Dalla pace fiscale alle sanzioni su POS e scontrini: il cantiere è sempre aperto

Rosy D’Elia - Fisco

Nuove proposte sulla pace fiscale e sul concordato, ritorna l'ipotesi di sanzioni più leggere su POS e scontrini: il cantiere è sempre aperto e l'Europa ci osserva. Le principali notizie della settimana dal 25 al 31 maggio

Dalla pace fiscale alle sanzioni su POS e scontrini: il cantiere è sempre aperto

Non si finisce mai di imparare, ma anche di legiferare: cantiere aperto sulla pace fiscale vecchia e nuova, sul concordato preventivo biennale, ma anche sulle sanzioni legate al nuovo collegamento tra POS e cassa.

In questo scenario, il presidente di Confindustria Orsini chiede maggiore stabilità normativa e suona come una voce fuori dal coro, mentre la Commissione Europea promuove il processo della riforma fiscale digitale, che è in atto ormai da anni, e lancia un allarme sulle novità degli ultimi tempi.

Una sintesi delle principali notizie raccontate su queste pagine dal 25 al 31 maggio.

Dalla pace fiscale alle sanzioni su POS e scontrini: i lavori si spostano sul DL Carburanti

I lavori di conversione in legge del Decreto Carburanti ter riaprono il cantiere delle correzioni e ripartono da alcune novità rimaste fuori dal Decreto Fiscale.

Si torna a parlare di riapertura della vecchia pace fiscale e di ammorbidire le sanzioni legate all’abbinamento tra POS e cassa.

Ma si ritorna anche sulle misure appena modificate dalla conversione in legge del DL n. 38 del 2026.

Dal Convegno organizzato dal Dipartimento della Lega il 27 maggio, poi, Alberto Gusmeroli propone anche un ulteriore labor limae sulla rottamazione quinquies.

Nonostante la nuova definizione agevolata delle cartelle sia ormai in procinto di partire, gli autori della cosiddetta rateizzazione lunga non sono ancora pienamente soddisfatti delle regole e del raggio d’azione, ben più circoscritto rispetto alle previsioni iniziali.

Ma non solo: anche sul concordato preventivo biennale appena rivisto si cerca un centro di gravità permanente con nuove modifiche all’orizzonte.

Il Fisco resta un cantiere aperto

Il Fisco è un cantiere sempre aperto. E di fronte alla richiesta di una maggiore stabilità delle norme da parte del presidente di Confindustria all’Assemblea che si è tenuta il 26 maggio, la premier Meloni non ha dato garanzie.

Dal palco della Nuvola Orsini chiede punti fermi: “Un accumulo di misure a breve termine, frammentate e inique” è la tendenza da invertire perché il sistema fiscale possa agire da leva di competitività.

Non è semplice nell’epoca delle policrisi, ovvero di crisi di natura diversa che si stratificano, e Meloni, che pure si mostra aperta al dialogo su una revisione dell’iper ammortamento, non si sbilancia sulla costruzione di un terreno più stabile.

L’evoluzione è continua e neanche i lavori di riforma, che ormai sono quasi al termine, hanno contribuito a dare al sistema quell’organicità che Orsini chiede per il bene delle imprese.

Riforma fiscale digitale promossa dall’UE

Nel frattempo dall’UE arriva l’indicazione di non arrestare l’ondata di riforma che permette di continuare a ridurre il tax gap, il divario tra le entrate che lo Stato dovrebbe registrare e quelle che effettivamente incassa.

Nell’analisi che precede le raccomandazioni del Pacchetto di Primavera della Commissione Europa c’è la piena promozione per le novità che permettono un monitoraggio più ampio e profondo delle attività: dalla fatturazione elettronica al nuovo collegamento tra POS e cassa, che muove i suoi primi passi e fa già registrare dati importanti.

La base imponibile recuperata con la connessione degli strumenti usati per scontrini e pagamenti elettronici ha un valore pari già a 5,3 miliardi. I dati sono arrivati proprio in questa settimana dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone in occasione del cinquantesimo compleanno di Sogei.

Ma non tutte le novità hanno gli stessi effetti. E il rischio evidenziato dall’UE è proprio quello di avere nello stesso campo d’azione forze che agiscono in direzioni opposte e rischiano di ridurre la compliance di cittadini e cittadine.

Sotto osservazione finiscono misure identitarie per questo Governo: il concordato preventivo biennale e la nuova pace fiscale, che non convincono la Commissione, ma che in Italia restano al centro dell’attenzione.

Non solo, qualche perplessità riguarda anche le ultime flat tax temporanee introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

Il “valore” delle flat tax che non piacciono all’UE

E mentre per l’UE novità di questo tipo complicano il sistema fiscale e rischiano di erodere la base imponibile, per il Dipartimento per il programma di Governo le imposte sostitutive hanno un ruolo di primo piano nella difesa del potere d’acquisto di cittadini e cittadine.

Secondo lo studio pubblicato il 26 maggio su due casi teorici, i benefici che derivano dalle detassazioni e da altre novità fiscali introdotte nel sistema hanno un valore che sfiora i 2.500 euro per un lavoratore single senza figli o figlie e può superare gli 11.000 euro all’anno per le lavoratrici madri.

Se si guarda alle singole misure, dalla nuova IRPEF alla detassazione dei premi di produttività, risparmi e guadagni sono innegabili, ma i calcoli teorici disegnano uno scenario idilliaco in cui una neomamma riesce a cumulare bonus, fringe benefit e premi di produttività da migliaia di euro persino con diversi mesi di congedo. Mentre la realtà è ben diversa e difficilmente in natura si trovano lavoratrici e lavoratori così fortunati da avere le caratteristiche per accedere a tutti i bonus menzionati dall’analisi.