Rottamazione quinquies sugli accertamenti, riapertura della quater: la partita resta aperta

Sulla rottamazione delle cartelle la discussione resta aperta: in arrivo in Senato cinque emendamenti per l'estensione della quinquies, la riapertura della quater e per il blocco dei pignoramenti sui conti correnti. Le novità annunciate durante il convegno del 27 maggio 2026

Rottamazione quinquies sugli accertamenti, riapertura della quater: la partita resta aperta

La rottamazione delle cartelle è tutt’altro che un capitolo chiuso.

Ne è la prova la lista di proposte annunciate il 27 maggio 2026 nel corso del convegno del Dipartimento Economia della Lega, “Patto per la crescita e la stabilità”, che stando a quanto dichiarato dal Deputato Alberto Gusmeroli saranno presentate come emendamento in Senato.

Il tema è noto: estendere le maglie della rottamazione quinquies, aprire alle cartelle derivanti da accertamenti, ma anche fornire una seconda chance a chi non ha pagato in tempo le rate della rottamazione quater.

Proposte non nuove ma che continuano ad alimentare il dibattito, anche all’interno dello stesso Governo.

Rottamazione quinquies estesa agli accertamenti: l’idea di un “ritorno alle origini”

Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, e responsabile Fisco della Lega, il Deputato Alberto Gusmeroli è l’ideatore della proposta di rateizzazione lunga delle cartelle esattoriali.

Arrivata all’esame del Parlamento all’inizio del 2025, è stata la Legge di Bilancio 2026 ad accogliere la nuova pace fiscale, in versione però ristretta e ben diversa rispetto all’impostazione iniziale contenuta nella PdL n 1375.

Secondo la formulazione originaria, la nuova rottamazione delle cartelle avrebbe accolto tutte le cartelle affidate dal 2000 al 2023, così come agli avvisi bonari notificati fino al 31 dicembre 2024. Porte aperte anche ai contributi dovuti alle Casse di previdenza private.

La rottamazione quinquies che è stata messa a terra nella scorsa Manovra è andata però in senso contrario, a partire dall’esclusione delle cartelle derivanti da attività di accertamento fino ad arrivare al no generalizzato alla definizione agevolata dei debiti contributivi dovuti alle Casse.

Le richieste di correttivi non sono mancate, con esiti però sempre negativi e con un vero e proprio “muro” da parte del Ministero dell’Economia.

Ne è derivata una rottamazione dai contorni ben differenti rispetto alle quattro edizioni precedenti, con vincoli che hanno reso evidentemente più contenuta la platea di potenziali beneficiari.

La Lega però insiste e non arretra rispetto all’idea iniziale di una pace fiscale definitiva, senza particolari limitazioni, punto tra l’altro già evidenziato dallo stesso Gusmeroli ai microfoni di Informazione Fiscale.

Come annunciato nel corso del convegno annuale del 27 maggio 2026, è pronto un pacchetto di emendamenti che sarà presentato in Commissione Finanze del Senato nel corso dell’iter per la conversione in legge del DL n. 63/2026.

Tra questi, figura la proposta di aprire la rottamazione quinquies anche in relazione ai carichi derivanti da attività di accertamento, ma non solo.

Si tenta nuovamente l’apertura alle Casse dei professionisti, nonostante solo pochi giorni fa il MEF si sia detto nuovamente contrario a novità nell’immediato, lasciando però uno spiraglio per futuri interventi normativi.

Rottamazione quater, riapertura per tutti

Al centro dell’attenzione non c’è però solo la nuova, ma anche la “vecchia” rottamazione.

Sul fronte dell’edizione quater, che si avvia verso la chiusura, continua la querelle sulla proposta di riapertura.

Diversi sono stati i tentativi di riammettere alla definizione agevolata chi non è riuscito a rispettare le scadenze fissate alla fine di novembre dello scorso anno così come a febbraio.

Una richiesta che si lega anche al veto di adesione alla nuova pace fiscale della Legge di Bilancio 2026 per i contribuenti decaduti dalla rottamazione quater dopo il 30 settembre 2025, vincolo che seppur previsto già nelle prime bozze della Manovra è diventato definitivo solo con la pubblicazione del testo definitivo, il 31 dicembre.

Il pacchetto di emendamenti a firma Lega che verrà presentato in Commissione Finanze del Senato tenta quindi di riaprire la discussione e il confronto dopo due bocciature consecutive, prima nell’iter di conversione del DL Milleproroghe 2026 e poi nell’ambito dei lavori del Decreto Fiscale n. 38/2026.

La domanda di rottamazione come veto generalizzato ai pignoramenti

A completare il “pacchetto” di correttivi anche un ulteriore emendamento, che punta a bloccare le procedure di pignoramento del conto corrente per chi ha presentato domanda di rottamazione, fino alla decadenza.

L’idea di fondo è in questo caso di agevolare il pagamento dei debiti inclusi nella definizione agevolata, non sottrando dalla disponibilità del contribuente risorse economiche utili per restare in regola con il piano di pagamento accordato dalla Riscossione.

Si ricorda che ad oggi il blocco dei pignoramenti è sì previsto dopo la presentazione della domanda di rottamazione, ma non si tratta di uno stop generalizzato.

L’AdER può avviare nuove procedure esecutive per i debiti esclusi dalla procedura agevolata di rientro, un rischio concreto se si considera il perimetro stretto della rottamazione quinquies.

Anche in questo caso la partita si giocherà in Commissione Finanze del Senato, con un percorso che appare però sin da subito ricco di ostacoli tecnici, ma forse ancor di più di natura politica.