Decreto liquidità, cosa prevede il testo in Gazzetta ufficiale: le novità

Alessio Mauro - Leggi e prassi

Decreto liquidità, testo ufficiale e novità: cosa prevede il DL pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 aprile 2020? Dai prestiti alle imprese fino alla nuova proroga delle scadenze fiscali, ecco le misure inserite nel provvedimento del Governo.

Decreto liquidità, cosa prevede il testo in Gazzetta ufficiale: le novità

Decreto liquidità, analizziamo di seguito le novità contenute nel testo del decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 aprile 2020.

Il testo del decreto liquidità, approvato il 6 aprile 2020 dal Consiglio dei Ministri, è la seconda manovra per far fronte alle conseguenze economiche del coronavirus e supportare le imprese in difficoltà.

L’intervento complessivo consiste nello stanziamento di 400 miliardi di euro, come spiegato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa.

200 miliardi di euro sono stanziati in favore della liquidità del mercato interno, a garanzia di prestiti di piccole, medie e grandi imprese.

Gli altri 200 miliardi di euro sono invece destinati all’export.

La misura del Governo potenzia il Fondo di garanzia per le PMI, per imprese fino a 499 dipendenti, con ulteriori 7 miliardi di euro, oltre ai fondi destinati dal precedente decreto Cura Italia.

Il prestiti alle aziende seguono tre diverse corsie:

  • prestiti fino a 25.000 euro: non sarà prevista alcuna valutazione di merito, né andamentale né di natura economico-finanziaria del credito e la garanzia coprirà il 100% delle somme;
  • prestiti fino a 800.000 euro: la garanzia statale coprirà il 90% degli importi ma si arriva al 100% alla controgaranzia dei Confidi. A differenza del caso precedente, è prevista una valutazione di merito del credito;
  • prestiti fino a 5 milioni di euro: garanzia statale fino al 90%.

Le garanzie statali sono previste anche per grandi imprese e attraverso la SACE Simest, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti.

In favore delle banche che effettuano finanziamenti alle imprese vengono stanziati 200 miliardi di euro, dei quali 30 miliardi sono destinati al supporto di piccole e medie imprese.

La garanzia coprirà tra il 70% e il 90% delle somme finanziate, in base alle dimensioni dell’impresa, che può anche superare i 5000 dipendenti.

Le misure sono separate dal decreto di aprile per permettere una più veloce distribuzione delle risorse.

Il decreto prevede inoltre alcuni provvedimenti fiscali e contabili che integrano quelli già stabiliti nel del decreto Cura Italia.

Tra questi c’è la sospensione dei versamenti di IVA, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, la proroga per la scadenza della Certificazione Unica e la rimessione in termini dei versamenti scaduti lo scorso 20 marzo.

Decreto liquidità, le novità della misura pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’8 aprile 2020: 200 miliardi di euro per le imprese

Il testo del decreto Liquidità ha ricevuto l’approvazione del Governo il 6 aprile ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 aprile 2020.

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Gazzetta Ufficiale - Decreto Legge numero 23 dell’8 aprile 2020
Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali.

Con la manovra vengono mobilitati 400 miliardi di euro per supportare le aziende in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus.

Delle risorse complessive 200 miliardi di euro sono destinati a piccole, medie e grandi imprese per la liquidità del mercato interno, come anticipato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa.

Il testo ufficiale prevede il potenziamento del Fondo di garanzia per le PMI per imprese fino a 499 dipendenti.

Il meccanismo già collaudato prevede tre diverse possibilità di garanzia statale sui prestiti:

  • prestiti fino a 25.000 euro: non sarà prevista alcuna valutazione di merito, né andamentale né di natura economico-finanziaria del credito e la garanzia coprirà il 100% delle somme;
  • prestiti fino a 800.000 euro: la garanzia statale coprirà il 90% degli importi ma si arriva al 100% alla controgaranzia dei Confidi. In questo caso è prevista una valutazione di merito del credito;
  • prestiti fino a 5 milioni di euro: garanzia statale fino al 90%.

Soprattutto il primo punto ha lo scopo di supportare piccole imprese, artigiani, professionisti e lavoratori autonomi.

Sono tuttavia previste misure di sostegno alla liquidità anche per grandi imprese con un numero di dipendenti superiori a 5000.

Le garanzie statali sono concesse alle imprese in favore di banche che effettuano finanziamenti sotto qualsiasi forma.

