Fringe benefit, CU 2026 alla prova di limiti differenziati e regole diverse in materia di tassazione. Un focus sulle istruzioni relative a dipendenti con o senza figli a carico e per il nuovo bonus affitto per i neoassunti
Fringe benefit alla prova della CU 2026. La fase di messa a punto delle certificazioni dei dipendenti è come sempre il momento clou per il monitoraggio degli importi erogati e delle regole di tassazione.
Sul punto, per lo scorso anno sono tre i binari:
- in favore dei dipendenti con figli a carico la soglia dei fringe benefit esenti è pari a 2.000 euro;
- in assenza di figli il limite è pari a 1.000 euro;
- per i nuovi assunti, entrano in campo i fringe benefit fino a 5.000 euro per il pagamento di affitti e spese di ristrutturazione.
La CU 2026 accoglie quindi le tre soglie e tre diversi campi, ma anche le regole differenziate previste in caso di superamento del limite massimo di importo che consente l’applicazione dell’esenzione fiscale.
Per il bonus affitto ai neoassunti, solo l’importo eccedente la soglia di 5.000 euro è sottoposto a tassazione.
Fringe benefit nella CU 2026: tre limiti e regole per i bonus ai dipendenti
Sono le istruzioni pubblicate dall’Agenzia delle Entrate il 15 gennaio 2026 la bussola per la compilazione della Certificazione Unica, adempimento che interessa direttamente i sostituti d’imposta, ma che segna l’avvio della campagna dichiarativa anche per i percettori delle somme ivi indicate.
Per quel che riguarda i fringe benefit, con la CU 2026 entrano in valutazione le scelte compiute dai datori di lavoro verso i propri dipendenti, in primis per quel che riguarda gli impatti sul fronte della tassazione.
Ancor di più alla luce dei limiti differenziati previsti per le diverse categorie di lavoratori, che dettano le regole di effettiva applicazione dei benefici fiscali.
Si ricorda infatti che per il triennio 2025-2027 è stato confermato il doppio binario per i fringe benefit:
- il limite di esenzione è pari a 1.000 euro per la generalità dei dipendenti;
- sale a 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico.
Soglie differenziate alle quali si affianca la novità al debutto nella CU 2026 relativa al bonus affitto per i lavoratori fuori sede.
Per i primi due anni di assunzione, e in caso di trasferimento della residenza oltre i 100 km, i neoassunti con reddito non superiore a 35.000 euro nell’anno precedente hanno potuto beneficiare di un importo a titolo di fringe benefit fino a 5.000 euro. Il bonus extra è finalizzato alla copertura delle spese sostenute per il pagamento degli affitti e per la manutenzione della casa presa in locazione.
I punti da compilare nella CU 2026 per i fringe benefit
I fringe benefit della CU 2026 sono articolati su tre livelli, portando alla necessità di prestare attenzione alla compilazione di tre diversi punti nella sezione “Altri dati” del modello pubblicato dall’Agenzia delle Entrate.
Sarà in particolare necessario valorizzare il:
- punto 474: indicando l’importo complessivo dei fringe benefit erogati al dipendente, fino al limite di 1.000 euro. In caso di erogazione di un benefit in natura in sostituzione del premio di risultato, l’intero importo va riportato in questo punto, anche se superiore al limite di esenzione;
- punto 475: indicando l’importo complessivo dei fringe benefit erogati al dipendente con figli fiscalmente a carico, fino al limite di 2.000 euro;
- punto 476: indicando importo rimborsato nel limite di 5.000 euro.
| Tipologia Lavoratore | Soglia | Esenzione |
|---|---|---|
| Generalità dei dipendenti | 1.000 € | Punto 474 della CU |
| Dipendenti con figli a carico | 2.000 € | Punto 475 della CU |
| Neoassunti (Bonus affitto) | 5.000 € | Punto 476 della CU |
Per quel che riguarda i fringe benefit ordinari, vale la pena ricordare che la soglia di 2.000 euro spetta ai lavoratori dipendenti con figli, compresi i figli nati fuori dal matrimonio riconosciuti e i figli adottivi, affiliati o affidati, che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 12, comma 2 del TUIR, ossia:
- reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro;
- per i figli fino a 24 anni, il limite di reddito è pari a 4.000 euro.
Tra le somme esenti, sino ai limiti di 1.000 o 2.000 euro, rientrano anche per il 2025 - e quindi per la CU 2026 - quelle erogate o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche (acqua, luce e gas).
In aggiunta, rientrano tra i fringe benefit anche le spese rimborsate dal datore di lavoro per il pagamento del canone di locazione e per la copertura degli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto della prima casa. E, nel primo caso, l’agevolazione rappresenta una forma di rimborso autonoma e cumulabile con il bonus fino a 5.000 euro per i nuovi assunti.
Fringe benefit oltre i limiti, doppio binario sulla tassazione nella CU 2026
La compilazione della CU 2026 consentirà quindi di evidenziare eventuali situazioni di superamento delle soglie di esenzione, con l’obbligo di assoggettare l’intero importo erogato a tassazione ordinaria.
Così come indicato nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, è importante ricordare che se il valore dei fringe benefit supera i limiti previsti (1.000 o 2.000 euro), l’intero ammontare concorre alla formazione del reddito imponibile del dipendente e sarà soggetto a tassazione ordinaria.
Una regola che invece non si applica sul fronte del bonus fino a 5.000 euro per i neoassunti. In tal caso infatti, qualora il rimborso delle spese sia superiore al limite previsto dalla norma, solo la parte eccedente di detto limite concorre alla determinazione del reddito di lavoro dipendente.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: I fringe benefit nella CU 2026 si fanno in tre: regole e limiti per i bonus ai dipendenti