Bonus e sgravi contributivi: l’elenco delle violazioni che causano la perdita dei benefici

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Pronto l’elenco delle violazioni e delle irregolarità in materia di lavoro che comportano l'esclusione da esoneri contributivi e altre agevolazioni

Bonus e sgravi contributivi: l'elenco delle violazioni che causano la perdita dei benefici

Quali sono le violazioni e le irregolarità in materia di lavoro che comportano l’esclusione da benefici contributivi e altre agevolazioni?

Il Ministero del Lavoro pubblica l’elenco aggiornato. Il decreto in gazzetta Ufficiale rende finalmente operativa la previsione del decreto PNRR del 2024.

In base alla violazione accertata le aziende possono incorrere in uno stop della fruizione fino a 2 anni.

Oltre al possesso del DURC e al rispetto delle norme sulle condizioni di lavoro e di altri obblighi di legge trova spazio anche la patente a crediti.

Bonus e sgravi contributivi: l’elenco delle violazioni che causano la perdita dei benefici

Il nuovo decreto del Ministero del Lavoro, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 luglio, attua la riforma prevista dal decreto PNRR del 2024. L’articolo 29 del decreto n. 19/2024, infatti, non ha solamente introdotto nel nostro sistema la patente a crediti per lavorare nei cantieri ma ha previsto anche l’aggiornamento dei requisiti minimi che i datori di lavoro devono possedere per poter accedere ai benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro, aggiornando l’art. 1, commi 1175 e 1176, della Legge di Bilancio 2007.

Oltre al rispetto dei cosiddetti principi generali per la fruizione di incentivi individuati dall’art. 31 del Dlgs n. 150/2015 (come il diritto di precedenza, sospensioni di attività, crisi ecc.) e al documento unico di regolarità contributiva (DURC), deve essere accertata l’assenza di violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro e di salute e sicurezza. L’individuazione in dettaglio di tali violazioni è stata rimandata ad un apposito decreto del Ministero del lavoro. Decreto che, come detto, è stato firmato il 22 giugno 2026 e pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale.

Il testo contiene l’elenco delle violazioni che impediscono ai datori di lavoro che le hanno commesse di poter fruire di incentivi e di benefici normativi e contributivi per periodo che va da un minimo di 3 mesi a un massimo di 2 anni, a seconda della gravità.

Prima di vedere in dettaglio l’elenco, è utile soffermarci sulle caratteristiche generali delle violazioni che precludono la fruizione degli incentivi. Come specificato nel testo del decreto, le violazioni sono quelle accertate con provvedimenti definitivi, quali le sentenze passate in giudicato e le ordinanze-ingiunzione, divenute definitive.

L’elenco delle violazione che negano la fruizione di incentivi e benefici contributivi

Quali sono allora le violazioni in materia di lavoro e legislazione sociale, comprese le violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro e di salute e sicurezza, che precludono la fruizione dei benefici normativi e contributivi?

Oltre ai casi già previsti, la novità è come detto rappresentata dalla patente a crediti, il documento obbligatorio per le imprese e i lavoratori autonomi che svolgono attività nei cantieri temporanei o mobili e che, presto, potrebbe essere esteso anche ad altri settori.

Come anticipato, le violazioni comportano l’esclusione dalla fruizione per periodi più o meno lunghi, a seconda della gravità. Si passa ad esempio dai 2 anni in caso di omicidio colposo o caporalato ai 3 mesi per le violazioni in materia di orario di lavoro e altre violazioni penali sul lavoro. Nella tabella seguente è riepilogato l’elenco completo.

ViolazioneDurata
Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro (Art. 437 c.p.) 24 mesi
Omicidio colposo (Art. 589, comma 2, c.p.) 24 mesi
Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro - caporalato (Art. 603 -bis c.p.) 24 mesi
Lesioni personali colpose (Art. 590, comma 3, c.p.) 18 mesi
Principali violazioni del testo unico per la sicurezza (Violazione di disposizioni la cui sanzione è prevista dagli articoli 55, commi 1, 2 e 5 lettere a), b), c), d); 68, comma 1, lettere a), b); 87, commi 1, 2 e 3; 159, commi 1 e 2, lettere a), b); 165; 170; 178; 219; 262 commi 1 e 2, lettere a), b); 282 commi 1 e 2, lettera a) del decreto legislativo n. 81/2008 12 mesi
Violazione delle disposizioni per il lavoro in sotterraneo (Disposizioni indicate dall’art. 105, comma 1, lettere a) e b), DPR n. 320/1956) 12 mesi
Impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno (Art. 22, comma 12, decreto legislativo n. 286/1998) 8 mesi
Impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro - lavoro nero (Art. 3, commi da 3 a 5, del decreto legge n. 12/2002 6 mesi
Violazioni della patente a crediti (Art. 27, comma 11, del decreto legislativo n. 81/2008 6 mesi
Violazioni in materia di orario di lavoro e altre violazioni penali sul lavoro (Articoli 7 e 9 decreto legislativo n. 66/2003 solo se inerente ad un numero di lavoratori almeno pari al 20% del totale della manodopera regolarmente impiegata) 3 mesi
Ogni altra violazione penale in materia di lavoro e legislazione sociale, ivi comprese le violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro nonché di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 3 mesi

Le cause ostative di cui sopra non sussistono nel caso in cui il procedimento penale si sia estinto a seguito di prescrizione obbligatoria oppure in caso di oblazione ai sensi degli articoli 162 e 162-bis del codice penale. Questo significa che non c’è la perdita automatica dei benefici se il procedimento è ancora pendente.

Oltre alle condizioni generali, per poter fruire degli incentivi è ovviamente necessario rispettare i criteri previsti dalla singola agevolazione di interesse. Ad esempio, il bonus giovani spetta solo per l’assunzione di lavoratori e lavoratrici con meno di 35 anni e che rientrano nelle specifiche categorie individuate dalla normativa.

Ad ogni modo, le aziende non perdono il diritto ai benefici e alle agevolazioni se provvedono a regolarizzare la propria posizione nei tempi previsti dagli organi di vigilanza sulla base delle specifiche disposizioni di legge. Chi, infatti, regolarizza gli obblighi contributivi ed assicurativi secondo quanto previsto dalla normativa vigente così come le violazioni accertate indicate nell’elenco, mantiene il diritto alla fruizione.

Come previsto dal citato comma 1176, per le violazioni amministrative che non possono essere oggetto di regolarizzazione, il recupero dei benefici erogati non può essere superiore al doppio dell’importo sanzionatorio oggetto di verbalizzazione.