Curatore di eredità giacente: obbligatorio il pagamento delle imposte

Tommaso Gavi - Imposte

Curatore di eredità giacente, per il soggetto è previsto l'obbligo di pagamento delle imposte catastali, ipotecarie, di bollo e di successione non oltre il limite del valore dei beni posseduti. Lo chiarisce l'Agenzia delle Entrate nella risposta all'interpello numero 587 del 15 settembre 2021: lo stesso deve anche presentare la dichiarazione di successione.

Curatore di eredità giacente: obbligatorio il pagamento delle imposte

Curatore di eredità giacente, il soggetto è obbligato al pagamento delle imposte non oltre il limite del valore dei beni posseduti.

Lo chiarisce la risposta all’interpello numero 587 del 15 settembre 2021 dell’Agenzia delle Entrate.

Il curatore di eredità giacente deve provvedere presentazione della dichiarazione di successione e ai versamenti che ne derivano: delle imposte catastali, ipotecarie, di bollo e di successione.

Fino all’accettazione dell’eredità, i soggetti che non sono in possesso di beni ereditari non sono invece obbligati ad alcun versamento.

Il curatore di eredità giacente deve pagare le imposte catastali ipotecarie, di bollo e di successione

Il curatore di eredità giacente ha l’obbligo di corrispondere le imposte catastali, ipotecarie, di bollo e di successione, derivanti dalla dichiarazione di successione che egli stesso deve presentare.

A chiarirlo è la risposta all’interpello numero 587 del 15 settembre 2021 dell’Agenzia delle Entrate.

Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello numero 587 del 15 settembre 2021
ART. 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Articoli 28 e 36 del TUS - obblighi dei curatori delle eredità giacenti.

Anche in questa occasione i chiarimenti nascono da un caso concreto, quello di un’apertura di una successione con un’eredità che comprende immobili e passività in corso di accettazione.

L’istante, un curatore dell’eredità giacente, spiega che due dei chiamati all’eredità hanno rinunciato e per gli altri due si è in attesa di accettazione.

L’istante chiede se deve corrispondere le imposte in questione e fa sapere che sui conti correnti del de cuius, temporaneamente bloccati in attesa della dichiarazione di successione, il saldo è insufficiente al pagamento delle stesse.

Dopo aver riepilogato il quadro normativo di riferimento, l’Agenzia delle Entrate richiama l’articolo 36, comma 3 del TUS, il Testo unico delle disposizioni sull’imposta sulle successioni e donazioni.

Il soggetto in questione, in qualità di chiamato all’eredità, risponderà delle imposte “nel limite del valore dei beni ereditari posseduti”.

Prima di sciogliere i dubbi dell’istante, l’Amministrazione finanziaria indica quali sono i soggetti coinvolti nella successione.

Il curatore di eredità giacente rientra tra i soggetti passivi di dell’imposta

In risposta al quesito posto dall’istante, l’Agenzia delle Entrate riepiloga quali sono i soggetti coinvolti nella successione e nelle vicende ereditarie.

In base a quanto previsto dall’articolo 5 del TUS, i soggetti passivi d’imposta sono gli eredi.

Secondo quanto indicato dall’articolo 28, comma 2 del TUS, invece, l’obbligo di presentazione della dichiarazione di successione interessa i soggetti chiamati all’eredità, i legatari, o i loro rappresentanti legali, gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assente, gli amministratori dell’eredità, i curatori delle eredità giacenti e gli esecutori testamentari.

Tale obbligo grava quindi sul soggetto istante.

In relazione al pagamento dell’imposta, invece, a dettare le regole è l’articolo 36 del TUS che prevede quanto segue:

“Fino a quando l’eredità non sia stata accettata, o non sia stata accettata da tutti i chiamati, i chiamati all’eredità, o quelli che non hanno ancora accettato, e gli altri soggetti obbligati alla dichiarazione della successione, esclusi i legatari, rispondono solidalmente dell’imposta nel limite del valore dei beni ereditari rispettivamente posseduti.”

In altre parole, fino all’accettazione dell’eredità chi non è in possesso di beni ereditari non deve pagare imposte mentre chi ne è in possesso deve provvedere ai versamenti non oltre il limite del valore dei beni posseduti.

A ribadire gli obblighi dichiarativi e di versamento delle imposte in capo all’istante è anche la sentenza n. 16428/2009 della Cassazione.

Nel caso di successione ereditaria l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate deve redigere il certificato di successione secondo le risultanze della dichiarazione e a richiederne la trascrizione con la relativa imposta ipotecaria in misura proporzionale.

Per quanto riguarda l’imposta catastale è vigente l’obbligo di volturare gli immobili compresi nell’attivo ereditario a favore dell’eredità giacente e dovrà essere corrisposta l’imposta in misura proporzionale.

Infine l’Amministrazione finanziaria contempla un ultimo caso:

“Per completezza, si rappresenta che nell’ipotesi in cui non esistono successibili in relazione alla specifica eredità oggetto di curatela e che, pertanto, l’eredità va devoluta allo Stato a norma dell’art. 586 del codice civile, non sono dovute né l’imposta di successione, ai sensi dell’art. 3 del TUS, né quelle ipotecaria e catastale, ai sensi, rispettivamente, dell’art. 1, comma 2, e dell’art. 10, comma 3, del d.lgs. n. 347 del 1990.”

La devoluzione dei beni allo Stato è considerata una causa di chiusura del procedimento dell’eredità giacente.

Nel caso di devoluzione dei beni allo Stato, quindi, dovrà essere sospesa
la riscossione dell’imposta
e il curatore potrà procedere alla richiesta di rimborso della stessa, se è già stata versata.

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