nuova edizione del Parco Agrisolare. Domanda entro il 9 aprile
Introdotto nell’ambito del PNRR, il Parco Agrisolare è la misura che consente alle imprese agricole di accedere a un bonus a fondo perduto, fino all’80 per cento, per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.
L’incentivo, gestito dal GSE, consente di finanziare i progetti di acquisto e installazione di pannelli fotovoltaici sui fabbricati strumentali, con la possibilità di eseguire congiuntamente lavori per la riqualificazione degli stessi ai fini di migliorarne le prestazioni energetiche.
Lo sportello per la presentazione delle domande d’accesso si è aperto il 10 marzo 2026 e le domande potranno essere inviate entro le ore 12 del 9 aprile. La finestra temporale è limitata, ed è quindi fondamentale analizzare il perimetro delle spese ammesse e le regole generali d’accesso.
I dettagli sono stati pubblicati il 24 febbraio 2026 e sul potale del GSE dedicato alla misura Facility Parco Agrisolare è possibile consultare e scaricare la documentazione di riferimento.
Bando Agrisolare, i soggetti destinatari del contributo per il fotovoltaico
L’accesso ai contributi per l’acquisto e la posa in opera di impianti fotovoltaici è riservato alle seguenti categorie di soggetti:
- imprenditori agricoli: persone fisiche o giuridiche iscritte nella sezione speciale del registro imprese che praticano coltivazione, silvicoltura, allevamento o attività connesse;
- imprese agroindustriali: aziende attive nella trasformazione di prodotti agricoli in possesso di uno dei codici ATECO previsti dall’Avviso del 24 febbraio 2026;
- cooperative agricole e consorzi: società che svolgono attività agricole ai sensi dell’art. 2135 c.c.;
- soggetti aggregati: gruppi costituiti tramite accordi privatistici (come A.T.I., reti d’impresa o comunità energetiche) per soddisfare il fabbisogno energetico dei partecipanti.
La tenuta della contabilità IVA è uno dei presupposti per l’ammissione, e sono quindi esclusi i soggetti esonerati. Inoltre, per i richiedenti con un volume d’affari inferiore a 7.000 euro, la partecipazione è prevista solo se il valore del contratto di soccida dell’anno precedente superata questa soglia.
Le aziende devono essere costituite e attive in data antecedente al 28 febbraio 2025. È prevista un’eccezione per le nuove aziende nate in continuità con ditte precedenti (stessa sede, stesso ATECO e stessi mezzi/terreni), previa presentazione di apposita Dichiarazione Sostitutiva.
In ogni caso, tutti i beneficiari (e i consumatori negli aggregati) devono essere iscritti come “attivi” nel Registro delle Imprese, non essere in stato di fallimento o liquidazione (salvo concordato con continuità) e non avere sanzioni o ordini di recupero aiuti pendenti.
In aggiunta, come specificato dal bando, il pagamento del contributo è subordinato alla regolarità con gli obblighi contributivi: il GSE guarderà al DURC prima di procedere con l’accredito.
Bonus a fondo perduto fino all’80%, massimale di 2.260.000 euro per beneficiario
Il valore del contributo sarà calibrato in base al settore di appartenenza e alla dimensione dell’impresa.
Per i soggetti appartenenti all’ambito della produzione agricola primaria il bonus è pari all’80 per cento delle spese ammissibili. Il contributo è vincolato alla configurazione di autoconsumo (l’energia prodotta non deve superare il consumo medio annuo dell’azienda).
Tre livelli di sostegno sono invece previsti per gli interventi da realizzare dalle imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli:
- 80 per cento delle spese ammissibili se la potenza dell’impianto fotovoltaico è compresa tra 6 kWp e 200 kWp;
- al 65 per cento delle spese ammissibili se la potenza dell’impianto fotovoltaico è compresa tra 200 kWp e 500 kWp;
- 50 per cento delle spese ammissibili se la potenza dell’impianto è maggiore di 500 kWp fino al massimo di 1000 kWp.
Per gli interventi da realizzare dalle imprese attive nei settori della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, l’intensità massima riconoscibile è pari al 30 per cento delle spese ammissibili.
Il valore del contributo è inoltre calibrato in base alle dimensioni dell’impresa, con la possibilità di una maggiorazione del 20 per cento per le piccole imprese, del 10 per cento per le medie imprese e del 15 per cento per gli investimenti nelle regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna (zone “assistite” ai sensi del Trattato sul Funzionamento dell’UE).
Per ogni beneficiario viene in ogni caso fissato un massimale di spesa pari a 2.260.000 euro:
- fino a 1.500.000 euro per l’installazione di pannelli fotovoltaici;
- fino a 700.000 euro per gli interventi complementari (rimozione dell’amianto, areazione, isolamento);
- fino a 50.000 euro per i sistemi di accumulo;
- fino a 10.000 euro per i dispositivi di ricarica.
I dettagli sui requisiti per le singole voci di spesasono contenuti nel Regolamento Operativo allegato all’avviso MASAF 2026, che si allega di seguito.
Completamento dei lavori e rendicontazione entro il 31 dicembre 2028
Nel set di regole da conoscere, è bene soffermarsi sulle tempistiche da rispettare.
Dopo la presentazione della domanda, sarà il GSE a comunicare l’esito dell’istanza. Il processo di valutazione non prevede il silenzio-assenso; l’esito viene sempre comunicato con un provvedimento espresso.
In caso di esito positivo, il GSE invia al Soggetto Beneficiario l’Atto di Concessione, che riporta l’importo del contributo effettivamente spettante. Il beneficiario è tenuto a trasmettere la comunicazione di inizio lavori entro i 30 giorni successivi all’effettivo avvio del cantiere.
Gli interventi devono essere conclusi entro 18 mesi dalla data di concessione del contributo, e la rendicontazione finale entro i 60 giorni successivi alla fine dei lavori.
Il completamento e la rendicontazione devono avvenire in ogni caso improrogabilmente entro il 31 dicembre 2028.
Di norma, il pagamento del contributo sarà erogato in un’unica soluzione alla fine dei lavori. È in ogni caso possibile richiedere un’anticipazione fino al 30 per cento del totale, con il versamento del saldo a chiusura del cantiere.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Bonus fotovoltaico 2026, fino all’80% a fondo perduto con il Parco Agrisolare