DEF 2022: cos’è e cosa contiene il testo del Documento di Economia e Finanza

Rosy D’Elia - Fisco

DEF 2022: cos'è, quando si presenta e cosa contiene? Ieri, 6 aprile, il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo testo (disponibile in pdf) del Documento di Economia e Finanza e la Relazione al Parlamento. Rispetto alla Nota di Aggiornamento il quadro macroeconomico è peggiorato: il conflitto in Ucraina e il caro energia sono due delle motivazioni.

DEF 2022: cos'è e cosa contiene il testo del Documento di Economia e Finanza

DEF 2022: cos’è, quando si presenta e cosa contiene? Il testo del nuovo Documento di economia e finanza per l’anno in corso è stato approvato durante il Consiglio dei Ministri del 6 aprile e mette nero su bianco il peggioramento del quadro macroeconomico rispetto alla NADEF, la Nota di Aggiornamento, di ottobre.

Il conflitto in Ucraina e il caro energia sono tra le principali cause alla base del cambiamento di scenario.

“La previsione tendenziale di crescita del prodotto interno lordo (PIL) per il 2022 scende dal 4,7 per cento programmatico della NADEF al 2,9 per cento, quella per il 2023 dal 2,8 per cento al 2,3 cento”.

Il via libera sul testo del DEF 2022 è arrivato nei tempi: il termine è solitamente previsto per il 10 aprile di ogni anno e inaugura una precisa tabella di marcia da rispettare.

DEF 2022, cosa contiene? Le novità in arrivo

A dettare la linea sono le difficoltà legate alla guerra e ai prezzi dell’energia, non è più la pandemia in primo piano, dopo due anni. Ma i suoi effetti restano rilevanti: la crisi sanitaria “rimane un ostacolo all’attività economica a livello globale, sia per l’impatto sull’offerta di lavoro e i comportamenti dei consumatori, sia per gli effetti avversi sulle catene globali del valore e sui costi di trasporto”.

Nel comunicato stampa del Governo che ha accompagnato l’approvazione si legge:

“Il disavanzo tendenziale della pubblica amministrazione è indicato al 5,1per cento per quest’anno; scende successivamente fino al 2,7 per cento del PIL nel 2025. Gli obiettivi per il disavanzo contenuti nella NADEF sono confermati: il 5,6 per cento nel 2022, in discesa fino al 2,8 per cento nel 2025. Vi è quindi un margine per misure espansive (0,5 punti percentuali di PIL per quest’anno, 0,2 punti nel 2023 e 0,1 punti nel 2024 e nel 2025)”.

Secondo quanto emerge dalla testo del DEF 2022, nel mese di aprile arriverà un nuovo decreto legge di 9,5 miliardi:

  • 4,5 miliardi saranno utilizzati per ripristinare i fondi di bilancio temporaneamente definanziati a parziale copertura del decreto-legge n. 17/2022;
  • altri 5 miliardi saranno impiegati su quattro diversi fronti:
    • ulteriori interventi per contenere i prezzi dei carburanti e il costo dell’energia;
    • aumento delle risorse necessarie a coprire l’incremento dei prezzi delle opere pubbliche;
    • incremento dei fondi per le garanzie sul credito;
    • ulteriori misure che si rendano necessarie per assistere i profughi ucraini e per alleviare l’impatto economico del conflitto in corso in Ucraina sulle aziende italiane.

Si tratta dei principali e più vicini passi da compiere ma, come sottolinea il comunicato stampa del 6 aprile, non saranno gli unici.

Il Governo si impegna a intervenire, quando necessario, “con la massima determinazione e rapidità a sostegno delle famiglie e delle imprese italiane.

Sul rapporto debito/PIL le previsioni del DEF 2022 sono di una diminuzione dal 150,8 per cento del 2021 al 147 per cento fino ad arrivare al 141,4 per cento nel 2025.

Documento di Economia e Finanza - Programma di Stabilità
Il testo del Documento di Economia e Finanza (Sezione I - Programma di Stabilità)

DEF 2022: cos’è e cosa prevede

Il Documento di Economia e Finanza, DEF, è stato introdotto in Italia dalla Legge numero 362 del 1988 ed è stato poi adeguato agli impegni e ai tempi dettati dall’Europa.

