Modello 730 precompilato 2026, le imposte sostitutive non vanno in busta paga

Anna Maria D’Andrea - Modello 730

Modello 730 precompilato 2026, rimborsi dall'Agenzia delle Entrate e debito IRPEF con F24 in caso di imposte sostitutive. Non sempre la liquidazione della dichiarazione passa dalla busta paga

Modello 730 precompilato 2026, le imposte sostitutive non vanno in busta paga

La liquidazione del modello 730 precompilato 2026 non è sempre gestita in busta paga.

Pur in presenza di un sostituto chiamato ad effettuare le operazioni di conguaglio fiscale, sia i rimborsi che le risultanze a debito relative alle imposte sostitutive seguono un percorso differente.

Per alcune categorie di reddito, tra cui quelli del settore turistico assoggettati alla flat tax o i redditi che derivano da attività all’estero, criptovalute o investimenti, si seguono regole specifiche. Di seguito un’analisi.

Modello 730 precompilato 2026, imposte sostitutive con rimborso e debito fuori dalla busta paga

Il principale vantaggio del modello 730, rispetto al modello Redditi, consiste nelle operazioni di rimborso e addebito delle imposte dovute.

Nel primo caso, per lavoratori e pensionati con sostituto d’imposta (tipicamente il datore di lavoro o l’INPS), le somme vengono pagate direttamente in busta paga o nel cedolino con l’importo della pensione, dal mese di luglio fino a dicembre sulla base dei tempi di invio della dichiarazione.

Parimenti, se dal 730 emerge un debito - e quindi un’imposta da versare - le somme sono addebitate in busta paga o sulla pensione, senza necessità di dover procedere direttamente con il pagamento con modello F24.

Una semplificazione che non è però generalizzata. In presenza di imposte sostitutive, il modello 730 precompilato chiede un intervento diretto dell’Agenzia delle Entrate o del contribuente, a seconda dei casi.

Come si legge nelle istruzioni relative al modello 730, se il 730 precompilato contiene anche redditi derivanti da attività lavorative nel settore turistico (rigo C16) e/o redditi indicati nei quadri M, T e W, l’eventuale credito o debito non sarà gestito dal sostituto d’imposta, in relazione alle somme relative a queste imposte.

Si tratta nello specifico delle seguenti tipologie di reddito:

  • relativi a mance erogate a lavoratori del turismo e della ristorazione (rigo C16), per le quali è possibile optare per la tassazione fissa del 5 per cento, per un importo non superiore al 30 per cento della somma dei redditi percepiti per le prestazioni rese nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione, in presenza di redditi complessivi da lavoro dipendente non superiore a 75.000 euro;
  • soggetti a tassazione separata e a imposta sostitutiva, indicati nel quadro M, che comprende gli arretrati di lavoro dipendente o pensione, i rimborsi di spese già detratte negli anni scorsi, ma anche i redditi relativi a lezioni private e ripetizioni (tassate al 15 per cento), redditi di capitale di fonte estera, frontalieri, pensionati esteri o rivalutazione dei terreni;
  • derivanti da plusvalenze e redditi diversi di natura finanziaria (quadro T), relativi ad esempio a guadagni da criptovalute e cripto-attività, per i quali si applica l’imposta sostitutiva del 26 per cento, ma anche cessioni di azioni e quote societarie, e plusvalenze derivanti dalla vendita o dal rimborso di titoli di Stato, obbligazioni o altri strumenti finanziari;
  • somme relative a beni e investimenti posseduti all’estero (quadro W), dichiarati in precedenza con il quadro RW del modello Redditi per il monitoraggio fiscale e il calcolo delle imposte.

Nella pratica, per le imposte sostitutive relative a redditi tassati in forma differente rispetto alle ordinarie regole IRPEF (ma anche rispetto all’ormai consolidato regime della cedolare secca), il datore di lavoro o ente pensionistico non farà nulla. Non può scalarle dallo stipendio né rimborsarle.

Si gestisce tutto tramite F24 o direttamente con l’Agenzia delle Entrate.

Modello 730 precompilato a debito, imposte sostitutive con F24

In presenza di un debito relativo alle imposte sostitutive dichiarate nel rigo C16, o nei quadri M, T e W del modello 730 precompilato 2026, i versamenti dovranno essere effettuati direttamente dal contribuente mediante modello F24.

Il sistema predisposto dall’Agenzia delle Entrate effettua però prima un tentativo di compensazione, utilizzando i crediti sorti da altre imposte sostitutive o dalle imposte ordinarie (IRPEF, addizionali o cedolare secca).

Se da questo giro di compensazioni il debito si azzera, verrà generato un modello F24 a zero, che dovrà essere inviato ugualmente pur in assenza di un importo effettivamente da versare.

Se invece il debito non è stato compensato, in tutto o in parte, bisogna inviare il modello F24 e versare le somme dovute tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, inserendo il proprio IBANù o nelle modalità ordinarie.

Per chi effettua l’invio del 730 tramite un CAF o un commercialista, sarà l’intermediario a inviare il modello F24 per conto del contribuente, addebitando le somme sul conto indicato. In alternativa, procederanno alla consegna del modello F24 cartaceo per il versamento presso banche o altri canali.

Credito da imposte sostitutive, l’Agenzia paga i rimborsi del 730 precompilato

Se dalla liquidazione delle imposte sostitutive emerge invece un credito a favore del contribuente, le somme non utilizzate in compensazione sono rimborsate direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Secondo tempistiche più lunghe rispetto ai casi in cui i conguagli sono gestiti in busta paga, i rimborsi da imposte sostitutive saranno erogati sul conto corrente bancario o postale indicato. I pagamenti non partono generalmente prima di dicembre, e non è raro che la liquidazione a credito slitti all’anno successivo rispetto all’invio del 730.

Da evidenziare inoltre le regole in caso di dichiarazione congiunta:

  • in presenza di un debito, calcoli e compensazioni seguono binari differenti per ciascuno dei dichiaranti.
  • in presenza di un credito, l’Agenzia delle Entrate pagherà l’intero rimborso sul conto corrente del coniuge o parte dell’unione civile indicato come dichiarante.

In sostanza quindi, in presenza di imposte sostitutive il modello 730 segue strade specifiche. Bisognerà agire direttamente per pagare o attendere il bonifico dello Stato. La busta paga non verrà toccata.