Bonus a dipendenti e famiglie fino a 1.000 euro al mese. Ma il Governo fa i conti senza l’oste

Rosy D’Elia - Fisco

Tra flat tax, revisione dell'IRPEF, bonus per i dipendenti e le famiglie, il Dipartimento per il programma di Governo ipotizza benefici per un importo complessivo di oltre 11.000 euro all'anno. Ma il calcolo non può che essere teorico

Bonus a dipendenti e famiglie fino a 1.000 euro al mese. Ma il Governo fa i conti senza l'oste

Con le ultime tre Manovre è stata rivista l’IRPEF, sono state introdotte e potenziate alcune flat tax e agevolazioni per lavoratori e lavoratori dipendenti, sono nati nuovi bonus per le famiglie. Per il Dipartimento per il programma di Governo tutte queste novità si traducono in benefici concreti che possono superare gli 11.600 euro all’anno.

Che le ultime Leggi di Bilancio si siano prese cura dei redditi medio bassi per provare a difendere il potere d’acquisto è una certezza. E i dati utilizzati per stabilire il valore dei benefici su due cittadini-tipo non fanno una piega sulla carta.

Ma la pratica non è fatta di matematica ed è eccessivamente ottimistico pensare che una lavoratrice madre con due figli o figlie piccole possa beneficiare di un importo medio mensile di 970 euro.

Bonus per dipendenti e famiglie: benefici da 200 euro a quasi 1.000 euro

Le analisi del Dipartimento per il programma di Governo sono state condotte su due situazioni teoriche di un uomo e di una donna, Marco e Paola, entrambi dipendenti e con un reddito che non supera la soglia dei 30.000 euro.

I benefici che derivano dal taglio del cuneo fiscale e contributivo o dalla detassazione dei premi di produttività, solo per fare due esempi, sono reali e applicabili. Lo prevede la normativa. Ma difficilmente in natura si trovano lavoratrici e lavoratori così fortunati da avere tutte le caratteristiche ipotizzate nello studio e da accedere a tutti i bonus ipotizzati.

Sono tre gli aspetti che il calcolo freddo delle agevolazioni non considera.

In primis, bisogna considerare che alcune misure sono selettive: il risparmio di circa 140 euro relativo agli aumenti retributivi è riservato solo a coloro che hanno un contratto nazionale rinnovato tra il 2024 e il 2026, così come il bonus per la nascita di 1.000 euro spetta solo in presenza di un ISEE fino a 40.000 euro.

Bonus per dipendenti e famiglie: il Governo fa i conti senza l’oste

Il secondo punto, poi, è centrale. Una parte rilevante dei benefici considerati non è automatica o riconosciuta in base a dei requisiti, ma è a discrezione del datore di lavoro. Circa 400 euro per il lavoratore senza figli o figlie e circa 1.200 euro per la lavoratrice madre derivano dal potenziamento della detassazione dei buoni pasto e dei bonus dipendenti, che l’azienda può scegliere di erogare ad personam come contributo per le spese della casa o dell’affitto, solo per fare degli esempi.

Nei casi analizzati: il livello di generosità del datore di lavoro è massima, le aziende erogano 1.000 euro a Marco e 2.000 euro a Paola, che pure ha messo in pausa la sua attività lavorativa almeno per i primi sei mesi dell’anno (tra maternità e congedi parentali ipotizzati).

Un terzo aspetto, non trascurabile soprattutto nell’analisi che riguarda la lavoratrice, è la possibilità che le condizioni descritte in teoria si verifichino in pratica.

Nel pacchetto di bonus che Paola e Marco ricevono dal datore di lavoro c’è anche un premio di produttività da 5.000 euro che, grazie alle novità normative introdotte dal Governo, genera più di 1.000 euro di risparmio.

Anche in questo caso, i calcoli matematici sono impaccabili: alle somme ricevute dall’azienda si applica un’imposta sostitutiva pari solo all’1 per cento (a regime è pari al 10 per cento e nel 2025 era stata portata al 5 per cento).

Tralasciando anche in questo caso l’ottimismo sull’importo erogato e la presenza non scontata di un contratto di produttività firmato dall’azienda, le migliorie introdotte dal Governo sono innegabili.

Ma quanto è probabile che una lavoratrice con un figlio nato a gennaio 2026, così come ipotizzato nel caso teorico, si trovi a ricevere quel premio legato a “incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili sulla base dei criteri” stabiliti dalla normativa?

Queste somme non vengono erogate ad personam, sono riconosciute alla generalità dei dipendenti o a intere categorie. Ma l’ipotesi che tutte le condizioni previste per accedere al pacchetto di bonus destinato a Paola si verifichino in concreto appare piuttosto remota.

D’altronde, mentre i dati del Dipartimento del programma di Governo indicano un guadagno di 11.646 euro nel primo anno di vita del bambino, i dati dicono che in presenza di una nuova nascita anche solo mantenere il posto di lavoro è una sfida impossibile: una donna under 35 su quattro lo lascia.