Bollo su fatture elettroniche: dicitura in fattura, importi e come pagare

Giuseppe Guarasci - Imposte

Imposta di bollo sulle fatture elettroniche: ecco le regole e le novità sul calcolo dell'importo da pagare con modello F24 e la dicitura da indicare in fattura. Tutte le istruzioni nella circolare n. 14/E/2019 dell'Agenzia delle Entrate.

Bollo su fatture elettroniche: dicitura in fattura, importi e come pagare

Bollo su fatture elettroniche: facciamo il punto sulle regole relative alle nuove modalità di pagamento dell’imposta di bollo dal 2019.

In merito al calcolo ed il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche sono state pubblicate nuove istruzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 14/E del 17 giugno 2019.

La novità principale e che ha destato diversi dubbi da parte di contribuenti e loro intermediari consiste nel fatto che gli importi del bollo sulle fatture trasmesse al SdI che contengono al loro interno la specifica dicitura saranno calcolati trimestralmente direttamente dall’Agenzia delle Entrate, che predisporrà il modello F24 precompilato entro la scadenza stabilita per il pagamento.

Il calcolo verrà tuttavia effettuato esclusivamente per le fatture regolarmente trasmesse al SdI mentre al contrario non sarà considerato il bollo dovuto sui documenti scartati.

Per le fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre il pagamento dell’imposta di bollo dovrà essere effettuato entro il giorno 20 del mese successivo.

A cambiare non è solo la procedura per pagare il bollo sulle fatture elettroniche, ma anche i codici tributo da utilizzare. Per ciascun trimestre sarà necessario indicare nel modello F24 uno specifico codice, secondo le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 42/E del 10 aprile 2019.

Si ricorda che le novità, introdotte con il decreto del MEF del 28 dicembre 2018, riguardano esclusivamente le fatture elettroniche, circostanza che crea una sorta di doppio binario tra documenti inviati al SdI e documenti cartacei.

Il pagamento del bollo per atti, documenti e registri emessi o utilizzati durante l’anno resta annuale e il versamento dovrà essere effettuato in un’unica soluzione entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Resta invariato il presupposto che prevede, in determinati casi, che la fattura elettronica venga emessa con l’applicazione del bollo, tenendo ovviamente presente che in questi casi non è possibile utilizzare la classica marca da bollo utilizzabile per le fatture cartacee.

La normativa di riferimento è contenuta nel d.p.r. 642/1972, che all’articolo 13 prevede le modalità di assolvimento dell’imposta di bollo, sia nel caso della fattura analogica che in quello della fattura elettronica (così come negli altri casi in cui l’imposta di bollo dovesse essere dovuta ovvero ricevute o documenti diversi).

La regola generale prevede che l’imposta di bollo su una fattura sia dovuta in tutti i casi in cui tale documento preveda al suo interno un importo escluso, esente o fuori campo IVA per un valore superiore ad euro 77,47 (il classico caso è quello dei contribuenti minimi e forfettari).

Tale regole non cambia per la fattura elettronica; quello che cambia è ovviamente la modalità di assolvimento, che nel caso delle fatture elettroniche è di tipo virtuale.

Bollo su fattura elettronica 2019: pagamento trimestrale

Il decreto MEF pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 7 gennaio 2019 stabilisce che il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre dovrà essere effettuato entro il giorno 20 del mese successivo al trimestre di riferimento.

È l’Agenzia delle Entrate a render noto l’importo dell’imposta dovuta, in base ai dati presenti nelle fatture elettroniche inviate al SdI a partire dal 1° gennaio 2019.

L’importo da pagare è riportato all’interno dell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate e l’imposta potrà essere versata mediante il servizio presente online, con addebito su conto corrente bancario o postale oppure utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia delle Entrate.

Le novità sul pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche si applicano a partire dalle fatture emesse dal 1° gennaio 2019.

Bollo sulle fatture elettroniche: calcolo dell’importo solo sui documenti trasmessi al SdI

La circolare n. 14/E pubblicata dall’Agenzia delle Entrate il 17 giugno 2019 fornisce importanti chiarimenti sul calcolo dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.