Il DEF è un testo programmatico che il governo, entro il 10 aprile di ogni anno, propone al Parlamento: i suoi contenuti rappresentano la base per pianificare strategie economiche e finanziarie da realizzare nei tre anni successivi.

“Definisce la manovra di finanza pubblica per il periodo compreso nel bilancio pluriennale”, come recita l’articolo 3 della legge numero 362 del 1988.

A Camera e Senato spetta il compito di approvarlo, e dopo l’ok deve essere inviato alla Commissione Europea entro il 30 aprile.

Non è un testo di legge: ciò che viene inserito nel Documento di Economia e Finanza, quindi, non trova un’applicazione concreta e immediata seguendo un iter già definito. Ma ha un’importanza cruciale perché rappresenta la posa della prima pietra di tutte le misure economiche e finanziare che il governo vuole adottare ed è il primo banco di prova nel confronto con l’Europa.

Obiettivi, strategie, direzioni sono le tre parole chiave del DEF e tracciano la strada economica e finanziaria che il paese intraprende.

DEF: quando si presenta, i tempi della programmazione economia e finanziaria

Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri, l’iter del DEF passa allo step successivo.

Il documento programmatico, ogni anno, segue un ciclo preciso di passaggi e scadenze. Elaborazione e discussione devono rispettare i tempi dettati dalla legge numero 39 del 7 aprile 2011 che ha inquadrato le tempistiche nei ritmi del semestre europeo.

Se infatti in passato il termine ultimo per la presentazione del DEF al Parlamento era il 15 maggio di ogni anno, oggi il calendario del Documento di Economia e Finanza è stato definito nel modo che segue.

PROGRAMMAZIONESCADENZA
Presentazione del DEF al Parlamento 10 aprile
Presentazione alle Camere della Nota di aggiornamento del DEF 27 settembre
Presentazione alle Camere del disegno di legge del bilancio dello Stato 20 ottobre
Presentazione alle Camere del disegno di legge di assestamento 30 giugno
Eventuali disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica entro il mese di gennaio

DEF 2022, quali sono i contenuti del Documento di Economia e Finanza?

Il documento programmatico contiene obiettivi da raggiungere, analisi della situazione attuale e previsioni future ed è composto da tre sezioni.

La prima sezione contiene lo schema del Programma di stabilità con gli elementi e le informazioni richieste dai regolamenti dell’Unione europea e dal Codice di condotta sull’attuazione del patto di stabilità e crescita, e fa riferimento agli obiettivi da conseguire per accelerare la riduzione del debito pubblico.

Le voci da inserire sono numerosissime e i contenuti vanno dal quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica alle diverse ipotesi di evoluzione dell’indebitamento netto e del debito rispetto a scenari di previsione alternativi riferiti al tasso di crescita del prodotto interno lordo, della struttura dei tassi di interesse e del saldo primario.

La seconda sezione del DEF contiene l’analisi del conto economico e del conto di cassa delle amministrazioni pubbliche nell’anno precedente e degli eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi programmatici indicati nel DEF e nella Nota di aggiornamento. Inoltre nella seconda parte del documento trovano spazio una serie di previsioni sui conti e di confronti anche con le indicazioni contenute nei precedenti documenti programmatici.

La terza sezione del DEF ospita lo schema del Programma nazionale di riforma e in particolare riporta:

  • lo stato di avanzamento delle riforme avviate, con indicazione dell’eventuale scostamento tra i risultati previsti e quelli conseguiti;
  • gli squilibri macroeconomici nazionali e i fattori di natura macroeconomica che incidono sulla competitività;
  • le priorità del Paese e le principali riforme da attuare, i tempi previsti per la loro attuazione e la compatibilità con gli obiettivi programmatici indicati nella prima sezione del DEF;
  • i prevedibili effetti delle riforme proposte in termini di crescita dell’economia, di rafforzamento della competitività del sistema economico e di aumento dell’occupazione.

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