CIVIS accelera, CU e precompilate a passo lento

Salvatore Cuomo - Fisco

L'asimmetria nell’evoluzione dei servizi digitali dell'Agenzia delle Entrate evidenzia un Fisco a più velocità dove la gestione della compliance viaggia sul binario dell'innovazione, mentre la fase dichiarativa resta legata a logiche conservative

CIVIS accelera, CU e precompilate a passo lento

Nei dibattiti social, commentando con altri colleghi la recente e attesa innovazione del canale CIVIS, si sottolineava che già da diverso tempo che la base professionale sta riscontrando un approccio maggiormente proattivo ed efficace delle Agenzie Fiscali, anche con una notevole riduzione dei tempi di attesa.

Un esempio riguarda le istanze documentali inviate al protocollo: è esperienza diretta il rilascio di copia di un contratto registrato in soli due giorni lavorativi.

Ma è proprio questa efficienza localizzata a rendere ancora più stridente il blocco burocratico su diverse procedure di massa.

Il balzo in avanti di CIVIS con la comunicazione bidirezionale

Il comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 12 maggio 2026 segna un progresso per il canale CIVIS. Con il lancio della seconda istanza, il sistema evolve verso un’effettiva logica bidirezionale.

Con la seconda richiesta di assistenza, contribuenti e intermediari possono chiedere il riesame dell’istanza o integrare chiarimenti dopo una prima risposta negativa del Fisco.

Con l’integrazione documentale potenziata, vi è l’opportunità di allegare contestualmente fino a 10 documenti a supporto della pratica.

L’infrastruttura diventa l’hub per gestire le comunicazioni di irregolarità dai controlli automatizzati e la liquidazione delle imposte a tassazione separata.

Questo potenziamento dimostra che sul fronte della risoluzione delle anomalie e delle cartelle l’amministrazione finanziaria persegue la riduzione dell’uso di flussi cartacei e la fluidità del dialogo online.

Il contrasto con CU e precompilate la cui innovazione resta al palo

Qualche giorno un articolo a cura di Assosoftware faceva il punto sull’andamento dei meccanismi di automazione dei prelievi delle Certificazioni Uniche a mezzo dei gestionali di studio di cui emergevano notizie contrastanti rispetto al passo avanti sopra descritto.

La spinta digitale applicata a CIVIS si scontra con l’immobilismo che caratterizza la campagna dichiarativa 2026.

Il confronto evidenzia una netta contraddizione. Da un lato Civis che col provvedimento del 12 maggio porta i seguenti miglioramenti:

  • interoperabilità bidirezionale vera;
  • invio allegati multipli in tempo reale;
  • autonomia amministrativa avanzata.

Di contro il provvedimento del 20 aprile sulle CU che comporta:

  • scambio statico di vecchi file testo;
  • tempi di elaborazione di 5 giorni;
  • blocco tecnologico dello sviluppo API.

Mentre CIVIS si apre alla gestione dinamica dei chiarimenti, il provvedimento del 20 aprile sulle CU 2026 costringe i gestionali a scaricare file di testo con tracciati record, a dire di Assosftware, sostanzialmente obsoleti cui aggiungere il dovere attendere cinque giorni per l’esito della prenotazione massiva.

Sempre Assosoftware sottolineava che le software house sono pronte a implementare nuove API basate su tecnologie più moderne, ma hanno subito un blocco che in effetti risulta ingiustificabile ai tempi delle Intelligenza Artificiale sempre più presente anche nel nostro quotidiano e che rallenta l’integrazione diretta tra i database degli studi e i sistemi centrali.

Il retroscena della promessa disattesa riguardante la delega unica

La paralisi tecnologica di CU e precompilate trascina con sé i nodi irrisolti dello scorso anno.

Nel dibattito normativo precedente si ipotizzava di semplificare radicalmente l’azione degli intermediari, inserendo l’accesso alla dichiarazione precompilata all’interno della delega unica, anche se con validazione puntuale e non a tempo nel senso che l’autorizzazione poteva essere concessa per una determinata dichiarazione e non a scadenza temporale.

Questa integrazione non è stata realizzata e di conseguenza i professionisti operano in un quadro burocratico frammentato, dovendo gestire flussi di delega distinti per il Cassetto Fiscale propedeutico all’acquisizione delle CU e per l’accesso ai modelli precompilati per i quali le modalità massive sono appositamente regolate da un provvedimento dell’Agenzia del 28 aprile scorso.

Questa mancata unificazione dei mandati unita ad una di fatto non così efficace interlocuzione tra operatori professionali, Commercialisti e Tributaristi in primis insieme alle software house da una parte, e dall’altra i referenti istituzionali delle Agenzie Fiscali del Mef e di Sogei ma anche dell’autorità Garante della Privacy, comporta ancora un carico di lavoro manuale per gli studi, che va dal rendering dei PDF alla mappatura dei dichiarativi che smentisce gli obiettivi di semplificazione del Decreto Legislativo 1/2024.

Potremmo accennare alla mai definitivamente risolta questione della fatturazione elettronica sanitaria, ma soprattutto alla necessità dell’istituzione di un tavolo di lavoro unico e permanente dove i vari stakeholder prima citati, ma anche con i CAF e i Consulenti del Lavoro in modo tale che possano confrontarsi per contribuire fattivamente alla realizzazione dell’obiettivo comune di portare a compimento la semplificazione normativa e procedurale, traguardo che la riforma fiscale non ha ancora tagliato.