Ritenuta 0,5% (prima) e 1% (dopo) sulle fatture di tutte le aziende dal 2028

Francesco Oliva - Fisco

Ritenuta d'acconto sui pagamenti relativi a tutte le fatture tra aziende prevista da un emendamento del Governo alla Legge di Bilancio 2026. Prima allo 0,5%, poi passerà all'1%

Ritenuta 0,5% (prima) e 1% (dopo) sulle fatture di tutte le aziende dal 2028

Ritenuta dell’1 per cento sulle imprese: per le fatture B2B si va verso l’introduzione di una tassazione anticipata.

A prevederlo è un emendamento del Governo alla Legge di Bilancio 2026, che con decorrenza dal 2028 prevede l’avvio di un meccanismo per la tracciabilità dei pagamenti relativi alle cessioni di beni e servizi da parte delle aziende.

Una proposta pensata in ottica anti evasione fiscale, che spingerebbe le aziende - nelle intenzioni di chi la propone - verso una maggiore trasparenza, applicando un meccanismo simile a quello esistente per i bonifici di pagamento delle prestazioni edilizie.

Una proposta incredibile e, a modesto avviso di chi scrive, distruttiva per il sistema imprenditoriale! Distruttiva perché moltiplicherebbe a dismisura gli adempimenti amministrativi e fiscali per le aziende, senza contare che i casi di esenzione sarebbero difficilissimi da applicare a livello pratico.

Il nuovo meccanismo entrerebbe in vigore nel 2028 con una ritenuta d’acconto dello 0,5%, dal 2029 invece la soglia passerà all’1%.

Il sistema esiste già in un piccolo Paese europeo come la Slovacchia ma pensare di applicarlo in un sistema economico strutturato come quello di un Paese come l’Italia sembra veramente assurdo.

Ad ogni modo, analizziamo insieme la proposta contenuta nell’emendamento.

Ritenuta 0,5% e 1% sulle imprese: come funziona la novità proposta dal Governo in Legge di Bilancio 2026

Se ne era già parlato negli scorsi giorni e ora arriva la conferma: il Governo chiede, con la Legge di Bilancio 2026, un anticipo di tassazione per le imprese.

La ritenuta dello 0,5 per cento prima (dal 2028) e dell’1 per cento dopo (dal 2029) sulle fatture entra tra gli emendamenti alla Legge di Bilancio 2026 che portano la firma dell’Esecutivo e, come dichiarato dal viceministro al Ministero dell’Economia Maurizio Leo durante un webinar organizzato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, va vista come:

una sorta di scambio con quella relativa al divieto/blocco totale di compensazioni tra crediti fiscali e debiti fiscali e contributivi

Dal 1° gennaio 2029 la ritenuta d’acconto dell’1 per cento si applicherà alle fatture relative a pagamenti per prestazioni di servizi e cessioni di beni tra soggetti B2B. Interesserà quindi le operazioni tra imprese, e porterà un totale di 1,4 miliardi all’anno di maggiori entrate per lo Stato.

Dal punto di vista pratico quindi sull’importo da pagare sarà decurtato un valore pari per l’appunto all’1 per cento. La ritenuta si applicherà sull’imponibile, al netto dell’IVA e, ad esempio, in caso di fattura di 1.000 euro, ammonterà a 10 euro e sarà trattenuta dal committente, tenuto a sua volta a riversarla all’Erario.

Niente ritenuta per chi aderisce al concordato preventivo biennale o all’adempimento collaborativo

Come detto, stando a quanto previsto dall’emendamento alla Legge di Bilancio 2026, la ritenuta si applicherà ai pagamenti effettuati da soggetti che agiscono nell’esercizio di impresa o arte e professione, non nell’immediato ma dal 2029.

L’obiettivo della norma permettere all’Agenzia delle Entrate di tracciare i flussi finanziari tra imprese in tempo reale, rendendo più difficile l’occultamento di ricavi, contribuendo così al contrasto all’evasione fiscale.

Proprio in quest’ottica, dall’obbligo di tassazione anticipata saranno escluse le partite IVA trasparenti agli occhi del Fisco: l’adesione al concordato preventivo biennale o al regime dell’adempimento collaborativo esonererà dal nuovo obbligo.

Niente ritenuta per le partite IVA in regime forfettario

Fuori dall’obbligo di ritenuta anche i contribuenti che applicano il regime forfettario. Le partite IVA soggette alla flat tax del 15 per cento sono al momento esonerate dalle novità in cantiere.

Non vi sarà inoltre un’ulteriore ritenuta sui bonifici relativi alle prestazioni edilizie, per i quali già ad oggi si applica una ritenuta pari all’11 per cento.

Per i professionisti si rafforza la stretta sui pagamenti della PA

L’introduzione della ritenuta dell’1 per cento sulle fatture delle imprese è destinata a far discutere a lungo, in quanto creerebbe un’ulteriore complicazione nella gestione dei pagamenti.

Altro tema che non farà piacere ai Professionisti è la norma sul blocco dei pagamenti dalla Pubblica Amministrazione.

Un vincolo pesantissimo verso i professionisti con i debiti fiscali; la versione emendata non allenta le regole definite inizialmente ma le estende, allargando il blocco a tutti gli “emolumenti”, compresi quelli dovuti da soggetti diversi dalla Pubblica Amministrazione per incarichi con compensi “a carico dello Stato”.

In termini pratici, la verifica fiscale che sarà eseguita prima di ogni singolo pagamento in favore di commercialisti, notai, avvocati, ingegneri, architetti che ricevono compensi finanziati da soldi pubblici e agirà a 360 gradi, bloccando l’accredito quando il professionista interessato ha debiti non onorati nei confronti del Fisco.

Intanto l’iter della Manovra 2026 va avanti, prevedendo altre modifiche poco piacevoli per le imprese e dettate chiaramente da esigenze di gettito.

Si pensi al caso della modifica della tassazione sui dividendi, che verrà aumentata per le società che detengono quote di minoranza in altre società, con limite posto al 5 per cento.

Al traguardo anche la “tassa sui pacchi”, un obolo di 2 euro che applicato ai pacchi che arriveranno dai Paesi extra UE di valore inferiore a 150 euro.

Sono quindi ore decisive per la Manovra: dopo un mese di stallo in Commissione, il testo è arrivato in Senato per il primo via libera.

E, come da tradizione di fine anno, i lavori sono già in ritardo: entro il 31 dicembre anche la Camera dovrà esprimersi sul pacchetto di misure. E, calendario alla mano, il passaggio non potrà che essere solo formale, anche per evitare il rischio esercizio provvisorio.

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