Forfettari alla cassa per la flat tax: per saldo e primo acconto 2026 la scadenza è fissata al 20 luglio e quest'anno il rinvio ad agosto costa il doppio. Una panoramica delle regole per il versamento dell'imposta sostitutiva
Partite IVA in regime forfettario, alle porte la scadenza con il saldo 2025 e il primo acconto 2026 della flat tax.
Per effetto della proroga dei versamenti prevista per i soggetti ISA, anche i forfettari possono contare su un margine di tempo extra per pagare le imposte emerse dalla dichiarazione dei redditi 2026.
La scadenza da segnare in rosso sul calendario è fissata al 20 luglio 2026.
Sarà possibile rateizzare il conto dovuto fino a dicembre, così come differire il primo versamento dopo la pausa estiva. In questo caso però raddoppia la maggiorazione dovuta.
Ai fini del calcolo è bene ricordare che l’imposta sostitutiva dovuta dai forfettari è pari al 15 per cento, da applicare alla base imponibile determinata sulla base del coefficiente di redditività previsto per il codice ATECO dell’attività svolta. Per le nuove partite IVA, nei primi cinque anni di attività, la flat tax scende al 5 per cento.
Forfettari, scadenza il 20 luglio per saldo e primo acconto 2026 della flat tax
L’imposta sostitutiva dovuta dalle partite IVA che applicano il regime forfettario, così come per chi è ancora nell’ormai residuale regime dei minimi, si paga entro gli stessi termini previsti per l’IRPEF.
Di base a giugno è previsto il primo appuntamento dell’anno, al quale segue quello fissato alla fine di novembre. Il calendario dei termini da rispettare è stato riscritto per il 2026, per effetto della proroga delle imposte prevista per ISA e forfettari dal decreto legge n. 89/2026, confluita nell’articolo 1-sexies della legge n. 113/2026.
La prima scadenza da annotare in relazione al saldo 2025 e al primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva del 15 o del 5 per cento è quindi fissata al 20 luglio.
Extra time fino al 20 agosto, ma la maggiorazione raddoppia
A cascata, slitta anche il termine da rispettare per i pagamenti con maggiorazione e ci sarà tempo fino al 20 agosto (considerando che la scadenza da calendario, fissata al 19 agosto, cade nel periodo dello stop feriale).
Quest’anno bisogna però tener presente un aspetto importante: il “costo” del differimento raddoppia, e passa dal canonico 0,40 per cento allo 0,80 per cento.
Forfettari, chi paga l’acconto 2026 della flat tax
Vale la pena ricordare che, in linea generale, per i versamenti si devono rispettare le seguenti regole:
- per un importo inferiore a 51,65 euro l’acconto non è dovuto;
- per un importo compreso tra 51,65 e 257,52 euro l’acconto deve essere pagato in un’unica soluzione entro il 30 novembre;
- per un importo superiore a 257,52 euro occorre procedere al versamento in due rate:
- primo acconto entro il 30 giugno, quest’anno entro il 20 luglio;
- secondo acconto entro il 30 novembre.
Saldo e primo acconto 2026 anche a rate: le scadenze per le partite IVA forfettarie
Resta confermata la possibilità di dilazionare l’importo dovuto fino al termine ultimo del 16 dicembre, secondo il seguente piano aggiornato:
| RATA | VERSAMENTO | INTERESSI % | VERSAMENTO (*) | INTERESSI % |
|---|---|---|---|---|
| 1ª | 20 Luglio | 0,00 | 20 agosto | 0,00 |
| 2ª | 20 agosto | 0,18 | 16 settembre | 0,18 |
| 3ª | 16 settembre | 0,51 | 16 ottobre | 0,51 |
| 4ª | 16 ottobre | 0,84 | 16 novembre | 0,84 |
| 5ª | 16 novembre | 1,17 | 16 dicembre | 1,17 |
| 6ª | 16 dicembre | 1,50 |
(*) In questo caso l’importo da rateizzare deve essere preventivamente maggiorato dello 0,80 per cento
Imposta sostitutiva minimi e forfettari, calcolo con metodo storico o previsionale
Al netto della rivisitazione al calendario delle scadenze, non cambiano le vie per il calcolo delle imposte dovute.
Con il metodo storico, il calcolo dell’imposta si fa prendendo come riferimento l’imposta sostitutiva versata nell’anno precedente.
Adottando il metodo previsionale invece, il calcolo degli acconti viene effettuato sulla base di una previsione del reddito nell’anno in corso. Se il contribuente prevede un reddito inferiore rispetto al periodo d’imposta precedente, gli acconti sono pagati in misura inferiore.
Si tratta quindi di un metodo utile ma anche rischioso: se si paga meno di quanto emergerà successivamente a chiusura d’anno, verrà applicata la sanzione per omesso versamento pari al 25 per cento.
Minimi e forfettari: i codici tributo da inserire nel modello F24
Per provvedere al versamento dell’imposta sostitutiva si dovrà utilizzare il modello F24. Dovranno essere inseriti i codici tributo di riferimento per il saldo e l’acconto 2026.
| Regime dei minimi | |
|---|---|
| Versamento | Codice tributo |
| Primo acconto | 1793 |
| Secondo acconto o unica soluzione | 1794 |
| Saldo dell’anno precedente | 1795 |
I contribuenti che applicano il regime forfettario dovranno invece utilizzare quelli riportati nella seguente tabella riassuntiva.
| Regime forfettario | |
|---|---|
| Versamento | Codice tributo |
| Primo acconto | 1790 |
| Secondo acconto o unica soluzione | 1791 |
| Saldo dell’anno precedente | 1792 |
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Forfettari alla cassa: è l’ora di pagare la flat tax. Saldo 2025 e primo acconto 2026 in scadenza