Vista la peculiarità del processo di fatturazione elettronica via SdI, la fattura elettronica “scartata” da SdI “si considera non emessa” e, conseguentemente, in tali casi non sorgerà neppure il presupposto del tributo.

Precisato quanto sopra, per le fatture ed i documenti da sottoporre ad imposta, nel quadro risultante a seguito del decreto ministeriale 28 dicembre 2018, si avrà la seguente alternativa:

  • fatture e documenti analogici, con imposta da assolvere tramite apposito contrassegno, ovvero in maniera virtuale (cfr., rispettivamente, gli articoli 3 e 15 del d.P.R. n. 642 del 1972);
  • fatture elettroniche ed altri documenti informatici, con imposta da assolvere esclusivamente ex articolo 6 del d.m. 17 giugno 2014.

Per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche si evidenziano le seguenti peculiarità:

  • non è necessaria una preventiva comunicazione all’Agenzia delle Entrate;
  • il pagamento deve essere effettuato mediante il modello F24.

Il termine per pagare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche è fissato al giorno 20 del primo mese successivo per le fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare (ossia, per l’anno in corso, nel 20 aprile, 20 luglio e 20 ottobre 2019, nonché nel 20 gennaio 2020).

Il calcolo effettuato dall’Agenzia delle Entrate riguarderà esclusivamente le fatture correttamente elaborate e non scartate dallo SdI, cioè quelle per le quali il Sistema ha consegnato o messo a disposizione il file della fattura nel trimestre di riferimento.

Per ulteriori dettagli si rimanda alla circolare n. 14/E/2019 di seguito allegata:

PDF - 625.9 Kb
Agenzia delle Entrate - circolare n. 14/E del 17 giugno 2019
Chiarimenti in tema di documentazione di operazioni rilevanti ai fini IVA, alla luce dei recenti interventi normativi in tema di fatturazione elettronica

Bollo fatture elettroniche: nuovi codici tributo F24

Il pagamento del bollo sulle fatture elettroniche potrà essere effettuato mediante addebito diretto sul conto corrente oppure mediante il modello F24.

Per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche a partire dal 1° gennaio 2019, il contribuente troverà nel modello F24 precompilato o dovrà indicare nel F24 ordinario il codice tributo di riferimento tra quelli che l’Agenzia delle Entrate ha istituito con la risoluzione numero 42/E:

  • 2521: Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – primo trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014;
  • 2522: Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – secondo trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014;
  • 2523: Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – terzo trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014;
  • 2524: Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – quarto trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014;
  • 2525: Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – art. 6 decreto 17 giugno 2014 – SANZIONI;
  • 2526: Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – art. 6 decreto 17 giugno 2014 – INTERESSI.

La risoluzione riporta anche le istruzioni per la compilazione del modello F24, i codici tributo devono essere inseriti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, specificando l’anno di riferimento.

Per quanto riguarda il modello F24 Enti pubblici, vanno indicati allo stesso modo in corrispondenza delle somme inserite nella colonna “Importi a debito versati”. Ma nella sezione “DETTAGLIO VERSAMENTO” bisogna riportare i dati che seguono:

  • nel campo “sezione”, il valore “F” (Erario);
  • nel campo “codice tributo/causale”, uno dei suddetti codici tributo;
  • nel campo “riferimento A”, nessun valore;
  • nel campo “riferimento B”, l’anno cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA”.

Bollo su fattura elettronica: quando è dovuto?

L’imposta di bollo sulle fatture elettroniche è dovuta ogni qualvolta l’importo di questi documenti sia escluso, esente o fuori campo IVA per un ammontare superiore ad euro 77,47.

L’obbligo è previsto dal combinato disposto dei seguenti articoli:

  • articolo 6 della tabella allegata al dpr 642/1972 che prevede l’alternatività tra imposta di bollo e IVA;
  • articolo 13 della tariffa allegata al dpr 642/1972 che prevede l’imposta di bollo in misura fissa di 2 euro su fatture, note, conti e documenti simili.

Attenzione: tale obbligo vale anche nei confronti dei soggetti che non sono obbligati a ricevere fatture in formato elettronico. Per intenderci, le fatture emesse dai contribuente in regime forfettario ad un privato cittadino, ad esempio, devono comunque assolvere all’imposta di bollo, al di là della circostanza che tale cittadino conservi la copia di cortesia ovvero il file xml.

