Le insidie della dichiarazione dei redditi precompilata: errori nelle CU per i dipendenti della PA

Salvatore Cuomo - Dichiarazione dei redditi

Non è ancora scaduto il termine per la presentazione delle CU da parte dei datori di lavoro e dei committenti, ma già si preannuncia per un discreto numero di utenti una dichiarazione precompilata ad ostacoli. Per alcuni dipendenti della PA, ad esempio, le Certificazioni Uniche riportano degli errori.

Le insidie della dichiarazione dei redditi precompilata: errori nelle CU per i dipendenti della PA

Si avvicina il momento della compilazione delle dichiarazioni dei redditi e, proseguendo nel percorso virtuoso intrapreso ormai da diversi anni volto alla progressiva disintermediazione del rapporto tra Fisco e contribuente, anche quest’anno dal prossimo 30 aprile sarà messa a disposizione la dichiarazione in forma precompilata che potrà essere presentata sia tramite modello 730 che tramite modello Redditi.

Come ormai dovrebbe essere di nostra conoscenza, il modello che si sceglie di utilizzare contiene gran parte delle informazioni necessarie alla corretta liquidazione dell’imposta dovuta e/o a credito.

Tra le principali:

  • redditi di lavoro dipendente o pensione, comunicati dal soggetto erogatore;
  • redditi dei fabbricati provenienti da quanto dichiarato dal contribuente stesso nell’anno precedente;
  • oneri per spese sanitarie, assicurative, per interessi su mutui ed altre comunicate dai soggetti percipienti;
  • oneri per opere edilizie comunicate dai condomini per i quali poter usufruire dei relativi vantaggi fiscali;
  • dati relativi ai crediti e agli acconti.

Gli stessi dati già in possesso della Agenzia delle Entrate sono disponibili in molti casi, ma appunto non sempre, anche relativamente ai familiari a carico.

La PA e le insidie della dichiarazione dei redditi precompilata

La norma vigente consente a coloro che usufruiscono della dichiarazione precompilata di accettare e spedire telematicamente la stessa con pochi semplici passaggi telematici senza alcun obbligo fiscale relativo alla conservazione della documentazione a supporto dei redditi e degli oneri già presenti.

In ogni caso è possibile rettificare o aggiungere ulteriori elementi, partendo dal modello messo a disposizione, con l’unico onere di conservare la documentazione inerente alle rettifiche o alle integrazioni apportate.

Fin qui tutto bene, se non fosse che dopo ormai diversi anni dal debutto la precompilata è utilizzata da meno del 20 per cento dei potenziali utilizzatori.

Non sono molti e il risultato è stato raggiunto comunque grazie all’intervento di CAF e professionisti che affiancano il contribuente nell’esercizio dell’adempimento.

La spiegazione può essere una sola, la paura di sbagliare di fronte alla mole di pagine di istruzioni a cui aggiungere le circa 400 della annuale circolare esplicativa delle istruzioni.

Si conferma, insomma, un tema più volte sollevato dagli operatori del settore: il percorso di implementazione dello strumento informatico nel quotidiano del contribuente senza una fattiva semplificazione normativa e di prassi non sembra percorribile.

Dichiarazione dei redditi precompilata: errori nelle CU dei dipendenti della PA

Se a questo poi si aggiunge l’ormai consueto e fisiologico tema delle CU da correggere da parte dell’INPS, che interessa un numero di contribuenti paragonabile alla popolazione di una città come Firenze.

In questi casi è di fatto precluso all’origine il poter concludere l’adempimento tributario con la sola accettazione e invio del modello precompilato e come se ciò non bastasse quest’anno sembra aggiungersi un ulteriore elemento di complicazione.

Diverse CU relative ai dipendenti della PA, che ad esempio solo nell’ambito del personale di Polizia sembra siano circa 8mila ma non riguarda solo loro, dovranno essere rielaborate e riemesse a seguito di un problema tecnico informatico riguardante il corretto calcolo dei conguagli di fine anno.

In una nota interna del 18 febbraio scorso, già a conoscenza di alcuni addetti ai lavori informati dai rispettivi clienti, si legge:

“… indicativamente nella mensilità di aprile/maggio 2022, si procederà al ricalcolo ed all’applicazione dell’effettivo conguaglio dovuto in base ai redditi 2021 erogati dal sistema NoiPA e alla contestuale rielaborazione della Certificazione Unica.

Sarà quindi necessario attendere la pubblicazione della nuova Certificazione sul Portale NoiPA prima di procedere alla compilazione della dichiarazione dei redditi.

Qualora intenda avvalersi della dichiarazione precompilata messa a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, dovrà avere cura di rettificare i dati proposti in base ai dati riportati sulla nuova Certificazione rilasciata”.

Va detto che un fatto analogo nell’ambito privato sarebbe certo passibile di sanzione, visto il termine di consegna delle CU fissato al 16 marzo.

Per concludere, poi, è lecito chiedersi: come potrà mai decollare la dichiarazione precompilata se viene ostacolata, anche se per meri errori, dalla stessa PA e segue i tempi dettati dalla burocrazia invece di quelli dettati dal diritto del contribuente?

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