Settimane decisive per la definizione del Documento di Finanza Pubblica 2026 (ex DEF), secondo lo schema condiviso in Parlamento: cruciali per il futuro, economico e non solo, i dati Eurostat
Il ciclo di bilancio cerca un centro di gravità permanente, dopo l’introduzione delle nuove regole europee. E nelle prossime settimane il Governo dovrà presentare il Documento di Finanza Pubblica secondo lo schema di contenuti fissato da Camera e Senato.
Il canonico appuntamento del 10 aprile con il vecchio Documento di Economia e Finanza per posare la prima pietra della Manovra di Bilancio è ormai superato.
E la nuova versione, elaborata già lo scorso anno dell’Esecutivo, si concentra perlopiù sulle analisi macroeconomiche. Per la versione definitiva del testo si attendono le valutazioni Eurostat che arriveranno dopo il 20 aprile.
Sono settimane decisive, quindi, per definire il quadro macroeconomico attuale, i prossimi obiettivi di finanza pubblica e lo stato di avanzamento delle riforme previste dal Piano strutturale di bilancio 2025-2029 e inviare entro il 30 aprile all’UE la relazione annuale.
Documento di Finanza Pubblica 2026 in via di definizione: il futuro dipende dai dati economici
Stando allo schema condiviso in parlamento, anche per il 2026 mancherà la parte programmatica che ormai viene rimandata all’aggiornamento di settembre. Negli anni precedenti alla riforma europea, dalla primavera si anticipavano misure, possibili novità, intenzioni di politiche economiche per la Legge di Bilancio da scrivere in autunno.
Anche senza definire in linea di massima le prossime novità da mettere in campo, il Documento di Finanza Pubblica 2026 è centrale per la costruzione della prossima Manovra: sulle analisi economiche di primavera si costruiranno le politiche dei prossimi mesi.
L’ultima Legge di Bilancio ha avuto un unico obiettivo chiaro: tenere i conti in ordine per uscire in maniera anticipata dalla procedura per disavanzo eccessivo.
Stando alle parole del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, ora è tempo di tirare le somme e di proseguire su questa linea:
“Per quanto riguarda l’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo, i conti Istat di inizio marzo indicano un rapporto deficit-PIL delle amministrazioni pubbliche pari al 3,1 (in realtà 3,07 per cento del PIL) nel 2025.
Siamo in attesa delle valutazioni da parte di Eurostat, nella terza decade di aprile, questione estremamente rilevante ai fini delle decisioni da assumere. Gli scenari variano infatti sensibilmente, a seconda che sussistano o meno i presupposti per un’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo”.
Ha detto in Senato il 9 aprile.
E in caso di esito negativo, anche considerando la necessità legate alle spese militari, il Governo valuterà un nuovo scostamento di Bilancio. Tra gli elementi che pesano anche le necessità di far fronte al caro energia.
In altre parole, le analisi in via di elaborazione sono cruciali per la programmazione futura, economica e non. E dovranno essere contenute nel Documento di Finanza Pubblica 2026.
| Documento di Finanza Pubblica 2026 |
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Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Verso il DFP 2026: il futuro dipende anche dai dati Eurostat