Dicitura assolvimento imposta di bollo virtuale in fattura

La dicitura da inserire in una fattura per indicare l’avvenuto assolvimento dell’imposta di bollo è la medesima sia nel caso delle fatture analogiche/cartacee che in quelle elettroniche ovvero:

Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi dell’articolo 15 del d.p.r. 642/1972 e del DM 17/06/2014

Ovviamente la questione della dicitura da inserire in fattura perde di significato nel caso delle fatture elettroniche; in questi casi, infatti, il contribuente sarà semplicemente tenuto a valorizzare l’apposito campo nel tracciato del file XML.

Imposta di bollo su fattura elettronica e altri documenti rilevanti ai fini tributari

La norma di riferimento per le corrette modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sulla fattura elettronica e sugli altri documenti rilevanti ai fini tributari è l’articolo 6 del DM 17 giugno 2014, così come modificato dal decreto del 28 dicembre 2018:

1. L’imposta di bollo sui documenti informatici fiscalmente rilevanti è corrisposta mediante versamento nei modi di cui all’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con modalità esclusivamente telematica.

2. Il pagamento dell’imposta relativa alle fatture, agli atti, ai documenti ed ai registri emessi o utilizzati durante l’anno avviene in un’unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Il pagamento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare è effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo. A tal fine, l’Agenzia delle entrate rende noto l’ammontare dell’imposta dovuta sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio di cui all’art. 1, commi 211 e 212, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, riportando l’informazione all’interno dell’area riservata del soggetto passivo I.V.A. presente sul sito dell’Agenzia delle entrate. Il pagamento dell’imposta può essere effettuato mediante il servizio presente nella predetta area riservata, con addebito su conto corrente bancario o postale, oppure utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia delle entrate. Le fatture elettroniche per le quali è obbligatorio l’assolvimento dell’imposta di bollo devono riportare specifica annotazione di assolvimento dell’imposta ai sensi del presente decreto.

3. L’imposta sui libri e sui registri di cui all’art. 16 della tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, tenuti in modalità informatica, è dovuta ogni 2500 registrazioni o frazioni di esse”.

Versamento imposta di bollo virtuale su fattura elettronica ed altri documenti rilevanti ai fini fiscali

Il pagamento dell’imposta di bollo in un determinato periodo d’imposta è dovuta:

  • sulle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare entro il giorno 20 del primo mese successivo, tramite addebito sul conto corrente o tramite il modello F24;
  • su atti, documenti e registri emessi è dovuto entro il termine di 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Quindi entro il 30 aprile di ogni anno, salvo gli anni bisestili in cui la scadenza diventa il 29 aprile;
    • deve essere assolto mediante versamento con modello F24, compilando la sezione Erario ed utilizzando il codice tributo 2501.

Dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale per i documenti cartacei

Attenzione: l’imposta di bollo può essere assolta in modo virtuale anche per i documenti emessi in formato cartaceo/analogico. Tuttavia, in questi casi occorre rispettare un’apposita procedura prevista dalla normativa vigente e regolamentata dai documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate.

La procedura è disciplinata dall’articolo 15 del dpr 642/1972.

In particolare, a partire dal 1° gennaio 2015, i contribuenti che hanno scelto di assolvere al pagamento dell’imposta di bollo in modo virtuale, devono presentare una dichiarazione consuntiva contenente il numero degli atti e documenti emessi nell’anno solare precedente, distinti per voce di tariffa, utilizzando l’apposito modello.

La dichiarazione deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate, direttamente on line o tramite intermediario, entro il mese di gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento.

Il modello deve essere utilizzato anche per la presentazione delle dichiarazioni nei casi di rinunzia all’autorizzazione, di operazioni straordinarie nonché per rettificare e/o integrare una dichiarazione già presentata della stessa tipologia.

L’Agenzia delle Entrate - a seguito del rilascio dell’autorizzazione - liquiderà provvisoriamente l’imposta di bollo in base a quanto dichiarato, con suddivisione dell’importo totale in rate uguali da versare alla fine di ogni bimestre solare, dalla data di autorizzazione fino a fine anno.

