Si va verso la prima scadenza da rispettare per collegare POS e cassa: rispettare l'obbligo è una operazione a costo zero, come promesso? La parola a lettrici e lettori
Si avvicina la prima scadenza per stabilire il collegamento tra POS e cassa previsto dalla Legge di Bilancio 2025 per favorire i controlli su pagamenti e scontrini elettronici.
Entro il 20 aprile tutti i dispositivi in uso all’inizio dell’anno dovranno risultare connessi tra loro.
È online dal 5 marzo scorso la procedura web messa a punto dall’Agenzia delle Entrate per rispettare il nuovo obbligo, a cui si associano sanzioni fino a 4.000 euro e il rischio di sospensione delle attività.
Abbinare gli strumenti utilizzati nella gestione di negozi, bar, ristoranti è un’operazione semplice e veloce o è nato un nuovo impegnativo adempimento con questa novità?
La parola a lettrici e lettori: risposta al sondaggio nel box di seguito e commenti via mail a [email protected].
Collegamento tra POS e cassa verso la prima scadenza: operazione semplice o nuovo “peso” per le attività?
Nelle settimane che hanno preceduto l’avvio delle procedure di collegamento tra POS e cassa, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone ha rassicurato tutti gli esercenti interessati: sarà un’operazione a costo zero.
In effetti, per stabilire la connessione non è stato necessario acquistare nuovi strumenti o dispositivi: l’abbinamento è tutto virtuale e si concretizza con la comunicazione di alcune informazioni utili a identificare i registratori telematici e i POS, fisici e non.
E inoltre, l’Amministrazione finanziaria ha messo a disposizione un’adeguata cassetta degli attrezzi per operare: dalla procedura web alla guida operativa.
Ma dalla teoria alla pratica non è escluso che il collegamento possa aver comportato, in alcuni casi, uno sforzo in più o la richiesta di assistenza per recuperare dati eventualmente non censiti o per inquadrare al meglio i POS da collegare alla cassa. Nelle gestioni più complesse individuare i flussi dei pagamenti elettronici da coordinare con gli scontrini non è sempre così immediato.
E se è vero che il collegamento imposto dalla Legge di Bilancio 2025 non comporta nuovi costi aggiuntivi, è anche vero che pure il tempo è denaro, in particolar modo per chi gestisce delle attività e si trova a fare i conti con una novità che non si esaurisce in una sola operazione. Vanno comunicate anche le nuove attivazioni o le dismissioni di vecchi POS.
| Periodo di attivazione | Scadenza per il collegamento |
|---|---|
| Fase transitoria: strumenti già in uso al 1° gennaio 2026 o utilizzati tra l’1 e il 31 gennaio 2026 | Entro 45 giorni dalla data di messa a disposizione del servizio online |
| A regime: prima associazione di nuovi strumenti o eventuali variazioni successive | A partire dal 6° giorno del 2° mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento ed entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese |
Collegamento tra POS e cassa: strategica l’unione di dati su scontrini e pagamenti elettronici
Solo l’esperienza diretta di chi ha già stabilito il collegamento tra POS e cassa può confermare o smentire l’idea di prevedere un adempimento di lieve entità per un nuovo obbligo “strategico”.
È questa la parola utilizzata dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti durante le celebrazioni dei 25 anni di attività dell’Agenzia delle Entrate il 25 marzo a Montecitorio.
“La disponibilità di informazioni massive e in tempo reale consentirà di rafforzare ulteriormente la strategia di contrasto mirato dell’evasione, in particolare nei casi di omessa dichiarazione, consolidando nel tempo la riduzione strutturale del tax gap”.
Ha detto il numero uno di via XX Settembre, commentando il record di recupero dalle attività di contrasto all’evasione, 36,2 miliardi di euro nel 2025, che non rappresenta “un punto di arrivo, ma una base solida su cui continuare a costruire”, anche grazie al matrimonio di dati su pagamenti e scontrini elettronici.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Collegamento tra POS e cassa verso la prima scadenza: l’unione dei dati alla prova dei fatti