Dal 21 settembre diventano accessibili voucher e contributi per le imprese che intendono ottenere la certificazione sulla conciliazione vita-lavoro: in campo 7,5 milioni di euro
Ai nastri di partenza il pacchetto di agevolazioni per le imprese che intendono ottenere la nuova certificazione per la conciliazione tra vita privata e lavoro.
Come previsto dal bando gestito da Unioncamere del 21 luglio scorso, si parte dal prossimo 21 settembre con le domande per ottenere i voucher da utilizzare per la consulenza iniziale e i contributi utili a sostenere i costi legati alla procedura documentale.
In campo ci sono 7,5 milioni di euro: la maggior parte delle risorse, il 60 per cento, è destinata alle micro, piccole e medie imprese.
| 3,25 milioni di euro | Contributi per i servizi di assistenza tecnica e di accompagnamento, sotto forma di voucher |
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| 4,25 milioni di euro | Contributi per servizi di certificazione |
Al via gli incentivi per la certificazione sulla conciliazione vita lavoro
Le strategie per favorire la conciliazione tra la vita privata e il lavoro sono un investimento sul futuro che promette benefici alle lavoratrici e ai lavoratori, ma anche delle imprese stesse.
Grazie alle novità introdotte dall’ultimo Decreto Lavoro, prevedere forme di supporto alla genitorialità, piani di welfare e offerta di servizi crea i presupposti per poter risparmiare anche sui contributi dovuti.
E ottenere la nuova certificazione regolata dalla Prassi UNI/PdR 192:2026 è il primo passo da compiere per ottenere l’agevolazione prevista dall’articolo 6 del DL n. 62 del 2026, che diventerà operativa con l’adozione di un decreto attuativo.
| Conciliazione vita familiare-lavoro |
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| Capacità di armonizzare la sfera lavorativa con quella privata-familiare, attraverso politiche, strumenti e pratiche finalizzate a garantire un equilibrio sostenibile tra responsabilità professionali e personali. Prassi UNI/PdR 192:2026 |
Per accompagnare le aziende a convalidare il sistema di gestione della conciliazione vita-lavoro sono previste due forme di incentivi:
- voucher per tutoraggio e supporto tecnico-gestionale da parte degli esperti e delle esperte che rientrano nell’elenco ufficiale gestito da Unioncamere per un massimo di 6 giornate piene del valore economico di 2.459,01 al netto di IVA
- la copertura dei costi per i servizi di certificazione: le somme, calcolate anche in base al numero di giornate di audit e di addetti, vengono erogati direttamente agli Organismi di Certificazione iscritti all’elenco unioncamere che gestiscono la pratica. Si può arrivare fino a un massimo di 12.000 euro.
In particolare, i contributi finalizzati a ottenere la certificazione coprono le seguenti voci:
- esame della domanda;
- verifica documentale;
- verifica in sede e osservazione diretta dell’attività dell’organizzazione certificata;
- rilascio del certificato.
Come specifica il bando, è previsto anche un incremento di 450 euro per le imprese già in possesso della certificazione della parità di genere o “Family Audit” per i servizi di certificazione a copertura dei costi di sorveglianza per il mantenimento della certificazione secondo la UNI PdR 125:2022 o dello standard “Family Audit” nel periodo interessato dalle agevolazioni.
Contributi per la certificazione sulla conciliazione vita lavoro: domande dal 21 settembre
Le domande di contributo potranno essere presentate dalle imprese interessate dalle ore 10 del 21 settembre fino alla scadenza delle ore 16 del 31 marzo 2027, salvo chiusure anticipate per esaurimento fondi.
Si parte dal pre-screening online, che rappresenta un passaggio necessario. Dopo aver compilato online il test di autovalutazione per verificare il superamento del punteggio minimo richiesto, si potrà presentare la propria richiesta tramite la piattaforma telematica ReStart di Unioncamere.
Possono richiedere un sostegno economico per ottenere la nuova certificazione sulla conciliazione vita-lavoro le imprese che presentano i seguenti requisiti:
- almeno un dipendente regolarmente assunto;
- partita IVA attiva, sede legale o operativa in Italia o domicilio fiscale per i titolari di partita IVA non iscritti al Registro delle Imprese;
- pieno e libero esercizio dei diritti, senza procedure concorsuali o liquidazione volontaria;
- regolarità amministrativa e contributiva;
- regolarità contributiva e previdenziale attestata dal DURC;
- rispetto degli obblighi su assunzioni obbligatorie e collocamento mirato, dove applicabili;
- trasmissione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile, per le imprese tenute all’obbligo.
Per ottenere i contributi, inoltre, sarà necessario avere a disposizione un preventivo da parte di un Organismo di Certificazione con i seguenti dettagli:
- la durata dell’audit per il rilascio della certificazione;
- la tariffa per ogni giornata di audit comprensiva di tutti gli oneri (spese per trasferte, attivazione della pratica, emissione del certificato, ecc.);
- le condizioni necessarie per ottenere il contributo.
Le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di presentazione, sulla base della data e dell’orario di invio telematico.
L’impresa che beneficia degli incentivi dovrà, poi, ottenere la certificazione entro la scadenza del 30 giugno 2027, salvo eventuale proroga comunicata da Unioncamere.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Conciliazione vita lavoro: dal 21 settembre i contributi per la certificazione delle imprese