La dichiarazione di assolvimento dell’imposta di bollo è la base di calcolo per

  • la liquidazione definitiva a consuntivo dell’imposta di bollo complessivamente dovuta per l’anno considerato;
  • la liquidazione provvisoria dell’anno in corso.

L’imposta definitiva a credito o a debito verrà inserita nel versamento della rata bimestrale di febbraio o di aprile.

Il versamento si effettua con modello F24 con i seguenti codici tributo:

  • 2505 per le rate bimestrali;
  • 2506 per l’acconto;
  • 2507 per le eventuali sanzioni;
  • 2508 per eventuali interessi.

Le eventuali eccedenze di imposta di bollo virtuale non sono compensabili come crediti.

Attenzione: tale procedura non si applica alle fatture elettroniche ed agli altri documenti elettronici rilevanti ai fini fiscali, così come chiarito anche dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 16/E del 14 aprile 2015 (si legga, in particolare quanto riportato alla fine di pagina 5 della circolare medesima).

Sanzioni mancato pagamento imposta di bollo

Il mancato pagamento dell’imposta di bollo comporta l’irrogazione di sanzioni amministrative pari da 1 a 5 volte l’imposta evasa per ogni fattura irregolare. Il riferimento normativo in questo caso è l’articolo 25 del d.p.r. 642/1972.

Anche in merito alle sanzioni si è espressa l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 14/E del 17 giugno 2019, richiamando innanzitutto alla normativa di riferimento:

Sono obbligati in solido per il pagamento dell’imposta e delle eventuali sanzioni amministrative:
tutte le parti che sottoscrivono, ricevono, accettano o negoziano atti, documenti o registri non in regola con le disposizioni del presente decreto ovvero li enunciano o li allegano ad altri atti o documenti;
tutti coloro che fanno uso, ai sensi dell’art. 2, di un atto, documento o registro non soggetto al bollo fin dall’origine senza prima farlo munire del bollo prescritto.

La parte a cui viene rimesso un atto, un documento o un registro, non in regola con le disposizioni del presente decreto, alla formazione del quale non abbia partecipato, è esente da qualsiasi responsabilità derivante dalle violazioni commesse ove, entro quindici giorni dalla data del ricevimento, lo presenti all’Ufficio del registro e provveda alla sua regolarizzazione col pagamento della sola imposta. In tal caso la violazione è accertata soltanto nei confronti del trasgressore

Ne deriva che per le fatture elettroniche emesse tramite SdI, ferma restando la solidarietà tra i soggetti coinvolti (ossia chi forma il documento e colui che lo riceve o ne fa uso), l’assolvimento dell’imposta prescinde dalla soggettività IVA e che sono obbligati principali al pagamento anche coloro che non hanno tale soggettività in quanto la stessa, per specifica previsione di legge, è traslata su altri. È il caso ad esempio del Gruppo IVA.

La regolarizzazione delle fatture imporrebbe, al fine di evitare sanzioni, la presentazione delle stesse agli uffici dell’Amministrazione finanziaria entro 15 giorni dalla ricezione, con contestuale pagamento dell’imposta. Un obbligo che non si applica anche alla regolarizzazione dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche, in quanto l’emissione tramite il SdI costituisce già presentazione delle stesse all’Agenzia delle Entrate.

Resta obbligatorio il versamento dell’imposta mediante modello F24 entro il quindicesimo giorno dalla ricezione.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce infine che, coordinando le regole di cui sopra con i diversi termini di versamento previsti per il bollo sulle fatture elettroniche (il ventesimo giorno del primo mese successivo al trimestre solare di riferimento, ovvero, per la regolarizzazione, il quindicesimo giorno successivo alla ricezione della fattura elettronica) la regolarizzazione si renderà necessaria solo quando la fattura, sprovvista dell’indicazione voluta dall’articolo 6 del d.m. 17 giugno 2014 e dei “DatiBollo” (elementi 2.1.1.6.1 e 2.1.1.6.2 del tracciato xml) sia da assoggettare all’imposta

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