Tali garanzie prevedono l’intervento della società SACE Simest, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti e coprono una percentuale variabile delle somme messe a disposizione: tra il 70% e il 90% a seconda delle dimensioni dell’azienda.

Il termine per le concessioni è il 31 dicembre 2020 per finanziamenti di durata non superiore a 6 anni e con possibilità di avvalersi di un preammortamento fino a 24 mesi

Il complesso delle misure di supporto alle imprese sono state inserite in un provvedimento specifico che ha l’obiettivo di rendere la mobilitazione delle risorse immediata e più agevole a livello burocratico.

Nel decreto di aprile saranno inoltre presenti ulteriori interventi complementari a quanto è stato approvato il 6 aprile 2020 dal Consiglio dei Ministri.

Decreto Liquidità, il nodo delle autorizzazioni dei fondi SACE da parte della Commissione europea

Sui prestiti per le imprese del decreto Liquidità, le cui garanzie assicurate dalla SACE, ci sono ancora diversi nodi da sciogliere.

Il più importante è quello messo a fuoco da Unimpresa: la necessità di ottenere il via libera dall’Unione europea.

Come spiegato nel comunicato del 7 aprile 2020, infatti, le misure del Decreto Liquidità prevedono un complesso processo di autorizzazioni da parte della Commissione UE dal momento che la SACE è una società pubblica.

In altre parole, gli aiuti di Stato, se emessi prima dell’approvazione europea, potrebbero configurarsi come sussidi pubblici vietati dalle regole comunitarie.

A questo punto risultano chiari due ordini di problemi. Il primo riguarda la possibilità che tali aiuti vengano fermati dall’Europa. Il secondo che la procedura burocratica impedisca di fatto una rapida mobilitazione di fondi.

Entrambi gli scenari destano non poca preoccupazione per le imprese che necessitano di un intervento immediato.

Il comma 12 dell’articolo 1 del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 aprile 2020 stabilisce che l’efficacia delle misure sulle garanzie (commi da 1 a 9) “è subordinata all’approvazione della Commissione Europea ai sensi dell’articolo 108 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea”.

In merito la presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara commenta quanto segue:

“Quello del governo è un bluff, hanno approvato una norma che di fatto è congelata, probabilmente con il solo obiettivo di sbandierare denaro distribuito a pioggia sul sistema economico italiano. Ma quel denaro non c’è, almeno per ora e, in ogni caso, non si tratta di elargizioni, ma di indebitamento aggiuntivo a carico delle imprese anche se a condizioni vantaggiose.”

Unimpresa osserva inoltre che le garanzie, da sole, non sono sufficienti a sostenere l’economia italiana, soprattutto nel periodo di emergenza coronavirus.

Decreto liquidità, la proroga delle scadenze fiscali del testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 aprile 2020

Il decreto Liquidità approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 aprile e pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 aprile 2020 prevede ulteriori proroghe rispetto alle sospensioni del decreto Cura Italia.

In aggiunta alle misure già previste vengono inserite le sospensioni dei versamenti IVA, delle ritenute e dei contributi per i mesi di aprile e maggio.

Le proroghe del testo ufficiale sono articolate come segue:

  • IVA: le ritenute e i contributi sono sospesi per i soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia;
  • sono inoltre sospesi in ogni caso tali versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;
  • per i residenti delle 5 province più colpite, ossia Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza, la sospensione del versamento IVA è accordata se si è verificato un calo del fatturato di almeno il 33%, a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni.

La ripresa dei versamenti è stabilita a partire dal mese di giugno 2020, con la possibilità di scegliere la formula rateale: 5 rate mensili dello stesso importo.

Il decreto Liquidità estende inoltre la sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto Cura Italia.

Con la nuova misura, vengono ricomprese anche le scadenze dei mesi di aprile e maggio 2020.

Sul fronte scadenze ci sono inoltre altre due importanti novità.

La prima riguarda i termini per i versamenti scaduti lo scorso 20 marzo 2020, data di rinvio degli appuntamenti con il fisco del 16 marzo 2020.

Per tali scadenze viene fissato un nuovo termine: il 16 aprile 2020.

Viene inoltre ulteriormente prorogato il termine per l’invio della Certificazione Unica fissato allo scorso 31 marzo.

Con il nuovo provvedimento c’è tempo fino al 30 aprile 2020.

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