Assemblea di Confindustria: sì di Meloni all'iperammortamento anche per software e cloud e alla revisione delle agevolazioni fiscali, ma il presidente Orsini chiede anche un Fisco più stabile
La premier Giorgia Meloni all’assemblea di Confindustria 2026 di oggi, 26 maggio, accoglie la proposta di estendere l’iperammortamento anche a investimenti in software e cloud e di razionalizzazione delle cosiddette tax expenditure, le agevolazioni fiscali che si traducono in minori entrate per lo Stato.
Dopo le tensioni del bonus Transizione 5.0 si distendono gli animi, ma sulla richiesta di un sistema fiscale più stabile e di lungo periodo, il presidente Emanuela Orsini non strappa nessuna promessa.
Iperammortamento anche per software e cloud: Meloni accoglie la proposta di Orsini
Per il numero uno di Confindustria il tema è centrale: un “Fisco prevedibile e organico” che abbia una “visione” è l’obiettivo da raggiungere. “Un accumulo di misure a breve termine, frammentate e inique” è la tendenza da invertire perché il sistema fiscale possa agire da leva di competitività.
Nell’epoca delle “policrisi”, ovvero di crisi di natura diversa che si stratificano, la premier accoglie richieste e si apre al dialogo, ma non può garantire stabilità. Il Fisco, come gli equilibri mondiali, è in continua evoluzione e neanche i lavori di riforma, che ormai sono quasi al termine, hanno contribuito a dare al sistema quell’organicità che Orsini chiede per il bene delle imprese.
Lo dimostra lo stesso iperammortamento che non è ancora diventato operativo e già ha subito battute d’arresto e revisioni.
L’agevolazione permette ai soggetti titolari di reddito d’impresa di ottenere la maggiorazione, ai fini dell’ammortamento, del costo di acquisizione degli investimenti in beni strumentali. In base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio, tempi e istruzioni di dettaglio devono trovare posto in un decreto attuativo.
Il provvedimento doveva essere approvato entro il 31 gennaio 2026, il testo è rimasto fermo sulle scrivanie dei Ministeri perché la norma ha richiesto una riscrittura e a fine maggio è ancora alla Corte dei Conti per il via libera definitivo e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Con il Decreto Fiscale, approvato a fine marzo, è stato necessario eliminare il vincolo di acquisto dei beni strumentali in Europa, requisito introdotto in corso d’opera nella Manovra 2026 dallo stesso Governo che alla prova dei fatti sarebbe risultato troppo limitante.
Con questa correzione e un ritardo rilevante, l’agevolazione può partire, ma è già pronta a cambiare.
“Includiamo negli incentivi anche gli investimenti delle imprese in software e cloud, che sono oggi strumenti essenziali per accelerare la digitalizzazione e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale”, propone il presidente di Confindustria.
“Considero corretto e intelligente ragionare di includere negli incentivi gli investimenti su software e cloud. Credo che dobbiamo fare i conti con il mondo verso il quale andiamo”, risponde la presidente del Consiglio.
L’innovazione va veloce, ma il mondo non cambia in pochi secondi. E si dovrebbe arrivare più pronti al debutto delle misure per evitare l’effetto paradossale che perfino le novità migliorative possano creare incertezza e difficoltà nel muoversi nel panorama normativo, presupposto fondamentale non solo per la crescita, ma per la stessa sopravvivenza delle imprese.
Agevolazioni fiscali da rivedere per recuperare 20 miliardi: la proposta di Orsini
Ed è ancora più paradossale il dibattito sempre aperto sulla necessità di riformare il sistema delle tax expenditure mentre resta una delle infrastrutture immutabili e complesse del Fisco: impossibile anche racchiuderla in un Testo Unico, così come previsto in principio nel cantiere della riforma.
La produzione normativa è compulsiva su alcuni fronti, ma su altri appare quasi impossibile: tutti gli ultimi Governi hanno provato a rivedere le circa 600 agevolazioni fiscali che - ha ricordato Orsini - valgono 120 miliardi di euro. Al netto di timidi interventi, la questione resta da risolvere.
“Lanciamo una proposta al Governo e alle parti sociali. Lavoriamo insieme, su queste misure, alcune delle quali hanno perso la propria ragion d’essere o si sovrappongono tra loro. Analizziamole insieme. E identifichiamo i 20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola”. Questa la proposta che arriva da Confindustria e che Meloni si propone di approfondire “con coraggio, con apertura, con disponibilità e con dialogo”.
Sarà la volta buona? Dalla teoria alla pratica, il Fisco oscilla dall’evoluzione costante all’immobilismo, da un eccesso all’altro, quando servirebbe solo (si fa per dire) un po’ di equilibrio e stabilità.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Iperammortamento anche per il cloud, ma un Fisco stabile resta un’utopia