Collegamento POS-RT: per alcuni esercenti ha un “costo”, ma è un buon investimento

Rosy D’Elia - Comunicazioni IVA e spesometro

L'unione di dati di pagamenti e scontrini elettronici per alcune attività in termini di tempo è costoso, ma il collegamento tra POS e cassa si preannuncia come un buon investimento per tutti

Collegamento POS-RT: per alcuni esercenti ha un “costo”, ma è un buon investimento

Nella gestione di un’attività il tempo è denaro. Ed è in questa ottica che per alcuni esercenti il collegamento tra POS e cassa non è stato del tutto a costo zero.

L’abbinamento tra gli strumenti in uso all’inizio dell’anno deve essere stabilito entro la prima scadenza del 20 aprile ed è finalizzato a far viaggiare insieme i dati di pagamenti e scontrini elettronici, come previsto dal nuovo obbligo introdotto dalla Manovra 2025.

L’adempimento si gestisce interamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate e non richiede alcuna spesa in termini monetari, ma per alcuni gestori rispettarlo è stata una operazione impegnativa.

Pagamenti e scontrini elettronici all’unisono: per alcuni esercenti il collegamento POS-RT ha un “costo”

Per il 61 dei lettori e delle lettrici, che si sono espressi sul livello di difficoltà della gestione del nuovo obbligo tramite le pagine del giornale, la procedura per collegare i POS alla cassa non è del tutto semplice e immediata.

Nelle attività più lineari la connessione tra gli strumenti usati per pagamenti e scontrini elettronici si può stabilire con pochi clic, ma coloro che hanno più sedi, attività miste o diversi apparecchi da gestire si trovano ad affrontare una maggiore complessità.

La stessa Agenzia delle Entrate, ad esempio, in caso di più punti vendita ha suggerito di censire registratori telematici e POS con una raccolta di diversi dati (indirizzo, tipologia di strumento, codice fiscale dell’operatore finanziario, codici identificativi) prima di procedere con il collegamento direttamente o chiedendo aiuto a un intermediario.

Così come ha fornito tutte le istruzioni da seguire per aggiungere uno strumento per incassare i pagamenti elettronici non censito o, ancora, eliminarne uno di cui l’utente non è titolare.

Ed è proprio la necessità di inserire una serie di informazioni non presenti o non corrette o di sciogliere casi particolari, che può sorgere per diverse necessità, a rendere la connessione tra POS e cassa un adempimento pesante per alcuni esercenti.

Ma quando la gestione dell’attività non è particolarmente complessa e le informazioni già inserite dall’Agenzia delle Entrate nel servizio online per stabilire il collegamento risultano corrette e pronte all’uso, l’adempimento è veramente leggero, anche in termini di tempo.

E lo dimostrano anche le risposte ottenute nella stessa indagine condotta su Linkedin che ha visto un numero di risposte più ristretto, ma anche un esito opposto al sondaggio pubblicato sul giornale.

Il collegamento POS-RT si preannuncia come un buon investimento

Questa prima ondata di collegamenti, secondo i dati forniti a inizio anno dal direttore delle Entrate Carbone, coinvolge circa 2 milioni di registratori telematici. Ed è fisiologico che il passaggio dalla teoria di una connessione tutta virtuale alla pratica di una piena integrazione di tutti gli strumenti in uso richieda uno sforzo iniziale da parte dei soggetti coinvolti in prima linea.

Se è vero che il matrimonio tra i dati di pagamenti e scontrini elettronici è una operazione a costo zero, come promesso, è altrettanto vero che a tutti i gestori interessati è richiesto un investimento di tempo ed energia.

Ma la spesa vale l’impresa. O almeno, dovrebbe. Come sottolineato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti durante i 25 anni di attività dell’Agenzia delle Entrate la novità è di rilievo strategico nella lotta all’evasione.

L’obiettivo è quello di riportare nelle casse dello Stato 50 milioni di euro all’anno, a partire dal 2026: una cifra che dovrebbe contribuire a superare l’attuale record di recupero dalle attività di contrasto all’evasione pari a 36,2 miliardi di euro nel 2025.

Ma la connessione tra i POS e la cassa non si preannuncia solo come un potenziamento dei controlli in termini di incassi, anche in un’ottica di maggiore efficienza.

Il flusso di dati su pagamenti e scontrini elettronici, che parte dalle attività e arriva in modo coordinato all’Agenzia delle Entrate, dovrebbe anche mettere al riparo gli esercenti da comunicazioni di irregolarità che nascono da errori dell’Amministrazione e costano care a chi le riceve.

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